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Mark Rutte o ‘Teflon-Mark’- L’uomo a cui tutto scivola di dosso: la crisi del governo olandese e le prossime elezioni

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Il 17 marzo 2021 si terranno le elezioni legislative in Olanda e, nonostante lo scandalo del ‘Toeslagenaffaire’ che ha coinvolto il Gabinetto dell’ex primo ministro olandese Mark Rutte, si stima che il VVD (partito di quest’ultimo) possa persino incrementare i seggi nel parlamento e passare da 32 a 41-45. Ma cos’è il ‘Toeslagenaffaire’ e perché sembra avere una risonanza così minimale nelle future elezioni?

Con il nome ‘Toeslagenaffaire’ ci si riferisce allo scandalo legato ai sussidi sociali per l’infanzia che ha portato alle dimissioni del primo ministro Mark Rutte lo scorso 15 gennaio 2021, a due mesi dalle elezioni in Olanda. Definendo l’accaduto come un’‘ingiustizia senza precedenti’, il parlamento olandese ha concluso che i funzionari del fisco hanno iniquamente accusato di frode migliaia di famiglie, costringendole a rimborsare i sussidi percepiti e causando disastrose conseguenze. 26,000 genitori sono stati erroneamente incolpati di aver richiesto disonestamente assegni familiari per diversi anni, ad incominciare dal 2012, e più di 10,000 famiglie sono state obbligate a ripagare migliaia di euro al governo olandese. Questo ha portato, in diversi casi, a disoccupazione, bancarotta e divorzio.  

Secondo un report parlamentare, un superficiale errore amministrativo come la mancanza di una firma era sufficiente alle autorità del fisco per etichettare una famiglia come ‘fraudolenta’ e per multarla con migliaia di euro. L’amministrazione fiscale ha inoltre dichiarato che, durante lo scorso anno, almeno 11,000 famiglie vennero selezionate per uno ‘scrutinio speciale’ perché aventi origini straniere o perché possedenti doppia nazionalità, introducendo nello scandalo un elemento discriminatorio.  Venti delle famiglie coinvolte hanno intrapreso un’azione legale contro coloro che hanno preso parte a questo processo, accusandoli di discriminazione razziale e violazione dei diritti dei bambini. Uno degli avvocati rappresentanti le famiglie, Orlando Kadir, ha affermato che lo ‘speciale scrutinio’ sia stato il risultato di “ethnic profiling by bureaucrats who picked out their foreign- looking names” (un profilo razziale fatto dai burocrati, i quali hanno selezionato i nomi che sembravano stranieri). A seguito dello scandalo, il governo si è scusato per quanto commesso dalle autorità del fisco ed ha promesso un compenso di 30,000 euro per ciascuna famiglia. Inoltre, il primo ministro Mark Rutte ha rassegnato le dimissioni, affermando di non avere altra scelta a causa della responsabilità politica del suo Gabinetto.

Nonostante l’ampiezza di questo scandalo, sembra che il partito guidato da Rutte, il VVD (Volkspatij voor Vrijheid en Democratie- Partito popolare per la Libertà e la Democrazia), possa vincere anche questa tornata elettorale. Secondo Rem Korteweg, un ricercatore della thinktank Clingendael il “Toeslagenaffaire” non avrà un grande effetto sulle votazioni poiché “The minister who was in charge of the child benefits scheme is now in opposition and has resigned; civil servants are being blamed for the predatory tax office. The government is taking ‘political responsibility’ but with little ‘political cost’” (Il ministro incaricato dei sussidi all’infanzia fa ora parte dell’opposizione e si è dimesso; i dipendenti pubblici vengono accusati per le pratiche predatorie dell’amministrazione fiscale e il governo si è assunto ‘responsabilità politica’ con pochi ‘costi politici’).

Malgrado il lieve calo subito durante il mese di febbraio, i consensi per il VVD continuano ad aggirarsi attorno il 25%, rendendo sempre più tangibile la possibilità che Mark Rutte svolga un quarto mandato a Capo del Governo dei Paesi Bassi. Primo Ministro fin dal 2010, Rutte è, assieme alla cancelliera Angela Merkel, uno dei leader più longevi dell’Unione Europea. Durante l’ultimo mandato, il suo governo è stato pesantemente attaccato per diverse ragioni, ad incominciare dalla gestione della crisi del coronavirus, a seguire con il programma di vaccinazione, per finire con il sopracitato “toeslagenaffaire”.

A dispetto di quanto accaduto, a qualche giorno dalle elezioni, il VVD domina incontrastato le previsioni elettorali, seguito a debita distanza dal Pvv (Partij voor de Vrijheid – Partito per la Libertà), il partito di centro destra guidato da Geert Wilders. Quest’ultimo oscilla fra l’11 ed il 13% dei consensi, in linea con il Cda (Christen Democratisch Appel – Appello Cristiano) ed il D66 (Democraten 66 – Democratici 66). Se i sondaggi dovessero essere confermati, Rutte potrebbe guidare l’esecutivo con la stessa rete di alleanze del mandato precedente (VVD + Cda, D66 ed Unione Cristiana) e raggiungere i 76 seggi necessari per poter ottenere la maggioranza alla Seconda Camera. Questa predizione sembra dare una spiegazione al soprannome con cui Rutte viene chiamato: Teflon-Mark- ‘l’uomo a cui tutto scivola di dosso’…Sarà così anche stavolta?

Beatrice Frascatani,
Geopolitica.info

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