L’Unione Europea leader mondiale nell’energia oceanica

La Giornata Mondiale degli Oceani, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 5 dicembre 2008 per sensibilizzare sul ruolo cruciale degli oceani per la sostenibilità della vita sulla Terra e sul dovere di proteggerne la biodiversità, si celebra l’8 giugno. L’Unione Europea, che durante la COP 25 di Madrid 2019 aveva istituito anche una giornata europea degli oceani, in occasione del World Ocean Day 2020 ha lanciato un’iniziativa bottom-up chiamata European Ocean Coalition (EU4Ocean). EU4Ocean riunisce organizzazioni, progetti e persone che contribuiscono all’informazione per una gestione sostenibile degli oceani e delle risorse a essi collegate. Che ruolo ha e a che ruolo può ambire l’Unione Europea su questo fronte?

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L’Unione Europea è capofila a livello mondiale nello sviluppo dell’energia oceanica. Gli oceani contengono una enorme quantità di energia che può essere estratta in forma di elettricità utilizzando diverse tecnologie. Queste includono lo sfruttamento del moto ondoso, delle maree, dei gradienti termici e degli sbalzi di salinità. Attualmente, il maggiore beneficio tratto dal potenziale oceanico è quello della produzione di acqua potabile attraverso la desalinizzazione, insieme allo sfruttamento per scopi agricoli. Lo “spazio” oceanico viene inoltre utilizzato per la produzione di energia eolica su vasta scala. Il potenziale di questa fonte rinnovabile ancora così poco sfruttata è immenso: globalmente si sta utilizzando solamente l’1% dell’energia oceanica disponibile.

Sebbene le tecnologie per la produzione di elettricità da energia oceanica siano ancora in fase di sviluppo, l’Unione Europea è tra i più grandi hub mondiali per la ricerca e il testing, con centri lungo le coste spagnole, portoghesi, francesi, irlandesi e con centri europei su suolo inglese. Gli ostacoli al debutto commerciale di questa tecnologia ricadono principalmente sul principio di precauzione. Le istituzioni richiedono infatti l’implementazione di una serie di studi e la raccolta di dati per determinare l’impatto ambientale delle nuove tecnologie nonché l’interazione di quest’ultime con la fauna marina e con gli habitat interessati. Un secondo ostacolo estremamente rilevante è il conflitto con l’interesse delle altre attività marine come la pesca commerciale ed il trasporto marittimo.

Nella legislazione europea, l’energia oceanica ricade tra le priorità di Ricerca, Innovazione e Competitività del pacchetto “Unione dell’Energia”, che è il principale documento di policy dell’Unione per quanto riguarda l’energia. Lo sviluppo di una politica per quanto riguarda in particolare l’energia oceanica è successivo all’istituzione nel 2017 di un Temporary Working Group (TWG), che ha evidenziato le attività chiave per raggiungere gli obiettivi stabiliti. Infine, la Crescita Blu è una strategia a lungo termine per la crescita sostenibile nel settore marino e marittimo. All’interno di questa strategia, l’energia oceanica è categorizzata come settore con altissimo potenziale di crescita sostenibile, soprattutto per quanto riguarda nuove opportunità di impiego.

L’Unione Europea, nel quadro degli obiettivi dell’Unione dell’Energia, sostiene la crescita per il settore così come le aziende europee nel mantenere una sostanziale quota di mercato – equivalente a quella attuale nella ricerca – quando la tecnologia sarà commercialmente disponibile. L’obiettivo prossimo della Commissione Europea è quello di raggiungere il 10% di produzione di energia attraverso l’energia oceanica, la stessa quota occupata oggi dall’eolica e dall’idroelettrica.

Ilaria De Angelis,

Centro Studi Geopolitica.info