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Ruolo delle ONG italiane nel garantire un’adeguata istruzione in Africa

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L’istruzione rappresenta uno dei pilastri su cui si dovrebbe basare qualsiasi società, ma vi sono ancora molti Paesi nel mondo in cui questo diritto non è garantito a tutti i cittadini. Infatti, nonostante la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (art.26) così come l’Agenda 2030 dell’ONU (obiettivo n.4) sanciscano e tutelino l’educazione come diritto umano fondamentale, molti Paesi africani presentano un alto tasso di analfabetismo e un accesso negato all’istruzione di base. 

Secondo il report dell’Unicef “Transforming education in Africa” (2021), una persona su tre con un’età compresa tra i 25 e i 64 anni risulta analfabeta, principalmente nella zona centrale e occidentale del continente africano. Questo comporta gravi ripercussioni sule generazioni più giovani, in quanto l’analfabetismo dei genitori è infatti uno dei principali fattori che ostacolano la scolarizzazione dei figli.  Entro la metà del secolo, si prevede che nel continente africano vi saranno circa un miliardo e mezzo di bambini e adolescenti al di sotto dei 18 anni; in molti casi anche quando i bambini africani frequentano la scuola, vi è una scarsa qualità dell’istruzione che ricevono. 

Il  World Development Report del 2018, primo report della Banca Mondiale ad essere totalmente dedicato al tema dell’educazione, stima che entro il 2030 in Africa subsahariana più del 70% dei bambini riceverà un’educazione insufficiente. In particolare, si calcola che oltre 30 milioni di bambini riceveranno un’educazione scolastica così carente che il loro livello di istruzione sarà simile a quello dei bambini che non hanno mai frequentato la scuola. Diventa, quindi, fondamentale agire per modificare tale situazione: l’educazione permette alle persone di sopravvivere e prosperare, ed è quindi l’investimento più efficace nella lotta contro la povertà. L’istruzione previene la diffusione della povertà tra le generazioni fornendo maggiori opportunità di guadagnare, ed è anche associata a comunità più pacifiche, maggiore impegno civico e democrazie più forti contribuendo pertanto a migliorare lo sviluppo socioeconomico della società. 

È per questo motivo che molte ONG italiane si sono attivate per cercare di garantire un livello di istruzione adeguato in vari Paesi africani. Togo e Benin registrano la più alta percentuale di di popolazione analfabeta; soltanto il 18% degli studenti che hanno frequentato la scuola ha acquisito delle competenze di base nella lettura e la percentuale cala all’11% nel caso della scrittura. Esistono associazioni benefiche come UTA Onlus, attiva dal 1996, che tramite la raccolta di fondi a favore degli ospedali Fatebenefratelli di Afagan in Togo e di Tanguièta in Benin riescono a formare dei docenti in grado di fornire istruzione a bambini e giovani di queste due regioni. 

Numerose sono anche le ONG italiane che negli ultimi anni hanno sviluppato progetti finalizzati a garantire il diritto all’istruzione. Ad esempio, l’ONG Centro Laici Italiani per le Missioni (CELIM) è attiva dagli anni 50 con progetti di sviluppo in Africa, Asia e America Latina. Nata nel 1954 da un gruppo di universitari e professionisti di Milano, negli anni è cresciuta divenendo un ente iscritto all’elenco delle Organizzazioni della Società Civile (Osc) dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Inoltre, è stata riconosciuta dall’Unione Europea per la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale allo sviluppo. 

Secondo quanto affermato da Lara Viganò, Programme Coordinator CELIM per l’Africa, “in Zambia i giovani con disabilità non godono ancora degli stessi diritti del resto della popolazione a causa di fattori economici, culturali e sociali”. Infatti, il tasso di alfabetizzazione e l’accesso all’istruzione primaria sono più bassi per i giovani con difficoltà di apprendimento (67% e 86,8%) rispetto a quelli senza (81,7% e 95%). A Lusaka e Ndola in Zambia, l’esclusione dei minori con disabilità è ancora più critica. Le condizioni di povertà assoluta delle famiglie di provenienza e i costi aggiuntivi legati alla cura dei minori con disabilità aggravano la loro condizione alimentando il circolo vizioso tra disabilità e povertà. L’accesso all’istruzione e ad attività ricreative è ostacolato dalla presenza di barriere infrastrutturali ma anche bassa preparazione degli insegnanti, materiali didattici e attrezzature sportive inadeguati e dal forte stigma.

Il progetto Edu-care promosso da CELIM ha offerto a centinaia di ragazze e ragazzi residenti nei distretti di Lukasa e Ndola educazione e attività ricreative inclusive e speciali, opportunità lavorative e migliori diagnosi e trattamenti per autismo ed epilessia. Gli operatori lavorano per rendere più accessibili spazi scolastici e ricreativi, offrono inoltre formazione a docenti e medici, e sensibilizzano imprenditori e comunità per favorire l’integrazione delle persone portatrici di disabilità. A partire dal 2003, CELIM è presente anche in Mozambico con il progetto “giovani resilienti”, il quale mira a formare nuove generazioni più istruite in campo agricolo, capaci di diversificare il proprio reddito e di tutelare le risorse naturali.

L’ONG Alisei, attiva dal 1986, si occupa di cooperazione internazionale, aiuto umanitario ed educazione interculturale in contesti caratterizzati da particolare vulnerabilità, disuguaglianze, subalternità (di genere, di classe e di età), sottosviluppo e discriminazione. Riconosciuta idonea dal Ministero degli Affari Esteri a gestire l’educazione allo sviluppo in Paesi in via di sviluppo, collabora sin dagli anni 90 con la Commissione europea ed è partner implementatore delle principali agenzie ONU quali UNHCR, UNDP, FAO, UNICEF. 

Alisei, in collaborazione con l’associazione congolese Amaco, ha sviluppato il progetto EIDHR-Autochtones Bouenza che ha come obiettivo primario quello di migliorare il rispetto dei diritti umani della comunità dei Pigmei della Bouenza in Congo, promuovendone l’uguaglianza, la partecipazione e l’inclusione nella società congolese. A questo scopo si propone di aumentare il livello di alfabetizzazione di bambini e adulti delle comunità dei Pigmei del distretto di Tsiaki, assicurare il godimento dei loro diritti e valorizzare la cultura locale grazie al coinvolgimento delle autorità locali e delle organizzazioni della società civile. 

La comunità dei Pigmei di Tsiaki, situata nel sud-est della Repubblica del Congo, è geograficamente isolata e soffre diverse forme di marginalizzazione sul piano politico, sociale ed economico. La principale fonte di sussistenza per i Pigmei è l’agricoltura; tuttavia, la mancanza di competenze tecniche fa sì che le pratiche agricole adottate siano di scarsa produttività e rendimento. L’ostacolo principale allo sviluppo e all’integrazione degli autoctoni rimane lo scarso accesso all’educazione, causato dalla mancanza di infrastrutture adeguate, dalle difficoltà finanziarie dei genitori nel provvedere ai costi del materiale scolastico, assicurare l’alimentazione dei bambini a scuola e l’assistenza sanitaria in caso di malattia, e agli atti di bullismo da parte dei bambini bantu. 

Il progetto EIDHR-Autochtones Bouenza ha previsto la costruzione di due centri sociali con la funzione di strutture polivalenti per l’assistenza sociale, la scolarizzazione e la raccolta e valorizzazione delle tradizioni autoctone. Si prevede inoltre di realizzazione delle campagne itineranti di alfabetizzazione, attività di formazione degli insegnanti e di sensibilizzazione degli adulti sull’importanza dell’educazione e la conoscenza di pratiche sanitarie da insegnare ai figli nonché la distribuzione di materiale e, infine, la creazione di un archivio multimediale e di un museo etnografico che raccolgano il patrimonio della tradizione degli pigmei della Bouenza.In conclusione, si può notare come nonostante ci sia ancora molta strada da percorrere prima di colmare il divario relativo al livello di istruzione in molti Paesi africani rispetto al resto del mondo, l’attività della società civile contribuisce in maniera significativa a fronteggiare la sfida di garantire un’adeguata istruzione in Africa.

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