Mikayil Jabbarov, Ministro dell’educazione dell’Azerbaijan: “Cultura e istruzione i migliori vaccini per combattere le crisi globali”

La cultura e l’istruzione, quali altri strumenti per rinsaldare un legame che ormai va ben aldilà dell’ambito economico e strategico. Al Conference Centre, si sono dati appuntamento le massime istituzioni universitarie perforum inter-universitario italo-azero parlare degli scambi e della cooperazione culturale fra due paesi lontani, solo geograficamente. Ma molto più vicini di quel che si pensa, a giudicare dallo spessore degli incontri che sono stati sino ad ora organizzati. Al forum inter-universitario italo-azero, erano presenti fra gli altri anche i rettori di diverse facoltà fra cui quelle di Bakù, Brescia, Roma, Venezia e Napoli.

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Moderato da Fariz Rzayev, dopo l’esecuzione degli inni nazionali, il dibattito è subito entrato nel vivo con il saluto del Ministro dell’Educazione azero, Mikayil Jabbarov che ha Ministro dell’Educazione azero Mikayil Jabbarovevidenziato come “la ricerca e la cultura sono molto importanti per il nostro paese, come dimostrano le tante personalità di spicco espresse in questi ambiti dall’Azerbaijan che hanno reso più saldi i rapporti con gli altri paesi. Sono molto orgoglioso di questo, considerando che l’anno prossimo ricorrerà il 25mo anniversario della nostra dichiarazione di indipendenza. Possiamo dividere la storia del nostro paese in tre fasi: la prima è servita per dare stabilità e costruire le strutture politiche; la seconda per ridurre la povertà ed avviare lo sviluppo economico che ci hanno permesso di diventare indipendenti a tutti gli effetti e di rivolgerci all’estero. L’ultima fase, infine, è quella attuale e ci sta consentendo di far diventare altro “oro nero”, il capitale umano. E questo grazie sia al nostro sistema formativo ed educativo che ha subìto una profonda riforma nel 2012, che ai frequenti ed intensi scambi culturali con gli atenei di altri paesi. Come quello di Bologna, che è senz’altro uno dei più prestigiosi d’Europa”.

L’intervento di Jabbarov ha poi spaziato proprio sulla cooperazione e le relazioni culturali inter-universitarie. “L’istruzione e la cultura – ha sottolineato – possono essere un valido vaccino per combattere le crisi globali. Soltanto i cittadini dotati di elevata formazione ed istruzione possono permettere di superare i momenti più difficili. Ed in questo senso, la cooperazione assume fondamentale importanza come testimoniano i rapporti che stiamo avendo con le facoltà di paesi come la Francia, l’Inghilterra, la Russia e la Turchia. Oltre naturalmente all’Italia. Se pensiamo ai progetti energetici, posso citare gli oltre 3.500 giovani azeri che hanno usufruito di un periodo di soggiorno all’estero, grazie al programma nazionale per l’istruzione varato dal nostro governo”.

A rappresentare il governo italiano, era presente Federico Cinquepalmi, capo dell’ufficio generale per l’internazionalizzazione e la formazione superiore del Ministero della Pubblica Istruzione. “Avendo frequentato l’ambiente azero – ha esordito – mi sento di poter dire che un pezzo del mio cuore si trova in questo straordinario paese. Dal 7 al 14 settembre del prossimo anno, abbiamo organizzato un evento che riguarda l’istruzione ed a cui speriamo che ne prenda parte anche l’Azerbaijan. L’istruzione è molto importante perché sussiste una forum inter-universitario italo-azero tabella investimentirelazione diretta fra l’elevazione culturale di un popolo ed il miglioramento del proprio tenore di vita. Si tratta di un diritto fondamentale tutelato dall’ONU, ed il nostro ruolo istituzionale come potete capire è cruciale. Del resto, l’etimologia della parola “Azerbaijan” significa “custode del fuoco” che per me è un qualcosa di magnifico, perché richiama alla mente “il sacro fuoco della cultura”. Il vostro – rivolgendosi alla folta delegazione azera presente – è un popolo giovane ed in crescita, che ha una cultura molto antica come la nostra. La cooperazione esistente fra i nostri paesi è ideale, perché riesce a fondere due culture molto antiche e può senz’altro aprirvi le porte dell’Europa. Domani ci sarà l’incontro fra il ministro Giannini che ci teneva tantissimo a partecipare a questo forum, ed il ministro Jabbarov a Roma”.

Poi la discussione ha visto gli interventi dei rettori provenienti dalle principali facoltà azere ed italiane, con un il processo di Bologna a fare da ideale trait-de-union dal momento che tutti il rettore dell’Università di Stato di Bakù Abel Maharramov sono stati pressoché concordi nell’affermare e nel rafforzare l’importanza della cooperazione e degli scambi culturali inter-universitari con la mobilità non solo dei docenti, ma anche e soprattutto degli studenti.

Il primo a prendere la parola è stato il rettore dell’Università di Stato di Bakù, Abel Maharramov che ha ripercorso la storia del proprio ateneo ed evidenziato i proficui rapporti esistenti con le facoltà di Napoli e Bologna. “Abbiamo fatto formare – ha confermato Maharramov – nostri studenti e ricercatori nel vostro paese e mi preme sottolineare programmi come il Tempus stipulato con l’Università dell’Aquila con cui abbiamo invitato alcuni studenti italiani nel nostro paese. Così come abbiamo creato un laboratorio congiunto (Econano, nda) per la ricerca e la soluzione dei problemi ambientali. Ai nostri amici e colleghi italiani, voglio solo dire che l’essere stati sotto il giogo del regime comunista sovietico per oltre 70 anni ci ha indubbiamente danneggiato perché ci ha fatto fermare per troppo tempo. Non dimenticate – ha poi concluso – l’Azerbaijan nel vostro programma di scambi culturali”.

Ha fatto poi seguito Farah Aliyeva, rettore dell’Università statale dell’arte e della cultura dell’Azerbaijan che ha parlato dell’intensa cooperazione con l’Italia in campo artistico, musicale e teatrale.Prendendo spunto, in particolare, dalla tradizione del teatro in Azerbaijan che è l’unico paese musulmano ad eccellere in questa bellissima forma di arte.

Non c’è età o frontiera – ha invece chiosato Adriano De Maio, rettore della Link Campus University di Roma – anche quando c’era la cortina di ferro. Sin da allora, i rapporti sono andati avanti senza problemi, fra i ricercatori dei nostri paesi. Piuttosto è la lingua a creare i principali ostacoli. E questo nonostante che, piaccia o meno, oggi a dominare è l’international english parlato da tutti, tranne che dagli inglesi. L’amicizia fra paesi si coltiva innanzitutto partendo da quella fra le persone. L’Unilink sta verificando ciò che è avvenuto dopo il processo di Bologna. Certo, non abbiamo la pretesa di essere infallibili, ma quel che è certo è che le nostre sono critiche costruttive”.

A chiudere la prima parte dei lavori c’ era Antonello Biagini, vicerettore dell’Università La Sapienza di Roma che ha rimarcato “il ruolo della cooperazione in ambito giuridico e della ricerca, ed in particolare delle nano tecnologie. Molto tempo prima della caduta del muro, abbiamo monitorato la situazione in quei paesi dell’area caucasica ed oggi molti giovani azeri vengono a La Sapienza non solo per studiare ma anche per conoscere i loro omologhi italiani. Attraverso il centro per il multiculturalismo, predisposto grazie alla collaborazione con il Ministero dell’educazione azero, abbiamo potuto apprezzare la diversità. Con un sistema di “stop and go” abbiamo creato uno scambio continuo con le facoltà azere, anche se occorre aumentare dove possibile i progetti di ricerca comune. Abbiamo quasi 300 progetti europei ed intendiamo incrementare questa cifra con tutti i partner, in particolare sia nel campo umanistico che in quello delle tecnologie”.

Sulla riscoperta del significato dell’universitas, si incentrava la relazione con cui Mario Panizza, rettore dell’Università Roma 3, inaugurava la seconda parte del forum. “Esistono delle difficoltà oggettive – ammetteva – che non riguardano solo la lingua, ma anche e soprattutto le differenti normative esistenti nei nostri paesi. Prima si parlava di universitas, intesa nel senso che lo studente deve fare una sintesi di tutto quello che studia. Credo che questo concetto possa essere allargato anche agli atenei, nell’ottica di una visione più globale e meno ancorata a logica per così dire “territoriali”. Il ragazzo sulla base della propria capacità formativa sa dove andare a specializzarsi. In tal senso, lo scambio con gli atenei di altri paesi può esaltare questa sua dote”.

Il vice rettore dell’Università di Brescia Maurizio MemoIl vice rettore dell’Università di Brescia, Maurizio Memo, ha citato la propria esperienza da docente di medicina per evidenziare come “curare oggi vuol dire tutelare l’ambiente, la tipologia degli alimenti ed anche le tecnologie. È necessario avere contatti con nuove professionalità, perché questo potrà permetterci di avere una società migliore di quella che abbiamo avuto”.

Adalat Muradov, rettore dell’Università Economica di Stato, ha sottolineato l’importanza di questa facoltà per l’Azerbaijan concentrando il proprio discorso in particolare sull’esistenza di un centro di ricerca scientifica, un dipartimento di tecnologia ed anche di un incubatore per i business innovativi. Oltre 18.000 studenti iscritti, con frequenti scambi con altri atenei continentali come quelli di Londra, Montpellier, Milano, Jena e di paesi come Svizzera, Lituania e Russia. Scambi che hanno dato luogo ai progetti Erasmus Mundus e Mevlana per la Facoltà di Architettura azera, guidata da Gulchohra Mammadova che ha speso belle parole in particolare per la cooperazione avuta, grazie al meccanismo del doppio diploma, con la Fondazione Romualdo del Banco di Firenze.

Un ringraziamento all’ambasciatore Vaqif Sadiqov è giunto invece dal vice rettore dell’Università “Ca Foscari” di Venezia, Tiziana Lippiello. “Ringraziamo l’ambasciatore Sadiqov – ha affermato – per aver fortemente insistito e voluto che fossero inseriti nei nostri corsi di laurea anche la lingua, la filologia e la cultura azera. Con l’ambasciata abbiamo l’accordo su due progetti, uno filologico-linguistico e l’altro storico-economico. In futuro, organizzeremo un viaggio culturale dei nostri docenti in Azerbaijan”.

L’ambasciatore Sadiqov, ricambiava l’apprezzamento ricevuto e confermava come “la diffusione del corso di lingua e cultura azera siaIl forum inter-universitario italo-azero momento degli inni nazionali stato molto importante nell’intensificazione delle relazioni fra i nostri paesi, in tutti i settori. Nel 2014, abbiamo firmato un partenariato strategico che hanno portato ad un livello superiore i rapporti fra Italia ed Azerbaijan. In tal senso, assumono una fondamentale importanza gli scambi culturali fra i nostri studenti. Dopo aver iniziato l’attività diplomatica, mi è comunque rimasto nel cuore, l’aspetto formativo ed educativo visto che anche io sono stato docente. Ringrazio in questa sede, il dottor Cinquepalme ed il ministro Giannini per tutto quello che stanno facendo, soprattutto per il partenariato strategico”.

Fonte: azerbaijannews.eu