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NotizieIl nesso tra Migrazioni e Sviluppo

Il nesso tra Migrazioni e Sviluppo

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Il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha ospitato nella giornata del 10 Aprile, una mattinata di dialogo e di riflessione sui temi della migrazione e dello sviluppo nonché sul nesso tra i due, temi sempre validi e di interesse nel panorama istituzionale e socio-culturale sia italiano che mondiale.

Il dibattito, nella sua parte istituzionale, ha visto intervenire il Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo Pietro Sebastiani, il vice ministro per la Cooperazione allo Sviluppo Mario Giro, Paola Alvarez dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, il Direttore Centrale per le Politiche Migratorie Luigi Maria Vignali ed il Dott. Giampiero Gramaglia. Gli interventi si sono articolati intorno alla multidimensionalità ed alla trasversalità caratteristiche del tema migrazioni e sviluppo. Si è parlato di come trovare il giusto approccio a questo tema sia una delle maggiori sfide dei nostri giorni, nonostante le migrazioni non possano essere definite come un fenomeno di breve periodo, emergenziale o transitorio, ma piuttosto come una realtà che esiste da sempre e necessariamente continuerà ad accompagnare la storia dell’uomo. Si è fatto notare inoltre come il nesso migrazioni-sviluppo incroci quasi tutti gli obiettivi dell’Agenda 2030, sottolineando come solamente un approccio di cooperazione tra Paesi, ma anche tra attori di diverso livello, possa rappresentare una risposta efficace e sostenibile. In questo quadro deve inserirsi la Cooperazione Italiana, chiamata a “fare sistema”, ovvero a portare avanti azioni congiunte tra la DGCS e l’Agenzia per la Cooperazione, entità emersa dalla legge 125/2014, così come la Cooperazione Europea, che deve intendersi non solo coordinazione tra paesi membri ma anche e soprattutto lavorare insieme. Un altro spunto di riflessione deve venire dalla connessione tra sviluppo ed energia, che inevitabilmente porta a pensare alle fonti rinnovabili, ma anche dal tema della sicurezza alimentare, che non può essere escluso da questo dibattito. Ultimo tema affrontato, il ruolo delle diaspore come ponte tra due mondi. In questo rientra l’importanza di lavorare sui contesti, sia quello di origine che quello di accoglienza, in quanto i migranti rappresentano importanti attori di sviluppo in entrambi. Possibile azione in questo senso è la creazione e l’implementazione di un partenariato dialogante tra i paesi di origine-transito-destinazione come già pensato dal Migration Compact.

La seconda parte, moderata da Laura Frigenti, Direttore dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, ha visto l’intervento di rappresentanti di Associazioni e del terzo settore che hanno avuto la possibilità di dibattere sulle migliori strategie da poter seguire e di presentare alcune best practices della realtà italiana e diasporica. Tra i temi trattati anche alcune testimonianze della società civile impegnata sul campo ed esempi virtuosi di coinvolgimento del settore privato con la società civile in progetti su migrazioni e sviluppo.

 

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