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TematicheItalia ed EuropaAl via un nuovo Piano Nazionale Aeroporti

Al via un nuovo Piano Nazionale Aeroporti

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Il 10 gennaio si è tenuto il primo kick-off per l’aggiornamento e la revisione critica del Piano Nazionale Aeroporti – pubblicato nel 2015 – e della relativa conduzione della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Stando alle dichiarazioni del Presidente dell’ENAC, Pierluigi di Palma, un ruolo fondamentale nel futuro della rete infrastrutturale aeroportuale del Paese lo avrà l’integrazione intermodale definita non a caso “l’elemento fondante della pianificazione strategica della mobilità nazionale.”

Il piano del 2015

Il piano del 2015 aveva come obiettivo l’individuazione una linea di governance che potesse tenere in conto delle esigenze della domanda di traffico nazionale e internazionale con quelle di sviluppo dei territori locali. Si mirava al potenziamento delle infrastrutture primarie attraverso un utilizzo proficuo delle risorse pubbliche impiegate e di efficientamento dei servizi di navigazione aerea insieme agli altri servizi in ambito aeroportuale.

Altro elemento centrale era il voler mettere in piedi una programmazione nazionale del settore attraverso la razionalizzazione delle infrastrutture e servizi aeroportuali. Erano stati quindi individuati 10 bacini di traffico omogeneo, secondo criteri di carattere trasportistico e territoriale. All’interno di questi, 38 aeroporti di interesse nazionale -sulla base di criteri riconducibili al loro ruolo strategico basati sull’ubicazione, dimensioni e tipologia di traffico – e all’inserimento delle previsioni dei progetti europei della rete Treanseuropea dei trasporti.

Tra gli aeroporti di interesse nazionale, è stata riconosciuta una particolare rilevanza strategica a 12 di essi, tra i quali sono stati individuati tre gate internazionali: Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. Mentre gli altri hanno un alto valore in termini di turismo, bacino d’utenza servito o interconnessione delle realtà locali con il resto del Paese (Torino, Bologna, Firenze-Pisa, Napoli, Bari, Lamezia Terme, Catania, Palermo e Cagliari).

Di fatto si è trattato di formalizzare una razionalizzazione delle competenze e di sviluppare un approccio strutturato ad un settore che non poteva più non essere considerato come un network complesso e interconnesso tanto all’interno quanto all’esterno.

Gli obiettivi del PNRR in materia

Come dichiarato dal Presidente dell’ENAV la rete aeroportuale è parte integrante della mobilità nazionale in termini di persone e di merci. Non a caso il PNRR anticipa ciò ribadendo come per aumentare i volumi delle merci su rotaia, è necessario aumentare la capacità della rete e dei nodi migliorando anche i collegamenti tra la rete ferroviaria e i porti e gli aeroporti in una logica intermodale. A ciò si unisce una visione condivisa su una pianificazione puntuale ed efficiente dei processi di digitalizzazione delle infrastrutture e dei servizi sia per una migliore comunicazione e coordinazione al loro interno (aeroporto-aeroporto) che all’esterno (aeroporto-altra tipologia di infrastruttura), unita ad una più agile fruibilità da parte degli utenti. Sono infatti previsti investimenti in materia aeroporti accompagnati da riforme volte a rafforzare la pianificazione strategica (come lo è il nuovo Piano Nazionale Aeroporti) e alla realizzazione di uno sportello unico dei controlli oltre ad implementare una piattaforma digitale interoperabile.

La digitalizzazione dei sistemi aeroportuali – e più in generale di tutti quelli logistici – avrà un rilevante ruolo nel rilancio del settore, grazie all’utilizzo delle soluzioni tecnologiche volte ad efficientare il sistema e ridurre l’impatto ambientale. In quest’ottica, è necessario concepire le infrastrutture logistiche come un unicum di nodi e reti interconnesse, che consentano una movimentazione di persone e merci quanto più possibile fluida e priva di colli di bottiglia. Ciò è possibile solo attraverso lo sviluppo di procedimenti just in sequence e dell’industrializzazione della catena di trasporto tra aeroporti, porti marittimi e dry port.

I pilastri su cui costruire una rete di infrastrutture per il futuro

Si è reso necessario, a fronte della repentina mutazione del contesto internazionale e interno degli ultimi due anni, di poter disporre di una strategia che miri non solo alla ripresa del settore aeroportuale ma tenga conto anche delle questioni della sostenibilità; uno dei pilastri cardine delle strategie del futuro.

In aggiunta si è compresa la necessita di considerare le infrastrutture aeroportuali non solo come una rete in cui i singoli aeroporti sono interconnessi ma come parte del più ampio network nazionale e interregionale che collega tutte le infrastrutture aere, terrestri e marittime – a ribadire una forte aderenza alla programmazione del PNRR. Anche a fronte di queste considerazioni sarà attivata dall’ENAV una cabina di regia “intermodale” capace di assicurare periodicamente una condivisione e un monitoraggio riguardo temi di rilevanza strategica nazionale che saranno trattati nel Piano. Di primaria importanza saranno quelli legati ai temi dell’integrazione modale, della sostenibilità e della digitalizzazione del sistema aeroportuale nazionale. Quindi poter sviluppare un confronto ad alti livelli tra le diverse competenze pubbliche che svolgono un ruolo nell’attuazione delle previsioni di questo strumento di pianificazione.

L’aviazione civile è uno dei settori strategici dell’economia e della politica italiana in quanto si relaziona in modo stretto con l’industria, le esportazioni dei prodotti Made in Italy e, soprattutto, il turismo, punte di diamante della competitività del Paese a livello internazionale. Settori che a seguito della crisi pandemica devono necessariamente tornare a crescere nello scenario globale per evitare di aggravare la posizione già marginale del nostro Paese in molti dei settori chiave della competizione internazionale. Cogliendo le opportunità che la ripresa globale dell’economia porterà, il sistema Paese deve essere pronto per le nuove frontiere e per le sfide (non troppo) future nei settori del trasporto aereo e, prossimamente, aerospaziale.

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