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Metsola a Roma con uno sguardo alle prospettive del PPE

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La presidente del Ppe in visita a Roma ha incontrato i suoi omologhi italiani. Sullo sfondo le prospettive future dei popolari: fra l’alleanza con i socialisti e un possibile asse con i conservatori.

“Sui colloqui tra i gruppi dovete chiedere ai leader di quei gruppi. Io sono presidente e sono stata eletta un anno fa da forze costruttive ed europeiste e questa maggioranza ancora c’è e prende decisioni di tutti i giorni per i cittadini”. Con queste parole la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola fornisce un inquadramento chiaro alla sua visita romana di qualche giorno fa. Una visita istituzionale con diversi appuntamenti, cui è venuto meno l’incontro previsto con la premier Meloni per via dell’influenza di quest’ultima.

Metsola, che è esponente di spicco del Ppe, davanti alla domanda diretta della stampa italiana su un possibile patto fra i popolari e conservatori non si limita a glissare. La sua non è una semplice difesa d’ufficio dell’alleanza con i socialisti: prende posizione. E lo fa dicendo che è sostenuta da “forze costruttive ed europeiste”. Messaggio non banale, anche in considerazione del fatto che poche ore prima Metsola aveva avuto bilaterali con soggetti non appartenenti a quelle forze politiche. Volendo parafrasarla, essere costruttivi ed europeisti è un prerequisito irrinunciabile per accordarsi coi popolari.

Eppure la politica non è aritmetica. Segue regole differenti. Soprattutto segue dei percorsi, che non sempre sono lineari. Manca poi più di un anno alle prossime elezioni europee, che si terranno nella primavera del 2024. Insomma non si può escludere nessuno scenario.

L’attuale grosse koalition garantisce in questo momento ai popolari sia la guida della Commissione con Ursula von der Leyen, sia quella del Parlamento proprio con Roberta Metsola. L’europarlamentare maltese è subentrata un anno fa al compianto David Sassoli, in una staffetta già programmata.

Dunque oggi il Partito popolare europeo ha un’alleanza che gli garantisce ampio spazio e di cui detiene la leadership, anche se l’asse con i socialisti inevitabilmente orienta le politiche dell’Unione, soprattutto sul fronte sociale e ambientale. I numeri attuali sono certamente ampi ma è complicato ragionare su cosa succederà fra un anno.

Questa è la cornice in cui si inserisce la visita della presidente del Parlamento europeo a Roma. E di certo non può essere casuale il fatto che il momento più informale e sotto certi aspetti più politico Metsola lo abbia avuto col sindaco di Roma, il dem Roberto Gualtieri. Una passeggiata fra le vie del centro, le targhe medievali nelle strade a Campo de’ Fiori, la pizza dal fornaio e soprattutto lunghe conversazioni. È vero che Metsola e Gualtieri si conoscono da anni, ma salta agli occhi che negli altri appuntamenti non è emersa mai una sintonia pari a quella con l’ex presidente della commissione affari economici dell’Europarlamento.

Di certo non ha in alcun modo aiutato la coincidenza con il momento di grande tensione fra Forza Italia e il Ppe. Il siluro lanciato da Manfred Weber a Silvio Berlusconi dopo le sue parole sul conflitto russo-ucraino, e il conseguente annullamento della convention di Napoli, hanno lasciato delle tossine. Metsola – secondo quanto riportato da Francesco Verderami sul Corriere della Sera – avrebbe espresso perplessità sulle mosse di Weber: “Non poteva aspettare qualche giorno, visto che c’è la conferenza di Monaco sulla sicurezza?”. Più sul timing che sul merito però. Questo perché Metsola comprende benissimo le argomentazioni del leader del Ppe, che tengono conto delle pressioni degli esponenti popolari del Nord Europa.

Metsola, oltre all’incontro col presidente della Repubblica Mattarella, ha avuto dei bilaterali con i suoi omologhi: i numeri uno di Montecitorio e Palazzo Madama. Per entrambi il primo incontro con la presidente del Parlamento europeo.

La presidente Metsola solitamente dopo bilaterali come questi non rilascia note o informazioni in background, ma si limita a darne notizia sui social network. Così ha fatto anche dopo gli incontri con Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Un unico tweet con le foto di entrambi gli incontri e due righe: “La cooperazione con i Parlamenti nazionali è essenziale per rafforzare la dimensione parlamentare dell’Unione. Il Parlamento europeo continuerà il suo costante lavoro con il Senato e la Camera. Grazie Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana”. 

Non va dimenticato nell’inquadramento della visita che La Russa e Fontana appartengono a forze dell’opposizione a Strasburgo. Fratelli d’Italia è fra i conservatori di Ecr, la Lega è fra gli euroscettici di Identità e Democrazia. Probabilmente non lo ha dimenticato neanche la stessa Metsola. È però interessante approfondire i temi affrontati nei bilaterali che possiamo definire puramente “parlamentari”, secondo quanto si apprende dagli staff italiani.

Partiamo da quello di Palazzo Madama. L’incontro con Ignazio La Russa è durato trenta minuti e si è svolto nella consueta cornice di Palazzo Giustiniani. Temi sul tavolo: il conflitto in Ucraina, lo scandalo del Qatargate, la situazione economica e il post Covid. A seguire la seconda carica dello Stato ha fatto visitare alla collega la sala della Costituzione, il salone dove venne firmata la Carta costituzionale.

A Montecitorio il presidente Fontana ha ospitato Metsola nella Sala del Cavaliere, dopo la photo opportunity in Sala Moro. I due hanno parlato della possibilità di una “collaborazione in tema di cybersicurezza e di cooperazione rispetto alle procedure legislative dell’Unione”. Nessun cenno esplicito al conflitto in Ucraina, ma un passaggio sul Mediterraneo. Fontana ha infatti proposto “la promozione di un percorso di analisi della situazione nel Mediterraneo, da estendere ai presidenti dei Parlamenti europei interessati”.

In entrambi i casi non sono mancate le reciproche cortesie istituzionali e gli incontri si sono svolti in maniera consueta, ma è fra le pieghe dei bilaterali che si intuiscono alcune dinamiche più politiche. Se ne comprenderanno altre in occasione della visita – ancora da programmare – di La Russa e Fontana a Bruxelles. La cartina di tornasole saranno le stanze di Palazzo Berlaymont cui avranno accesso.

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