0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

0,00€

Nessun prodotto nel carrello.

TematicheEuropaBulgaria e Unione europea, le sfide da affrontare per...

Bulgaria e Unione europea, le sfide da affrontare per Sofia nel percorso verso l’UE

-

Costretta ad affrontare numerose sfide a partire dalla complicata transizione democratica post-comunismo, negli ultimi anni gli ostacoli presentatisi alla Bulgaria sono aumentati in maniera notevole. Con una situazione politica fragile, i cittadini bulgari sono stati costretti a recarsi alle urne sei volte negli ultimi quattro anni. Ciò ha influenzato in maniera negativa il rapporto del Paese con l’Unione europea. Dopo aver ottenuto un accordo parziale per entrare nell’area Schengen, Sofia è alle prese anche con il suo ingresso nell’area dell’euro, ma le difficoltà stanno aumentando. In aggiunta, vi è la presenza di un euroscetticismo che, negli ultimi anni, sta aumentando sempre di più e rischia di intaccare ulteriormente i progressi compiuti in ambito europeo.

Dopo la caduta del Muro di Berlino e dell’Unione Sovietica, la Bulgaria si è trovata di fronte a una serie di sfide significative, caratterizzate da una transizione difficile dal regime comunista a una democrazia funzionante. Nel corso degli anni ’90, il Paese ha lottato per realizzare una transizione democratica efficace che rispecchiasse le sue aspirazioni di integrazione europea. Questi sforzi sono stati complicati ulteriormente da una serie di crisi finanziarie che hanno colpito duramente la popolazione, con la Bulgaria che è stata l’unico Paese dell’Europa orientale ad affrontare ben tre di queste crisi. Questi eventi hanno ostacolato il progresso e la modernizzazione del Paese, con le dinamiche interne ed esterne che hanno continuato a rappresentare sfide significative per la Bulgaria nel suo cammino verso lo sviluppo socio-economico e l’integrazione europea.

Le relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Bulgaria e la Comunità europea (CE) hanno radici profonde, risalenti al 1988. Prima dell’adesione all’Unione europea (UE), il Paese ha siglato importanti accordi con l’UE, come l’Accordo di associazione europea (EAA), che è stato firmato l’8 marzo 1993 ed è entrato in vigore il 1° febbraio 1995. Il 1° gennaio 2007, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza la firma del Trattato di adesione della Bulgaria all’UE. Da allora, il Paese ha ottenuto risultati significativi dalla sua appartenenza all’Unione. Questa adesione ha permesso alla Bulgaria di accedere al gruppo dei Paesi europei più sviluppati, riducendo gradualmente la distanza economica che storicamente lo separava dagli altri membri. All’inizio del XXI secolo, il PIL bulgaro rappresentava solo il 20-25% della media dell’UE, mentre oggi si avvicina al 60%. Negli anni ’90, i salari bulgari si attestavano sui 100-200 euro al mese, mentre oggi, sebbene ancora tra i più bassi, il salario medio nel Paese si avvicina ai 1.000 euro. Questi progressi evidenziano l’importanza dell’integrazione europea per la Bulgaria e il suo impegno nel ridurre le disparità economiche con gli altri membri dell’Unione.

Tuttavia, il Paese è attualmente alle prese con diverse sfide, in particolare un clima politico instabile che ne compromette la capacità di concentrarsi sulle questioni internazionali. Recentemente, il fallimento di un accordo di condivisione del potere ha gettato il Paese in una nuova fase di incertezza politica. Un governo ad interim, guidato dal primo ministro Dimitar Glavchev, è stato nominato, e sono state indette elezioni anticipate per il 9 giugno, coincidenti con le elezioni del Parlamento europeo. Questa instabilità ha minato la credibilità internazionale della Bulgaria e rischia di indebolire le istituzioni e di rallentare il processo di integrazione europea. Le lotte politiche in corso rendono il governo bulgaro più vulnerabile all’influenza esterna, in particolare da parte del Cremlino. Nonostante alcuni successi recenti, come l’ingresso parziale della Bulgaria nell’area Schengen e gli sforzi per aderire all’Eurozona, il processo di integrazione europea ha subito notevoli rallentamenti. Ad esempio, nonostante la Bulgaria abbia registrato una crescita economica stabile e una diminuzione dell’inflazione, l’obiettivo di entrare nell’Eurozona entro il 2025 sembra difficile da raggiungere. Le turbolenze politiche interne, insieme alla persistente inflazione e alla mancanza di sostegno popolare, hanno messo a rischio il raggiungimento di questo obiettivo. Con un tasso di inflazione previsto per il 2025 del 2,9%, al di sopra del limite richiesto dell’1,5%, la Bulgaria potrebbe non aderire all’Eurozona prima del 2026.

In aggiunta, la persistente instabilità politica impedisce al Paese di compiere progressi per l’ottenimento di ulteriori risorse dal Piano nazionale di Ripresa e Resilienza. Secondo le valutazioni della Commissione europea, i principali rallentamenti nel caso bulgaro dipendono dalla mancata attuazione di una serie di riforme importanti, nonché dalle dinamiche interne. Attualmente la Bulgaria ha richiesto solo il 35% delle risorse del Piano, e non è escluso che i progressi possano rallentare ulteriormente, data l’impossibilità di formare un governo nazionale per portare avanti le riforme richieste dalla Commissione.

Un altro aspetto importante, caratterizzato dalle difficoltà sopra elencate, riguarda la presenza di un’importante percentuale di euroscetticismo. Secondo i dati di un sondaggio rappresentativo a livello nazionale condotto dall’agenzia di sondaggi Alpha Research, circa il 60% dei bulgari si dichiara fortemente favorevole all’adesione della Bulgaria all’UE. Sempre Alpha Research afferma che, a causa del mancato avvicinamento della Bulgaria ai Paesi principali dell’UE in termini di standard di vita e di uguaglianza di fronte alla legge, nonché a causa della serie di crisi che hanno colpito l’Europa nell’ultimo decennio, lo scetticismo nei confronti del modo in cui l’Unione è governata e delle sue politiche specifiche sta crescendo ad un ritmo accelerato. Il 12% dei bulgari adulti dichiara di approvare pienamente il modo in cui l’UE è gestita oggi, il 42% approva solo in parte e il 39% è decisamente insoddisfatto. Anche l’allargamento dell’area dell’euro e dell’area Schengen (53%) e l’impatto dei fondi UE sullo sviluppo della Bulgaria (51%) sono valutati per lo più positivamente, ma hanno anche una quota maggiore di opinioni negative, circa il 30% ciascuna.   

In ottica futura sarà importante capire come si evolverà la situazione politica, se si riuscirà ad arrivare alla formazione di un esecutivo stabile e coerente con le ambizioni europee del Paese. Inoltre, sarà importante seguire con attenzione l’evoluzione delle dinamiche concernenti le diatribe, presenti da tempo, con la Macedonia del Nord. Un altro aspetto importante è legato all’evoluzione del conflitto in Ucraina. Come accennato, la presenza di una percentuale importante di persone euroscettiche potrebbe spingere Mosca ad esercitare maggiore influenza sulle scelte dell’establishment e ciò rischia di avere delle ripercussioni sull’allineamento di Sofia con gli obiettivi di Bruxelles. Sarà importante seguire le dinamiche concernenti l’ingresso del Paese nell’area dell’euro. Tutto dipenderà dalla situazione politica interna e dalla volontà del Paese di adottare le riforme richieste in modo da poter rientrare nei criteri di convergenza richiesti dall’UE.

Infine, ci sono diverse strade da percorrere per la Bulgaria in ambito geopolitico per l’Europa. In primo luogo, Sofia dovrà lavorare per ripristinare la sua immagine di sostenitore dell’integrazione nell’UE per i Paesi dei Balcani occidentali. In secondo luogo, la Bulgaria dovrà trovare il suo posto nella nuova strategia industriale di difesa dell’Europa. In terzo luogo, la Bulgaria dovrà partecipare più attivamente all’imminente conversazione strategica sulle relazioni UE-Turchia, ulteriormente complicata dall’urgenza dei colloqui per la soluzione di Cipro.

Articoli Correlati

La gioventù europea e la guerra: il caso francese

A due anni dall’invasione russa in Ucraina i leader dei Paesi occidentali si sono riuniti a Parigi per discutere...

Borgo Egnazia G7: dossiers and curiosities

Not only Pope Francis, who will address peace in Ukraine and the Middle East and Artificial Intelligence and will meet one-to-one...

UE e Australia: la vita comune per le materie prime critiche

Australia ed Unione europea hanno siglato un accordo strategico sulle materie prime critiche e strategiche. Canberra e Bruxelles, dopo...

Elezioni europee 2024, dall’ascesa delle destre al nodo dei leader di Bruxelles: più continuità che rottura?

Il responso delle urne premia il PPE: possibile un’alleanza con socialisti e Renew Europe, così come la conferma di...