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TematicheCina e Indo-PacificoMalacañang 2022: i candidati a confronto

Malacañang 2022: i candidati a confronto

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Con l’avvicinarsi delle elezioni il prossimo 9 maggio, l’annunciato vantaggio del candidato Ferdinand “Bong-Bong” Marcos sembra assottigliarsi di fronte ad una stabile rimonta di Leni Robredo. Ma quanto sono affidabili i sondaggi? Come già successo in precedenza, il distacco virtuale potrebbe confermare quanto osservato durante i mesi di campagna elettorale, oppure venire ancora una volta disatteso. 

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Ferdinand “Bong-Bong” Marcos e Leni Robredo

La competizione elettorale nelle Filippine volge ormai al termine, e sembra ormai evidente come i due candidati favoriti siano Ferdinand “Bong-Bong” Marcos e Leni Robredo. I due presentano programmi e visioni del futuro del paese sicuramente contrapposte, e influenzano in modo consistente il sentimento degli elettori nei loro confronti, data l’opposta personalità dei candidati e degli interessi che rappresentano. Di seguito si esamineranno i profili di ciascuno cercando di dare conto di come potranno influenzare il futuro dell’arcipelago. 

Ferdinand “Bong-Bong” Marcos Jr. è figlio del dittatore Ferdinand Marcos Sr. Nato nel 1957, ha passato parte della sua giovinezza all’estero, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove ha effettuato alcuni studi universitari. Fuggito negli USA nel 1986 a seguito della pacifica rivoluzione che ha spodestato il padre, gli è stato concesso di tornare nel paese soltanto nel 1993, dove ha intrapreso la sua carriera politica: governatore della provincia natia di Ilocos nel 1998, deputato del Congresso delle Filippine nel 1997 e infine senatore nel 2010, ha perso la vicepresidenza nel 2016 proprio contro Leni Robredo. È da sottolineare come la sua lunga carriera politica sia apprezzata dal suo elettorato, che vede in lui un uomo di stato con larga esperienza amministrativa. 

Tuttavia, la sua storia giudiziaria è costellata di cause sia in patria che all’estero. In patria, a seguito del lavoro messo in atto dalla Commission on Good Government (un organo semi-giudiziario), è tutt’ora coinvolto in una sequela di cause volte ad ottenere la restituzione di milioni di dollari in fondi pubblici che sarebbero stati malversati o trasferiti all’estero dal padre e dalla sua famiglia. In aggiunta a ciò, la Corte Distrettuale delle Hawaii ha condannato Marcos Jr e la madre Imelda al risarcimento di una somma di 353,6 milioni di dollari, per commesse violazioni di diritti umani. Tale sentenza ha inoltre disposto come pena accessoria il divieto di accesso negli Stati Uniti a “Bong-Bong” e madre.

Il programma di Marcos Jr. raduna attorno a sé i simpatizzanti per le politiche in materia di sicurezza interna del presidente uscente, Rodrigo Duterte, dando priorità alla contro-insorgenza e alla lotta al traffico di droga. Inoltre, è interessante osservare come Marcos abbia fondato un nuovo partito, il “Partito Federale delle Filippine”. L’agenda del nuovo partito è quella di modificare la forma di stato in senso federale, proposta già avanzata dall’amministrazione uscente. 

Nostalgia del passato, fascino per la narrazione del “portatore d’ordine” e desiderio di autonomia muovono i simpatizzanti e i sostenitori di “Bong-Bong”, che tutt’ora mantiene la maggioranza delle preferenze nei sondaggi. 

Maria Leonor “Leni” Gerona Robredo, avvocata nata nel 1965 e vedova del defunto Jesse Robredo (segretario agli Interni dal 2010 al 2012), ha intrapreso la sua carriera politica nel 2013 venendo eletta come deputata del Distretto di Camarines. Nel 2016 si è candidata con il partito liberale come Vicepresidente, vincendo contro “Bong-Bong” con un limitato vantaggio. Sin dai primi anni il suo impegno politico si è concentrato sulla lotta alla disoccupazione, e sul tentativo di limitare il potere delle dinastie (Dynastias), ossia le famiglie che influenzano il sistema politico ed elettorale filippino. Va osservato tuttavia come Robredo sia comunque sostenuta dal partito liberale, da decenni guidato dalla famiglia Aquino. 

I temi principali del suo programma elettorale riflettono il lavoro svolto dalla Vicepresidente in questi anni: lotta alla povertà attraverso meccanismi di incentivi all’occupazione, sostegno alle piccole e medie imprese, politiche inclusive di genere. Non solo, è interessante notare come il suo programma menzioni la necessità di rafforzare il sistema produttivo del paese, individuando nel settore marittimo e tecnologico i pilasti per lo sviluppo industriale dell’arcipelago. 

Robredo affascina in modo trasversale tutte le generazioni, e in particolare le fasce della popolazione aventi un certo grado di educazione. Inoltre, al di là della contrapposizione a Marcos, la Vicepresidente gode di popolarità grazie all’impegno e attenzione per le classi più povere profuso durante la sua carica, nonché per il suo stile di vita complessivamente sobrio e incorruttibile. 

Nelle ultime settimane si registra un incremento nelle preferenze per la candidata Robredo, e molti analisti si chiedono possa ripetersi quanto accaduto nel 2016: un Marcos in apparenza vincitore indiscusso battuto da Robredo in una corsa all’ultimo voto. A sostegno di questa ipotesi, è interessante notare come i sondaggi nel paese non siano del tutto affidabili, stante la materiale impossibilità di raggiungere molti elettori, i quali a loro volta sono spesso privi degli strumenti per rispondere in modo adeguato. Di contro, è innegabile che Marcos sia rimasto favorito durante tutto il corso della campagna elettorale, godendo inoltre dell’appoggio di alcune Dynastias che controllano direttamente i voti di consistenti parti di territorio (basti pensare ai Duterte a Mindanao). 

Candidati dalla forte portata simbolica, scontri tra grandi famiglie politiche e fazioni, uso estensivo dei media tradizionali e digitali rendono queste elezioni un’interessante occasione per registrare lo stato di sviluppo di questa democrazia asiatica, in cui il desiderio di crescita e progresso si scontra e mescola con gli interessi di chi da sempre ne regge le redini. 

Matteo Piasentini,
Centro Studi Geopolitica.info

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