Le risposte che la Cina deve al mondo

Mentre il governo Conte ha annunciato il prolungamento del lockdown del nostro Paese fino al 3 maggio, nel mondo si moltiplicano gli articoli e gli interventi che cercano di chiarire le cause della diffusione del coronavirus COVID-19.

Le risposte che la Cina deve al mondo - Geopolitica.info

Sebbene la genesi e le modalità di contagio del virus non siano ancora state bene chiarite, le richieste di trasparenza e chiarimento si stanno facendo particolarmente pressanti nei confronti del Paese dove tutto questo è iniziato, ossia la Cina. La pandemia originatasi a Wuhan rischia di provocare, oltre che un’emergenza sanitaria globale, anche un disastro economico di proporzioni mai sperimentate prima. 

Il Washington Post è stato tra i primi a porsi degli interrogativi sulla versione ufficiale del governo di Xi Jinping, definendola “traballante”. In particolare l’autorevole quotidiano d’Oltreoceano ha messo in dubbio la spiegazione fornita da Pechino a proposito della genesi del contagio. Secondo il governo cinese il nuovo coronavirus si sarebbe diffuso a partire dal mercato del pesce della città, dove alcuni acquirenti avrebbero comprato e mangiato animali contaminati. 

Citando uno studio della rivista medica The Lancet però, il Washington Post sostiene non esserci nessuna correlazione provata tra i primi contagiati e il mercato del pesce di Wuhan. 

Secondo il quotidiano statunitense, esisterebbe una teoria alternativa che potrebbe spiegare la diffusione del contagio. Nelle vicinanze del Huanan Seafood Market si troverebbero due laboratori per lo studio ed il controllo delle malattie. Il primo è la sede locale del China Center for Disease Control ed è un laboratorio classificato al livello di sicurezza BSL 4. Il secondo è il Wuhan Institute of Virology, che invece ha un livello di sicurezza molto più basso, BSL 2. Alcuni studiosi afferenti ad entrambi i laboratori hanno pubblicato nei mesi scorsi alcuni paper scientifici menzionando la raccolta di differenti campioni di coronavirus provenienti dai pipistrelli con lo scopo di prevenire future epidemie. Esisterebbe anche un video che mostra studiosi del Wuhan CDC prelevare campioni di coronavirus dei pipistrelli senza adeguate protezioni individuali e con procedure decisamente rischiose. Alcuni scienziati avrebbero catturato direttamente i pipistrelli in alcune caverne senza misure protettive esponendosi alle urine e alle feci degli animali. Secondo alcuni quindi sarebbe possibile ipotizzare un contagio fortuito avvenuto all’interno delle due strutture poi diffuso all’esterno in maniera inconsapevole. 

La cosa peraltro era stata trattata anche da un servizio del TG3 Leonardo del 17 febbraio del 2020 a pochi giorni dal diffondersi dell’epidemia in Cina.  

Le responsabilità della Cina sarebbero quindi molto gravi e l’idea che il paese orientale debba sforzarsi di ricostruire in maniera trasparente la catena degli eventi si sta diffondendo, soprattutto nel mondo anglosassone. 

Anche il Sunday Times, attraverso un duro editoriale del famoso docente di storia Niall Ferguson, ha posto sei domande ai governanti cinesi che riportiamo qui di seguito per la loro notevole rilevanza (trovate l’originale pubblicato anche sul Boston Globe qui): 

1. Cosa è successo esattamente a Wuhan all’inizio dell’epidemia? Il virus si è sviluppato davvero nel mercato di Wuhan, ha originato davvero dal pipistrello che viene venduto come genere commestibile? Questo sarebbe già un fatto non solo disgustoso, ma politicamente rilevante perché un paese che opera nel commercio mondiale non può avere simili bassezze sanitarie. Ma se invece si fosse originato presso il locale laboratorio del CDC a causa di pratiche sciatte sarebbe molto peggio. Non è accettabile che studi su una zoonosi potenzialmente letali siano condotti nel cuore di una metropoli così ampia come Wuhan con quei metodi. 

2. La dichiarazione dell’emergenza a Wuhan è arrivata solo a metà gennaio, mentre le morti da coronavirus di cui ora abbiamo conoscenza sono censite già tra il 12 dicembre e la fine del mese. Perché la linea ufficiale del governo cinese era che non ci fossero prove evidenti della trasmissione uomo a uomo? E perché solo dopo il 20 gennaio la posizione governativa è cambiata? 

3. Perché il governo cinese il 23 gennaio dopo aver messo in lockdown la città di Wuhan ha stoppato i voli dalla metropoli verso il resto della Cina, ma non i voli dalla provincia di Hubei (la provincia della città di Wuhan, ndr) verso il resto del mondo? 

4. Perché il portavoce del ministero degli Esteri ha diffuso notizie, evidentemente false, di una cospirazione USA (ha affermato che il virus in realtà è un prodotto americano, ndr) e non è stato rimosso? 

5. Dove sono finiti il tycoon Ren Zhiqiang e il medico di Wuhan Ai Fen? Avevano criticato il regime sulla gestione del coronavirus, sono scomparsi, di loro non si hanno più notizie. 

6. Quante persone realmente sono state uccise dal virus? 

Sono domande più che legittime per un mondo in cui, con tutta evidenza, le cose non saranno più come prima. 

Davide Allegri,
Università degli Studi di Trento