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Lituania, l’ultima frontiera: “Ci difendiamo dalla Russia grazie all’occhio della Ue”

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KYBARTAI (LITUANIA) – Alle 8:45 del mattino è ora di punta nella stazione ferroviaria di Kybartai, un paesino lituano di 6.000 abitanti con vista sull’exclave russa di Kaliningrad. Anche se sulla banchina non c’è un’anima, si avverte la tensione. È appena arrivato il primo dei cinque convogli che attraversano ogni giorno da Ovest a Est, e viceversa, la Repubblica baltica della Lituania (2,8 milioni di abitanti), per collegare Kaliningrad con il resto della Russia. Anche se le centinaia di passeggeri sono sui vagoni da più di trenta ore da quando hanno iniziato il viaggio a Mosca e il treno deve rimanere fermo qui per un’ora, “nessuno può scendere” neanche per sgranchirsi le gambe, “per nessun motivo”, spiega il simpatico Vitalijus Krisciunas, 44 anni di età e capitano dell’esercito lituano. Né i passeggeri né il personale del treno hanno il permesso di mettere piede nell’Unione Europea. E finché è in territorio lituano nessuno può neanche salire: questo treno, a tutti gli effetti, è Russia.

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