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Love Harder. Le storie di protesta di giovani ragazze iraniane raccontate da Barbara Stefanelli

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Dopo la morte per pestaggio di Mahsa Amini avvenuta il 14 settembre del 2022, ma reso noto soltanto qualche giorno dopo, le ragazze iraniane, “hanno preso e sono uscite, senza attendere un’autorizzazione o una benedizione, per mettere i corpi di traverso al passato, ormai sintonizzate sulle proprie esistenze future, da rifondare nella libertà.” Scrive così Barbara Stefanelli, vicedirettrice del Corriere della Sera  in “Love Harder. Le ragazze iraniane camminano davanti a noi “(pagg. 144, Solferino Libri, Milano, 2023).

Il titolo del libro è tratto da un verso della poetessa Kate Tempest: “Quando tutto si infiamma, noi innamorati impariamo a essere guerrieri; quando il buio diventa nero, noi guerrieri impariamo ad amare più forte.”

La Stefanelli ha raccolto le incredibili storie di quelle donne ribelli. Infatti, “Donna, vita, libertà!” era il grido di quei giorni e a testimoniare che si fosse trattato di una protesta rivoluzionaria portata avanti con i corpi delle donne, ci sono a testimonianza i veli bruciati, i capelli sciolti al vento, le pillole anticoncezionali che le madri delle ragazze arrestate portarono loro durante le visite al posto del pane. La Stefanelli raccontando le vite e le storie di queste ragazze ha svolto quindi un’opera di memoria e di denuncia politica. Aida, medico di 36 anni, Elaheh ha perso un occhio durante una manifestazione, Asra, studentessa di 15 anni. Nika, “questa liceale che durante la pandemia un po’ si è persa, non riesce più ad andare bene a scuola e la mamma decide di mandarla a vivere dalla zia, una pittrice famosa a Teheran.” 

Nel libro si evince un legame generazionale tra madre e figlie, di donne in donne, che spesso continua anche nella memoria. La Stefanelli, possiamo dire che racconta le giovani iraniane uccise solo perché amavano la vita, solo perché amavano la libertà.  Dunque, in Love Harder. Le ragazze iraniane camminano davanti a noi “, la Stefanelli, strappando un altro velo pesante, ovvero quello dell’indifferenza,  con la ribellione delle giovani donne iraniane che si sono opposte al regime, ci narra le storie di Nika, Aida, Asra e tante altre, che hanno conosciuto la barbarie delle carceri, degli stupri, delle mutilazioni,  e che nonostante tutto sono scese in piazza  lo stesso a protestare.

Una giovane generazione coraggiosa questa che vuole ballare in piazza, cantare a squarciagola, avere una vita normale, tutte cose che in quei Paesi sono vietate. Insomma,  ragazze che vogliono amare più forte senza avere la paura addosso.

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