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La mafia nigeriana e un suo possibile coinvolgimento nel golpe in Niger

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Il golpe del 27 luglio scorso conduce in uno stato di apprensione l’Europa non solo per i rivolgimenti politici che potrebbero portare il Niger a diventare uno Stato filorusso, ma anche per il ruolo che la mafia nigeriana, molto presente nel territorio investito dal colpo di Stato, potrebbe esercitare per alimentare i suoi traffici.

Il processo che ha portato alla nascita della mafia nigeriana è ben diverso rispetto a quello delle mafie nostrane. In Nigeria, negli anni Sessanta, sorsero le cults, confraternite universitarie che avevano come obiettivo l’abolizione dell’apartheid. In seguito, per via dei conflitti interni al Paese, tali confraternite si trasformarono in gruppi criminali organizzati. Esempi di cults nigeriane sono: i Pyrates, i Buccaneers, i Sea Dogs e i Black Axe

Le cults nigeriane, sebbene molto giovani, non sono sprovviste di ripartizioni di ruoli e gerarchie, al contrario vi è una precisa organizzazione del sodalizio criminale sia dentro che fuori il Paese. Nel territorio africano, è presente la Cult o National Head, che funge da camera di controllo; poi vi sono altri ruoli come quelli di Presidente del consiglio degli Anziani, di Padrino dell’iniziato di affiliazione o di Segretario nazionale del Cult. Le propaggini della mafia nigeriana, che si estendono financo in Europa, prendono il nome di Forum. Si viene a creare, così, un network criminale africano che prende a modello la ‘ndrangheta, anch’essa dotata di un organismo e di ramificazioni sparse in Italia e nel mondo. 

La presenza sul suolo italiano della mafia nigeriana è ben radicata. Essa intrattiene buoni rapporti con Cosa nostra per conto della quale si adopera nel traffico di stupefacenti, che costituisce, assieme allo sfruttamento della prostituzione e alla tratta degli esseri umani, l’attività prevalente per il sostentamento del consesso criminale. 

L’operazione Money Laundering compiuta dai Carabinieri di Savona ha mostrato la capacità della mafia nigeriana di saper navigare nei circuiti bancari. L’operazione ha scoperto un’associazione criminale di etnia nigeriana con base a Savona, che reinvestiva i proventi delle attività illecite in operazioni di riciclaggio internazionale. 

Un errore che spesso si compie nell’analisi delle organizzazioni criminali è quello di non considerarle attori geopolitici. Oramai, i sodalizi criminali che si inseriscono nel novero delle cosiddette mafie avanguardiste, sono attente non solo agli sviluppi della politica nazionale, ma anche a quella internazionale. Dove si innescano conflitti o si stipulano accordi tra potenze mondali, le mafie vi si annidano per ricavarne qualche vantaggio ed è proprio con questo sguardo che va disaminato il colpo di Stato che ha destituito il Presidente del Niger Bazoum. 

È plausibile che la mafia nigeriana, estesa in Niger e nel Benin, possa sfruttare l’escalation in Africa occidentale per innestarsi nel traffico illegale di uranio, elemento importato in grandi quantità sia dalla Francia che dalla Russia. 

Il Niger è, inoltre, un crocevia importante per il transito dei migranti. le rotte principali si dirigono verso la Libia e, da ora, visto il colpo di stato nigerino, l’Europa. Come si è detto, la mafia nigeriana ricava profitto dal traffico di essere umani. Pertanto, le secret cults potrebbero far confluire eventuali flussi migratori nel canale Niger-Italia. Bisogna sottolineare che la mafia nigeriana interagisce da vicino con le mafie italiane nella gestione del traffico di esseri umani diretto in Italia. 

Quindi, dovrebbe essere interesse dell’Unione Europea e dei suoi stati membri mantenere alta l’allerta sia sulle organizzazioni criminali interne che esterne, poiché entrambe possono beneficiare di un’aumentata instabilità nel Sahel.

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