Made in Italy on the field

Il calcio italiano come strumento di dialogo e relazioni internazionali. La maglia azzurra in come veicolo di promozione del Made in Italy. Non stiamo parlando dell’organizzazione di eventi miliardari come il campionato del mondo o quello europeo, piuttosto di un’attività sinergica e capillare favorita dalla firma del protocollo d’intesa dello scorso 28 agosto promosso di concerto dal Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) e dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC).

Made in Italy on the field - GEOPOLITICA.info da sinistra Vito Cozzoli Capo di Gabinetto MISE e Michele Uva Direttore Generale FIGC, Baku, 9 ottobre 2015 (cr. Getty Images)

Su queste basi è nato il progetto ‘Made in Italy on the Field’ che coinvolge anche l’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – e che ha l’obiettivo di definire un format completamente innovativo finalizzato alla promozione del sistema Paese. L’eccellenza del Made in Italy si è tinta d’azzurro per la prima volta volando a Baku con la FIGC in occasione della gara di Euro Qualifiers Azerbaigian-Italia, disputata sabato 10 ottobre. Il debutto non poteva essere migliore, perché il governo azero è un partner privilegiato e l’interscambio economico bilaterale registra nel 2013 un primato italiano con un valore complessivo pari a 7,4 miliardi di euro.

“Il Governo italiano, che ha stanziato 250 milioni, crede molto nella promozione del Made in Italy all’estero e il Ministero dello Sviluppo Economico lavora per agevolare l’internazionalizzazione soprattutto delle PMI – spiega il Capo di Gabinetto del MISE Vito Cozzoli – attraverso l’accordo con la FIGC leghiamo il mondo dell’impresa al calcio, una vera e propria eccellenza del nostro Paese. Il progetto pilota parte dall’Azerbaigian che è già un nostro partner strategico, ma con il quale vogliamo sicuramente intensificare i rapporti e creare nuove opportunità”.

“La Federazione è felice di poter contribuire al rafforzamento dell’immagine dell’Italia all’estero mettendo a disposizione il grande appeal che vantano nel mondo le nostre Nazionali – afferma il presidente della FIGC Carlo Tavecchio – il calcio è un gioco universale che in questo caso facilita il dialogo e rafforza il messaggio di eccellenza e qualità che esprime il nostro Paese. Finalmente siamo riusciti a costruire un percorso che sfrutta uno dei brand italiani più apprezzati nel mondo per investire nelle grandi potenzialità imprenditoriali dell’Italia”.

Nel dettaglio, Ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia hanno organizzato una due giorni di incontri cui ha preso parte Michele Uva, Direttore Generale della Federcalcio, che per l’occasione ha esposto le 4 Coppe del Mondo vinte dagli Azzurri durante la cena di benvenuto organizzata il 9 ottobre presso l’Hotel Four Seasons. Gli ospiti d’onore sono stati Gabriele Oriali (Campione del mondo nel 1982 e Team manager della Nazionale) e Simone Perrotta (Campione del mondo nel 2006 e Consigliere Federale), accolti a Baku dall’Ambasciatore Giampaolo Cutillo, così come la delegazione delle imprese italiane. Un programma di lavoro intenso ha atteso le 30 aziende italiane del settore abbigliamento, oreficeria e design giunte in Azerbaigian: è iniziato il 9 ottobre con un workshop bilaterale nel corso del quale si sono svolti 200 incontri ‘be to be’ e che si è concluso con la partecipazione alla partita che ha visto protagonista vincente la Nazionale di Conte. Prima di andare allo stadio si è svolta un’importante sessione di lavori denominata ‘Master Class’, dedicata proprio al design e all’impiantistica, cui hanno partecipato, tra gli altri, l’architetto Francesco Delogu (Nemesi & Partners Design), Fabrizio Giugiaro (Italdesign Giugiaro) e Alberto Pacchioni (Technogym).

“Il calcio è una grande industria nazionale, ha un’immagine vincente dell’Italia all’estero ed è anche un enorme veicolo promozionale, quindi uno straordinario strumento per raccontare l’Italia – sottolinea Riccardo Maria Monti, presidente ICE – in occasione della gara della Nazionale a Baku abbiamo organizzato incontri e seminari tra aziende italiane e circa 300 operatori azeri e georgiani che sono sicuro porteranno risultati concreti”.

L’esordio vincente di questo progetto ha fatto in modo che l’esperimento si ripeta e non solo con la Nazionale maggiore, visto che sarà esteso a tutte le altre selezioni azzurre, compresa la femminile che i primi di dicembre è attesa da una tournee in Cina. Il pallone rotola lontano.