Medio Oriente e Nord Africa: cosa è successo nel 2015

Il progressivo disimpegno statunitense e l’ascesa geopolitica di potenze regionali come Iran e Arabia Saudita, la crescente escalation di tensione tra queste ultime, la polveriera iraquena, il ruolo della Turchia e il peso della Federazione Russa, il dramma siriano, la lotta curda, le guerre civili libiche e yemenite, l’intifada dei coltelli in Terra Santa e, ovviamente, l’affermazione dello Stato Islamico. In attesa di affrontare questi e altri argomenti nelle cornici delle Winter School di Roma e Milano, Geopolitica.info ripercorre i momenti cruciali che hanno segnato direttamente o indirettamente l’area MENA (Middle East and North Africa) nel corso del 2015.

Medio Oriente e Nord Africa: cosa è successo nel 2015 - Geopolitica.info (cr. Alfredo Macchi)

 

7 gennaio: attacco contro la sede del giornale satirico Charlie Hebdo, a Parigi. Nell’attentato, rivendicato da “al-Qaeda nella penisola arabica” perdono la dodici persone e ne rimangono ferite undici.

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8 gennaio: il terrorista Amedy Coulibaly uccide una poliziotta e 4 persone in un supermarket koscher, dove poi viene ucciso. Gli autori dell’attentato a Charlie Hebdo, i fratelli Cherif e Said Kouachi, vengono uccisi nella zona industriale di Dammartin-en-Goële.

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22 gennaio: in Yemen i ribelli Huthi (minoranza sciita sostenuta dall’Iran) conquista la capitale Sana e mette in fuga il presidente Hadi (sostenuto da Arabia Saudita e Consiglio Cooperazione del Golfo).

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26 gennaio: termina l’assedio dell’ISIS di Kobane (iniziato a settembre 2014) con le milizie curde che riprendono il possesso della città.

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24 e 31 gennaio: il terrorista britannico Jihadi John uccide due ostaggi giapponesi in mano all’ISIS (la 5 e 6 decapitazione ripresa e pubblicata sui social network); il 3 febbraio l’ISIS brucia vivo il pilota giordano preso in ostaggio.

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16 febbraio: l’Egitto avvia una campagna di bombardamenti contro Derna e Sirte, le città libiche in mano all’ISIS in risposta alla decapitazione di 21 cristiani coopti su una spiaggia libica (video fa il giro del mondo con acque del Mediterraneo insanguinate).

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5-8 marzo: l’ISIS demolisce le antiche città di Nimrud, Hatra and Dur-Sharrukin in Iraq.

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12 marzo: il gruppo terroristico nigeriano di Boko Haram si affilia ufficialmente a ISIS.

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25 marzo: un commando terrorista attacca la capitale tunisina assaltando, tra gli altri, il prestigioso museo del Bardo: perdono la vita 24 persone. L’ISIS rivendica l’attentato e la successiva esplosione avvenuta a Sana’a, Yemen, il 27 marzo, in cui periscono quasi 150 civili.

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21 maggio: l’ISIS conquista la città di Palmira. Iniziano una serie di decapitazioni pubblicate su internet.

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26 giugno: un commando terroristico legato all’ISIS uccide sulla spiaggia di Sousse in Tunisia 39 persone.

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11 luglio
: un’esplosione a Il Cairo davanti al consolato italiano fa 2 morti.

APPROFONDIMENTO14 luglio: il gruppo 5+1 raggiunge l’accordo sul nucleare iraniano. Nell’accordo è prevista la progressiva rimozione delle sanzioni commerciali.

APPROFONDIMENTO24 luglio: la Turchia inizia i bombardamenti in Siria. Ufficialmente per colpire le postazioni dell’ISIS ma colpendo poi anche le roccaforti curde nel nord del Paese.

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3 settembre: sulla spiaggia di Bodrum viene fotografato il corpo senza vita di Aylan, bambino siriano in fuga dalla guerra.

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10 settembre:
iniziano i bombardamenti aerei della Russia in Siria contro le postazioni dell’ISIS. L’intervento russo è legittimato dalla richiesta di aiuto del governo siriano di Bashar al-Assad.

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28 settembre: il giorno prima del vertice delle Nazioni Unite sulla crisi siriana, l’Eliseo annuncia i primi attacchi francesi contro lo Stato Islamico

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10 ottobre: attentato dell’ISIS ad una manifestazione per la fine delle violenze tra esercito turco e separatisti curdi del PKK: 95 morti.

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15 ottobre: torna a crescere la tensione tra israeliani e palestinesi in quella che diventa mediaticamente nota come “l’intifada dei coltelli”.

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30 ottobre: summit sulla Siria a Vienna (partecipa anche l’Iran).

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31 ottobre: un volo Aeroflot da Sharm el Sheik a San Pietroburgo esplode in un attentato che miete 224 vittime.

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2 novembre: a cinque mesi da elezioni che l’avevano visto privato della maggioranza assoluta, una nuova tornata elettorale riconsegna all’AKP di Recep Erdogan l’egemonia sul parlamento turco.

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12 novembre: presunta uccisione da parte di un drone americano del terrorista Jihadi John nei pressi di Raqqa (capitale dell’ISIS); a Beirut sud due esplosioni uccidono 43 persone di confessione sciita nel quartiere dove è nato Hezbollah. Rivendicazione dell’ISIS.

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13 novembre: diversi commando dell’ISIS attaccano la città di Parigi in luoghi simbolici della vita occidentale: lo stadio dove è in corso la partita Francia-Germania, un concerto di musica rock nel teatro Bataclan e una serie di locali nei pressi di rue Oberkampf. Restano uccise in tutto 130 morti (tra cui l’italiana Valeria Solesin). Come rappresaglia agli attentati la Francia inizia una campagna di bombardamenti sulle posizioni dell’ISIS in Siria.

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24 novembre: i turchi abbattono un caccia russo nei cieli siriani, ma all’interno della loro “no fly zone”.

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17 dicembre: A Skhirat, in Marocco, i delegati del Congresso di Tripoli e quelli della Camera di Tobruk hanno firmato l’accordo per la creazione di un “governo di accordo nazionale”.

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