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Nuove tensioni tra le due Coree dopo il lancio del primo satellite spia nordcoreano

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Il 18 settembre del 2018 i leaders delle due Coree, Kim Jong-Un e Moon Jae-In avevano firmato un accordo importantissimo per i rapporti tra i due Stati. Frutto di mesi e mesi di impegni diplomatici, il Comprehensive Military Agreement (CMA) aveva lo scopo di ridurre la militarizzazione del confine tra le due nazioni, oltre che quello di favorire la denuclearizzazione della penisola. Il 23 novembre del 2023 però, la Repubblica Democratica Popolare di Corea ha annunciato che avrebbe interrotto l’accordo, e che avrebbe schierato al confine con la Repubblica di Corea nuove e più avanzate truppe. 

L’annuncio è arrivato dopo un susseguirsi di eventi nei giorni precedenti che hanno dato una svolta alle relazioni inter-coreane. Questi avvenimenti hanno avuto come fulcro il tentativo nordcoreano di lanciare un satellite spia in orbita, a cui sono seguite le risposte preoccupate di Seul e della comunità internazionale. Gli effetti di queste giornate possono peggiorare i rapporti tra Seul e Pyongyang in un periodo di generale crisi a livello internazionale.

La causa: il lancio del Malligyong-1

L’evento scatenante della crisi dell’accordo è stato il lancio di quello che sarà il primo satellite spia nordcoreano in orbita. Il Malligyong-1 è il primo successo della Repubblica Democratica Popolare di Corea di portare in orbita tale tipologia di satellite, e l’evento è stato accolto con entusiasmo dal leader Kim Jong-Un. Questo risultato è stato possibile grazie al vettore di trasporto Chollima-1, che ha permesso al terzo tentativo di Pyongyang di portare in orbita un satellite spia di avere successo. 

Il giorno seguente al lancio, Seul non ha fatto mancare la sua risposta. In virtù delle azioni nordcoreane, la Repubblica di Corea nella giornata del 22 novembre ha sospeso parte del Comprehensive Military Agreement. Nello specifico, viene sospeso l’articolo 1 paragrafo 3 dell’accordo, che stabiliva una No-Fly Zone sulla Linea di Demarcazione Militare (MDL) per tutti i tipi di veicoli.

Successivamente a questa decisione è arrivato poi l’annuncio della sospensione integrale dell’accordo da parte della Nord Corea, che il 23 novembre ha dichiarato che schiererà nuovamente un numero consistente di truppe sul confine. 

I motivi del recesso di Pyongyang 

Non è nuova la notizia dei tentativi nordcoreani di portare in orbita un satellite spia. Il lancio del 21 novembre 2023 è infatti il terzo tentativo, ed il primo successo. Tuttavia, anche la Repubblica di Corea si è impegnata molto per sviluppare tali capacità militari. Si era formata dunque una vera e propria corsa allo spazio tra i due Stati coreani, che puntavano a portare in orbita il loro primo satellite spia entro la fine di novembre 2023. Seul programmava infatti di portare il suo satellite spia in orbita grazie al vettore Falcon-9 di SpaceX il 30 novembre. Pyongyang aveva invece notificato al Giappone il suo intento di eseguire il lancio entro il primo dicembre. Alla fine, la Repubblica Democratica Popolare di Corea ha avuta la meglio sui tempi. Il lancio inoltre non viola nessuna clausola del CMA. Tuttavia va contro molte sanzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ed ha suscitato dunque molte preoccupazioni.

All’annuncio sudcoreano della sospensione dell’accordo però, Pyongyang non ha fatto tardare la sua risposta. La Nord Corea infatti ritiene responsabile la controparte del sud per la fine dell’accordo, ed ha annunciato che Seul sarà da ritenere colpevole nel caso scoppino nuovi conflitti nella penisola coreana. 

Le preoccupazioni sudcoreane

Il lancio di successo del Malligyong-1 da parte della Repubblica Democratica Popolare di Corea ha destato reazioni e sospetti in molti attori della comunità internazionale e non solo a Seul. I ministri degli esteri dei Paesi del G7 hanno chiesto alla Nord Corea di rispettare le norme di diritto internazionale e di attenersi alle richieste delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza. A seguito delle dichiarazioni di Pyongyang, anche Seul ha annunciato che aumenterà i pattugliamenti al confine. 

Gran parte della preoccupazione di queste nazioni viene però dai motivi del successo del lancio nordcoreano, su cui però non ci sono ancora certezze. È però molto forte il sospetto che dietro al successo di Pyongyang ci sia una collaborazione con la Russia in ambito missilistico ed aerospaziale. Secondo i parlamentari sudcoreani, i quali citano fonti di intelligence di Seul, il lancio ha avuto successo grazie alla collaborazione più stretta della Nord Corea con Mosca, iniziata dopo il viaggio in Russia di Kim Jong-Un di settembre. Nell’incontro avvenuto tra Putin e Kim Jong-Un, i due leader hanno promesso di migliorare la collaborazione fra le due nazioni in vari cambi, tra cui anche quello militare e spaziale. Si ritiene dunque che il successo di Pyongyang sia dovuto all’aiuto ricevuto dagli scienziati russi in cambio di munizioni, necessarie a Mosca per via del proseguire del conflitto in Ucraina. Degli scambi di munizioni però non ci sono conferme. Inoltre, alcuni esperti hanno detto che è passato troppo poco tempo dall’accordo tra i due Stati affinché gli scienziati ed i tecnici russi potessero essere coinvolti in maniera efficace nel progetto.

Dato che il lancio nordcoreano viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza che la stessa Russia ha supportato, la portavoce del Ministero degli esteri russo Maria Zakharova ha negato il coinvolgimento russo con qualsiasi accordi illegale con Pyongyang riguardante lo scambio di armi.

Le prospettive sul futuro dei rapporti inter-coreani

Nella generale tensione del panorama internazionale dovuta ai numerosi conflitti in corso, ci sono opinioni discordanti sull’effetto che le scelte degli ultimi giorni prese dai due Stati coreani avranno sulle loro relazioni. Il CMA era stato accolto come una svolta che avrebbe potuto aprire la strada ad una riappacificazione tra Seul e Pyongyang. Di certo, la riduzione del livello di militarizzazione poteva rassicurare le due nazioni e permettere di intrattenere rapporti più sicuri e pacifici. Moon Chung-In, professore alla Yonsei University e consigliere del presidente Moon durante le trattative con Kim, teme che la cessazione dell’accordo possa avere effetti molto pericolosi per le due Coree. Una nuova militarizzazione pesante del confine rende più probabile l’evenienza di incidenti che possono scalare molto velocemente verso azioni militari pesanti o veri e propri conflitti. 

Di opinione diversa è invece Bruce Klingner, ex analista per la CIA. Anche quest’ultimo riconosce l’utilità teorica dell’accordo, che secondo la sua opinione avrebbe dovuto aumentare la fiducia tra le due parti. Klingner tuttavia fa notare come le inadempienze della Nord Corea nei confronti del CMA abbiano in verità ridotto le capacità degli USA e della Repubblica di Corea di monitorare le attività nordcoreane, riducendo dunque le capacità dei due alleati di reagire ad eventuali azioni forzate. Klingner ritiene dunque che la cessazione dell’accordo tra le due Coree sia un’occasione per ristabilire una posizione più sicura e decisa per Seul e Washington nella penisola coreana.

Se i satelliti nordcoreani si rivelassero pienamente efficienti, ed anche Seul riuscisse a dotarsi di tali strumenti, le relazioni inter-coreane avranno un nuovo dominio da dover tenere in considerazione: quello spaziale. In un contesto di generale tensione nel panorama internazionale, la fine del Comprehensive Military Agreement e l’aggiunta del dominio spaziale ai rapporti tra Seul e Pyongyang rischiano di rendere ancora più tese le relazioni nel Pacifico, che ancora una volta devono tenere conto degli interessi di più potenze internazionali. Gli eventi descritti testimoniano infatti il peso potenzialmente importantissimo che attori come Stati Uniti e Russia hanno nel confronto tra questi due Stati in tutti i domini; ora, anche in quello spaziale.

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