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Libia 110 anni dopo svela i colloqui segreti tra Andreotti, Craxi, Gheddafi e gli USA

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“Quanti cittadini dovranno ancora morire prima che i Paesi Europei si decidano a prendere posizione?”. Domanda precisa, tagliente e diretta quella che il generale Veron A. Walters, rappresentante personale del presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, pone retoricamente ad Andreotti dopo il sequestro da parte di un gruppo di terroristi palestinesi della nave “Achille Lauro” nell’ottobre del 1985. L’allora Ministro degli Esteri risponde: “Gheddafi è un politico abile e spregiudicato. Bisogna dialogare”.

Questo è solo un passaggio del fitto scambio tra i due Paesi che ora viene alla luce con il libro, edito da The Skill Press, Libia 110 anni dopo. Appunti per ricordare (e non sbagliare). Che esce in occasione della ricorrenza della firma del Trattato di Losanna fra l’Italia e l’Impero Ottomano il 18 ottobre 1912, momento che determinò la fine della guerra italo-turca e il ritiro delle forze militari turche dai territori libici. A firmare il volume Andrea Camaiora, giornalista, Ceo e fondatore dello Studio di comunicazione The Skill e del gruppo ominimo, e Mario Nanni, giornalista parlamentare di lungo corso e già caporedattore centrale dell’ANSA.

Quando Craxi salvò Gheddafi

Centrale è la figura di Muammar Gheddafi, che viene trattata nella prima parte del libro. Dal colpo di Stato del 1969 – dopo aver deposto re Idris –  fino alla tragica conclusione del suo destino umano e politico, nel 2011, preceduta da disordini e guerra civile sulla spinta della “primavera araba” che aveva infiammato alcuni Paesi del Mediterraneo. Non senza citare l’attacco al dittatore libico dell’86 da parte degli Stati Uniti. Quando la superpotenza mondiale decide di bombardare Tripoli e Craxi,  avvertito da Reagan due giorni prima, lo avvisa e lo salva.

Diplomazie differenti: da Andreotti a Berlusconi

Qual è stato l’approccio dei diversi politici italiani con la Libia? Come si è inserita l’Italia nell’atteggiamento interventista degli USA prima e della Francia poi? Il volume ripercorre l’atteggiamento nei confronti di Gheddafi più netto (e a volte tranchant) di Craxi, più avvolgente e felpato di Andreotti e più personale di Berlusconi. In pagine ricche a volte di pathos sono riportati i colloqui, spesso tesi, tra Craxi e Andreotti, da una parte, e gli Stati Uniti di Reagan, riluttanti ad ascoltare i consigli di moderazione della politica e della diplomazia italiana, e più propensi invece a passare alle vie di fatto: i bombardamenti.
Come poi avvenne.

Prima, Seconda e Terza Roma

Nella seconda parte del volume, composto da sei capitoli più una premessa, un’introduzione e le conclusioni, Andrea Camaiora fa un’analisi storica della guerra di Libia nel rapporto tra la Prima, la Seconda e la Terza Roma. E illustra il contesto internazionale in cui il conflitto si collocò. Il gioco di Vienna, i rapporti italo-russi, l’amicizia tra la Prima e la Terza Roma. Spunti e appunti per ricordare e non sbagliare.

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