L’ipocrisia ed il dramma dei migranti

La foto che ritrae i due corpi senza vita al confine tra gli Stati Uniti ed il Messico ha, nelle scorse ore, fatto giustamente indignare mezzo mondo.

L’ipocrisia ed il dramma dei migranti - GEOPOLITICA.info fonte: La Repubblica

Con la faccia a terra, riversi nell’acqua sporca di fango del Rio Grande e trasportati a riva solo grazie alla corrente del fiume, i cadaveri del padre Oscar e della piccola figlia Valeria, poco meno di due anni, sono l’ennesima pugno nello stomaco che grazie alla globalizzazione colpisce miliardi di persone in pochi istanti. Secondo alcune fonti ufficiali, la famiglia di origine salvadoregna si trovava in Messico da più di due mesi e negli ultimi giorni aveva tentato di raggiungere il suolo americano come decine o forse centinaia di migliaia di altri profughi del Centro America. L’immagine ha già provocato, e continuerà a provocare nelle prossime ore, l’ultima reazione emotiva di una lunga serie con il concreto rischio di trasformarsi in un nuovo elemento della strumentale ed ipocrita battaglia politica contro il Presidente USA colpevole oramai di tutti i mali del mondo. L’inquilino della Casa Bianca, con la sua boriosa e fastidiosa arroganza, di certo non gode della simpatia di buona parte del globo ed è da mesi il bersaglio preferito della maggior parte della classe politica mondiale, specie di quella incapace di offrire soluzioni dinnanzi ai problemi che affliggono moltissimi Paesi della Terra.

La rigida politica contro l’immigrazione promessa in campagna elettorale e poi mantenuta dal Presidente Trump è l’ultimo tassello di un domino che inizia a muovere le proprie pedine molto tempo prima ma, che per comodità o forse malizia, non finisce mai sulla stampa mondiale negando un quadro nitido e completo di quanto accade in quella regione del mondo.

La maggioranza assoluta dei migranti che cercano rifugio negli USA non sono di certo messicani ma provengono dal Salvador, dall’Honduras e dal Guatemala che secondo alcuni rapporti militari rappresentano la zona più pericolosa della Terra.  Le statistiche più recenti sui tassi di omicidio dicono che questi sarebbero, nell’ordine, il primo, il secondo e il quinto Paese del mondo con la più alta percentuale di omicidi. La vergognosa corruzione delle istituzioni locali e le forze militari accondiscendesti nei confronti delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di droga venduta nei Paesi Occidentali, cioè noi, sono la causa di una povertà e disperazione diffusa in un area che ha portato negli ultimi anni milioni di persone alla ricerca di una nuova terra.  L’Unicef da tempo chiede ai tre governi locali di ricercare soluzioni che aiutino a ridurre le cause scatenanti delle migrazioni irregolari specie di bambini che sono privi di ogni basilare tutela durante questi viaggi. Ad oggi nulla di tutto ciò è stato fatto ed il Presidente di estrema sinistra messicano Obrador, definito l’anti-Trump, è colui che nelle scorse settimana ha firmato un accordo con Washington per irrobustire e pattugliare il confine messicano che guarda verso Sud. L’ondata migratoria sembra infatti non essere gradita anche al governo di Città del Messico che ha deciso di schierare 6000 militari con l’ordine di respingere i disperati che tentano di attraversare la frontiera. Disperati che paiono trovare dignità però solo nel momento in cui chiedono una vita migliore negli USA facendo comprendere ai più attenti come il tema migratorio sia ancora oggi dettato da logiche di propaganda e non da logiche lucide e razionali.