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Le mozioni sulla situazione ucraina alla Camera: le diverse linee espresse dai gruppi parlamentari

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Sono state presentate cinque mozioni (Centrodestra, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle; Alleanza Verdi-Sinistra; Azione-Italia Viva) sulla situazione ucraina, all’interno di due giorni di dibattito alla Camera dei Deputati sul conflitto. La mozione unitaria presentata dal centrodestra, che rappresenta la maggioranza parlamentare, scioglie i dubbi sul futuro invio di armamenti militari all’esercito di Kyiv e sulla linea di continuità in politica estera dell’attuale esecutivo rispetto al conflitto in Ucraina e al rapporto con la Federazione Russa.

Centrodestra (Tremonti, Formentini, Mulè, Bicchielli, Calovini, Matone, Orsini, Cesa, Chiesa, Battilocchio, Tirelli, Marrocco, Caiata) – (MOZIONE APPROVATA)

La mozione unitaria presentata dal centrodestra sancisce, a livello parlamentare, quanto dichiarato nel discorso di insediamento dalla Presidente del Consiglio Meloni. Viene ribadita la centralità dell’Alleanza Atlantica e degli impegni internazionali assunti dall’Italia; viene duramente condannata l’aggressione russa, definita “feroce e inammissibile”. Viene inoltre sottolineata l’importanza strategica del sostegno militare all’Ucraina, che ha consentito all’esercito ” di resistere e di riguadagnare terreno”.
Principale elemento nella mozione è l’impegno che chiede al governo di sostenere le iniziative normative necessarie a prorogare fino al 31 dicembre 2023 l’autorizzazione, previo atto di indirizzo delle Camere, alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina.
Nello specifico, gli impegni al governo sono quelli di:

  • Promuovere e sostenere tutte le iniziative diplomatiche volte a creare le condizioni per un negoziato di pace
  • Promuovere il rilancio delle Nazioni Unite come strumento internazionale per assicurare la coesistenza pacifica tra Stati
  • Continuare a sostenere il popolo ucraino e per limitare gli effetti della crisi umanitaria in atto;
  • Contribuire alla tenuta degli accordi in materia di sicurezza alimentare
  • Sostenere le iniziative normative necessarie a prorogare fino al 31 dicembre 2023 l’autorizzazione, previo atto di indirizzo delle Camere, alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari alle autorità governative dell’Ucraina
  • Conseguire l’obiettivo di una spesa per la difesa pari al 2% del PIL entro il 2028
  • Individuare una soluzione europea comune al caro energia
  • Lavorare per la costruzione di un esercito comune europeo

Movimento 5 Stelle (Conte, Francesco Silvestri, Baldino, Santillo, Lomuti, Onori, Pellegrini, Gubitosa, Scutellà, Scerra, Cappelletti, Quartini) – (MOZIONE RESPINTA)

La mozione del M5S (che ha Giuseppe Conte come primo firmatario) si pone in una posizione intermedia rispetto a quella dell’Alleanza Verdi Sinistra e quella di Azione-IV.
Condanna l’aggressione russa all’Ucraina, cita la manifestazione per la Pace del 5 novembre, ed auspica una soluzione diplomatica al conflitto.
Non viene esplicitamente richiesta l’interruzione dell’invio di armi tra gli impegni, anche se certamente nelle premesse spinge sul tema del cessate il fuoco e della soluzione diplomatica. I principali impegni  chiedono al governo di:

  • Illustrare preventivamente alle Aule parlamentari l’indirizzo politico da assumere in occasione di consessi di carattere internazionale riguardanti il conflitto Russia-Ucraina
  • Chiedere un rafforzamento del pilastro europeo della difesa comune
  • Convocare una Conferenza sulla Sicurezza in Europa
  • Istituire un Fondo energetico europeo straordinario a supporto della lotta al caro energia, e approvare una strategia comune europea di sostegno energetico (Energy Recovery Fund)
  • Proseguire con gli aiuti umanitari per il popolo ucraino

Partito Democratico (Serracchiani, Amendola, Graziano, De Luca, Quartapelle Procopio, Fassino, Ascani, Boldrini, Carè, De Maria, Guerini, Porta, Ciani, Furfaro) – (MOZIONE APPROVATA)

La mozione del Partito Democratico condanna l’aggressione russa e le annessioni dei territori degli oblast di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporizhzhia, tramite referendum definiti farsa. Nelle premesse viene sottolineato un “diffuso sentimento pacifista” in Italia, e viene citata la manifestazione di piazza del 5 novembre. Per quanto venga fatto riferimento al diritto all’autodifesa dell’Ucraina, e agli impegni presi dall’Italia in sede multilaterale (UE e NATO), non vi è uno specifico impegno (al contrario della mozione del Centrodestra e di quella firmata Azione-IV) che citi il sostegno militare al governo di Kyiv.
Tra i principali impegni, il Partito Democratico chiede al governo di:

  • Sostenere un percorso diplomatico per la costruzione di una conferenza di pace
  • Dare pieno sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, mediante tutte le forme di assistenza necessarie
  • Lavorare per un cessate il fuoco e il ritiro di tutte le forze militari russe che illegittimamente occupano il suolo ucraino
  • Prevedere il necessario e ampio coinvolgimento delle Camere sugli sviluppi riguardanti la guerra in Ucraina
  • Sostenere il percorso di adesione all’Unione europea dell’Ucraina
  • Promuovere azioni di solidarietà nei confronti dei cittadini russi perseguitati, arrestati o costretti a fuggire dal Paese
  • Promuovere l’istituzione di un tribunale internazionale ad hoc per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e a sostenere le iniziative della Corte penale internazionale dell’Aja per perseguire i crimini di guerra perpetrati nei confronti della popolazione ucraina
  • Sostenere le imprese per i maggiori oneri derivanti dall’applicazione delle sanzioni alla Russia

Alleanza Verdi-Sinistra (Zanella, Bonelli, Borrelli, Dori, Evi, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Piccolotti, Soumahoro, Zaratti) – (MOZIONE RESPINTA)

È la mozione che più di tutte si colloca in contrapposizione con la linea annunciata dal governo. Prefigura una “condizione di guerra di posizione e di logoramento destinata a protrarsi sul lungo periodo”, considera “urgente un cambio di strategia e di prospettiva finalizzato a rendere prioritaria la via negoziale”, critica il ruolo della Turchia, chiede una smilitarizzazione dell’Europa e si preoccupa per le conseguenze su un piano ambientale (oltre che sociale ed economico) del conflitto.
Chiede esplicitamente l’interruzione dell’invio di armi. Nello specifico:

  • Chiede al governo di costruire un processo di pace, anche tramite lo strumento dei Corpi civili di pace, e invoca la convocazione di una conferenza multilaterale per la pace e la sicurezza guidata dalle Nazioni Unite
  • Chiede l’interruzione della fornitura di equipaggiamento militare all’Ucraina, oltre alla richiesta di riferire al Parlamento elementi circa la natura e la quantità di equipaggiamento militare fin qui fornito

Azione-IV (Richetti, Benzoni, Bonetti, Bonifazi, Boschi, Carfagna, Castiglione, Enrico Costa, D’Alessio, Del Barba, De Monte, Faraone, Gadda, Giachetti, Grippo, Gruppioni, Marattin, Pastorella, Rosato, Ruffino, Sottanelli) – (MOZIONE PARZIALMENTE APPROVATA)

È una mozione che si avvicina alla linea preannunciata dal governo sul conflitto. Accusa l’invasione russa e il “disegno imperialista di Vladimir Putin”, cita le decisioni prese dal precedente Esecutivo Draghi, il ruolo unitario dell’UE e dei Paesi occidentali, rivendica il ruolo delle sanzioni nei confronti della Russia e conclude scrivendo che “tollerare una guerra di aggressione nei confronti di uno Stato sovrano del continente europeo vorrebbe dire mettere a rischio, in maniera forse irreversibile, la sicurezza e la pace in Europa”. 

Tra gli impegni, richiede:

  • Di proseguire l’attività di sostegno umanitario, economico e militare, nei confronti dell’Ucraina, esigere dalle Autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni e il ritiro di tutte le forze militari entrate in Ucraina dopo il 24 febbraio 2022
  • Promuovere l’abolizione del criterio dell’unanimità nel processo decisionale del Consiglio europeo

Votazioni

La Camera ha respinto le mozioni del M5S e dell’Alleanza Verdi-Sinistra; ha approvato la mozione Azione-IV ad eccezione del 1° capoverso (che citava il precedente governo Draghi), che ha respinto con distinta votazione; ha approvato la mozione del Partito Democratico, ed ha infine approvato la mozione unitaria del centrodestra.

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