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Nota sul DPP difesa: la componente ad ala rotante delle forze armate italiane

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Uno degli elementi meno commentati dell’appena pubblicato Documento di programmazione pluriennale 2023-2025 della Difesa è quello relativo alla dotazione di elicotteri per le Forze Armate italiane.

Per quanto concerne la componente ad ala rotante di Esercito e Marina, si evidenzia che, a fronte del mantenimento in efficienza operativa di NH-90, CH-47, EH-101 e AW129 “Mangusta”, prevedendone anche l’ammodernamento, la Difesa ha intenzione di proseguire, per l’Esercito, nei programmi di acquisizione dell’elicottero leggero LUH e di un nuovo elicottero da esplorazione e scorta (NEES), individuato nell’AW249 di Leonardo. Inoltre, sempre per quanto concerne l’Esercito, si punterà sul medio-lungo periodo al rinnovo dell’intero parco veicoli di “supporto al suolo” per la componente ad ala rotante. 

Proprio come sta avvenendo per la componente corazzata-cingolata, dove a fronte dei programmi di acquisizione di nuovi carri armati, si è optato per il mantenimento in servizio del C1 Ariete ammodernato alla versione C2, anche per gli elicotteri l’attuale DPP disegna una fase di transizione, dove i mezzi di ultima generazione come l’LUH o l’AW249 (quest’ultimo da utilizzare in chiave integrata interforze, stando alle specifiche tecniche sulle quali si sta lavorando), convivranno con quelli attualmente in servizio e che, nel giro di qualche anno, diventeranno obsoleti.  

La priorità, nel nuovo contesto dei conflitti multidominio, è quella di poter disporre di una componente d’elicotteri che sia in grado di sostenere tanto l’azione delle truppe impegnate nel combattimento, quanto di quelle addette alle azioni di manovra diradata. Fondamentali sono, quindi, fattori come maggiori autonomia, velocità, dispositivi di protezione e rafforzata capacità di ingaggio. Tenendo anche conto che la guerra tra Russia e Ucraina, vera linea di faglia tra il “vecchio mondo” stabile e quello nuovo, dove la regola è la competizione continua, ha confermato la centralità dell’elicottero quale parte integrante della battaglia terrestre. A tal proposito si vedano l’impiego che i russi hanno fatto del Kamov Ka-52 durante la controffensiva ucraina o del Mil Mi-24 in dotazione alle AFU anche negli ultimi scontri ad Andriivka. 

Altro elemento da tenere in considerazione, è quello della ricerca di una catena logistica “corta” per rifornimenti e ricambi degli elicotteri, che faccia diretto riferimento all’industria nazionale della difesa. Primariamente perché si dovranno evitare situazioni come quelle che hanno messo in crisi il dispositivo logistico francese all’epoca dell’Operazione Barkane in Mali, quando, per la sequenza di missioni e le condizioni climatiche particolari, gli elicotteri impiegati sul campo sono stati soggetti ad usura costante, mostrando limiti operativi importanti. 

Anche per far fronte proprio al fattore climatico, il NEES in sviluppo disporrà di operatività senza limitazioni dai -30° ai + 50° e capacità di volo in ambiente polveroso, nevoso, salino e in presenza di leggere formazioni di ghiaccio, andando a superare quei difetti che, invece, erano già emersi con l’impiego in Somalia, Afghanistan ed Iraq dell’AW129, che era stato progettato per operare principalmente nell’Italia nord-orientale. 

Qui è possibile leggere l’intero DDP del Ministero della Difesa:

https://www.difesa.it/Content/Documents/DPP%202023-2025.pdf

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