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TematicheAmbiente, Infrastrutture ed EnergiaUna nuova cooperazione energetica e regolatoria nell’area mediterranea

Una nuova cooperazione energetica e regolatoria nell’area mediterranea

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L’affascinante sito archeologico di Selinunte in Sicilia ha ospitato lo scorso 12 giugno l’importante vertice del MEDREG, l’Associazione dei regolatori energetici dei Paesi del Mediterraneo. Il MEDREG, che riunisce 28 agenzie di regolazione di 23 Paesi dell’area mediterranea, rappresenta uno dei luoghi privilegiati per una fattiva collaborazione energetica in questo spazio geografico, tornato a rivelarsi strategico dopo le crisi geopolitiche successive alle crisi di Ucraina e Palestina.

Un punto di incontro tra le diverse sponde mediterranee, orientato ad agevolare e rafforzare proposte normative e azioni coerenti, finalizzate all’integrazione del mercato energetico e alla collaborazione tecnico-operativa nella regione del Mediterraneo. Azioni positive rivolte ad un assetto regolatorio stabile e compatibile con le peculiarità politiche ed economiche dei Paesi aderenti, indirizzato ad orientare la realizzazione di investimenti nelle infrastrutture, la tutela dei consumatori e una crescente cooperazione energetica. Nel vertice di Selinunte, i Presidenti delle autorità di regolazione dell’energia riuniti unitamente con i rappresentanti delle Istituzioni governative e delle aziende leader del settore dei Paesi aderenti a MEDREG, si sono confrontati principalmente per indicare strategie vincenti, che incentivino gli investimenti nelle interconnessioni transfrontaliere e nelle infrastrutture energetiche. Settori determinanti per la gestione del lungo periodo di transizione energetica e per un costante dialogo tra Paesi confinanti. Realizzare connessioni, linee di trasmissione e trasporto energetico, innovazioni tecnologiche, reti digitalizzate e piattaforme collaborative, metterà in condizione i protagonisti di esprimere competenze comuni, progetti e collegamenti, che offriranno la possibilità di andare oltre gli steccati geopolitici. 

Infatti, i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, pur essendo già prevalentemente supportati da un apparato energetico interconnesso basato su reti elettriche, gasdotti, linee e progetti di fonti di energia rinnovabile, con l’attuale complessità della condizione geopolitica e l’emergere di tecnologie innovative ancora non diffuse trasversalmente, hanno di riflesso subito sia variabili quantitative positive che la necessità di rafforzare la rete infrastrutturale. Variabili che hanno spostato da Nord a Sud dell’Europa le dinamiche energetiche (in particolare per l’approvvigionamento del gas naturale, alternativo a quello proveniente dalla Federazione Russa), ponendo i Paesi nordafricani e mediorientali al centro dei flussi energetici euro-mediterranei e richiedendo una maggiore cooperazione e una migliore interoperabilità. Cooperazione e impegno logistico messi poi a dura prova dalla successiva crisi del Mar Rosso, derivante dalla guerra tra Israele e Hamas. Le crisi in corso possono però anche rappresentare l’opportunità per ribadire, partendo dall’attuale panorama energetico, la regione del Mediterraneo come ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente e per affrontare in maniera cooperativa ed efficace la transizione energetica e la lotta ai cambiamenti climatici.

Una prospettiva a breve medio termine di impegno congiunto per garantire i flussi e lo scambio energetico sia attraverso le già citate infrastrutture che con la continuità del trasporto marittimo. Questa collaborazione costituisce un requisito essenziale, pertanto, per utilizzare al meglio il potenziale delle energie rinnovabili attraverso le linee di trasmissione e distribuzione elettrica, il trasporto del gas naturale e l’approdo delle navi gasiere ai terminali di rigassificazione del GNL nell’intera regione mediterranea. Un sostegno primario alla progressiva decarbonizzazione dell’energia utilizzata nei Paesi dell’area. 

La composizione degli aderenti a MEDREG, che abbraccia l’anello mediterraneo nella sua globalità, aggrega storie ed esperienze diverse, ognuna con una sua identità politica e culturale: Albania, Algeria, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Francia,  Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Libia, Malta, Montenegro, Marocco, Macedonia del Nord, Autorità Palestinese, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia; a questi possiamo aggiungere la Mauritania, che ha chiesto di unirsi all’associazione dei regolatori.

Un contesto complesso e con evidenti aree di conflitto, ma con la potenzialità di affermare, se le scelte dei protagonisti politici andassero in tal senso, la regione del Mediterraneo quale hub energetico sostenibile in grado di assicurare energia sicura, affidabile e conveniente a tutti i suoi cittadini.

Nell’introdurre la riunione il Presidente di MEDREG nonché dell’Autorità marocchina di regolamentazione dell’elettricità ANRE, Abdellatif Bardach, ha dichiarato: Nel contesto delle dinamiche in evoluzione del panorama energetico globale, oggi segna un momento importante nel nostro impegno a rimodellare i dialoghi energetici. Mentre ci riuniamo per affrontare le sfide presenti e future, la nostra attenzione si estende al miglioramento delle infrastrutture interconnesse e al progresso dell’integrazione dei sistemi energetici nella regione del Mediterraneo e oltre. Questo impegno strategico mira a coltivare soluzioni innovative che non solo ci spingano verso un futuro sostenibile e decarbonizzato, ma che assicurino la nostra adattabilità ai rapidi cambiamenti. Sottolineare l’importanza dell’indipendenza normativa è fondamentale; garantisce l’equità del mercato e un processo decisionale trasparente. Il ruolo di ciascun regolatore è quello di adattare queste strategie al proprio contesto, inviando un messaggio potente e unificato ai decisori a livello globale. Le nostre discussioni non riguardano solo questioni immediate, ma anche la creazione di un quadro resiliente per le generazioni a venire. Ci impegniamo per una visione collettiva che trascende i confini regionali, favorendo un dialogo globale solido e fruttuoso“.

La regolazione può rappresentare proprio quel terreno “neutrale” in grado di rilanciare dialogo e cooperazione attraverso i temi dell’energia e della transizione energetica.

Antonello Assogna

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