L’eredità di Bisanzio: intervista a Igor Danilov

Geopolitica.info ha incontrato Igor Danilov, Presidente della Fondazione Metropoli Bisanzio e dell’Aceb (Associazione delle Città Eredi di Bisanzio). Un’occasione per discutere dell’eredità storico-culturale bizantina che avvicina l’Italia alla Russia e al mondo cristiano-ortodosso.

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Presidente, la storiografia internazionale ha sottolineato, a più riprese, il ruolo cruciale svolto dalla civiltà bizantina nella preservazione e rielaborazione del sapere umanistico, giuridico e persino architettonico dell’antichità classica. Charles Diehl volle omaggiare questo contributo con parole magnificenti ricordandoci che: “a Costantinopoli si sviluppò una cultura splendida, forse la più brillante del Medio Evo, sicuramente l’unica che fino al sec. XI comparve nell’Europa cristiana”. A più di cinque secoli di distanza dalla sua scomparsa, cosa rimane dell’eredità filosofico – storica dell’impero?

Senza dubbio, quando parliamo di eredità della cultura di Bisanzio parliamo di qualcosa di complesso che riguarda tutte le componenti della cultura contemporanea: l’architettura, l’arte, il diritto, le pubbliche relazioni.  La cultura è come un mosaico composto da elementi che derivano da culture di epoche diverse: un pezzo importante di questo mosaico è proprio l’eredità culturale di Bisanzio, che indubbiamente ha lasciato un segno nella cultura di ogni nazione.

Un esempio nella cultura russa contemporanea?

Una delle peculiarità della mentalità russa è la mancanza di tensione emotiva e il silenzio. Vivendo nel sistema russo, si nota facilmente  il basso livello di comunicazione verbale interpersonale. La comunicazione in pubblico, di regola, ha un carattere puramente formale e per aumentare il livello di comunicazione è necessario il contatto diretto visivo. Questa particolarità, probabilmente, ha radici nella peculiarità della fede ortodossa, nella spiritualità dei bizantini e soprattutto nella spiritualità  della ‘esichia’ ossia nel silenzio. Al contrario, l’alto pathos e, a volte, l’irrazionalità delle apparizioni pubbliche intrinseche nei rappresentanti della cultura russa, ha le sue radici nella tradizione di sacralizzazione del potere nell’era di Bisanzio, pathos dei rituali della vita pubblica di questa cultura.

Assisi, Cefalù, Messina, Otranto, Palermo, Rostov, Velikiy Novgorod, Nizhniy Novgorod e diversi centri abitati della regione di Tula sono solo alcune delle città che fanno parte dell’ACEB, l’Associazione delle Città Eredi di Bisanzio. Quali sono le finalità di questo network internazionale e chi è invitato a prenderne parte?

Attualmente, l’Associazione comprende 21 città in Italia e in Russia. L’obiettivo principale che ha unito queste città in un’Associazione è dar vita a uno scambio culturale diretta tra le città, che coinvolge anche lo sviluppo di relazioni economiche e l’attuazione di programmi educativi e sociali comuni.

Le architetture moscovite realizzate dai progettisti italiani nel Quattrocento, così come i lunghi soggiorni di Gogol e Gorky nella Penisola, testimoniano la rilevanza storica e artistica della collaborazione tra Roma e Mosca: un patrimonio materiale e immateriale difeso dai rispettivi Istituti di cultura e apprezzato dai cittadini, come dimostrato anche dal rinnovato interesse per l’insegnamento della lingua russa in Italia e viceversa. È il risultato dell’importante interscambio commerciale che investe i due Paesi o piuttosto sono i rapporti commerciali a trovare uno stimolo nella crescita delle relazioni culturali?

Per cultura intendo tutto ciò che ci separa dal mondo biologico e, attraverso la comunicazione, lo trasforma per i nostri bisogni umani. Per questo, a mio avviso, la cultura è ciò che dà direzione e ritmo allo sviluppo economico. Ecco perché penso che sia importante creare contatti culturali diretti tra le città italiane e russe.

Quale ruolo possono svolgere i rapporti culturali e commerciali per il consolidamento delle relazionipolitico diplomatiche tra Italia, Europa e Russia? Quali strumenti ritiene possano essere adottati e quali strade dovrebbero essere perseguite in vista di tale obiettivo?

Nonostante abbiamo radici culturali comuni, siamo molto diversi, e talvolta è sorprendente come riusciamo ancora a capirci, poichè i nostri punti di vista spesso sono diversi e le differenze culturali non ci permettono di guardare il problema nello stesso modo. Le relazioni tra Italia e Russia si stanno sviluppando in molti settori dell’attività umana. Allo stesso tempo, c’è ancora un grande potenziale di scambio culturale non sfruttato. Vorrei sottolineare che le relazioni tra i Paesi sono le relazioni tra le persone. Sappiamo che queste relazioni non sempre si sviluppano in modo semplice e che il dialogo è sempre stato e sarà la migliore forma sia per la risoluzione di problemi sia per uno sviluppo reciproco. Pertanto, è molto importante sfruttare ogni occasione di dialogo culturale e la cultura di Bisanzio è un’opportunità  che ci accomuna e dalla quale possiamo ricavare  soluzioni ai problemi sociali di oggi.