Le relazioni tra Pakistan e Iran

Nonostante le tensioni in corso tra Iran e Stati Uniti da una parte, e Iran e Arabia Saudita dall’altra, l’attività diplomatica iraniana ha continuato a mostrare un interessante dinamismo, esplicato soprattutto tramite la figura del suo ministro degli esteri, Javad ZarifLe sue visite in Cina, Giappone, India, Turkmenistan, e Pakistan avvenute nel maggio 2019, al di là del loro valore simbolico, rappresentano una conferma della resilienza diplomatica iraniana.

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ra queste, una delle più importanti è stata certamente la visita di Zarid a Islamabad, in quanto connessa a diverse dinamiche. Innanzitutto la visita è stata motivata da un riavvicinamento tra l’Iran e il Pakistan funzionale alla forzatura dell’isolamento diplomatico iraniano. In più questo riavvicinamento sarebbe altresì importante per l’influenza che eserciterebbe sull’attività diplomatica pakistana, in virtù del ruolo di equilibrio che questa giocatra Riyadh e Teheran.In questo clima di alta tensione infatti, il Pakistan, grazie la sua posizione geografica e diplomatica, e al suo ruolo militare di primo piano, si trova ad essere uno degli attori principali delle dinamiche geopolitiche del Golfo Persico alla luce deisuoi delicati equilibri regionali
La ritrovata vicinanza politica tra Iran e Pakistan sarebbe perciò costruttiva nel promuovere o influenzare Riyadh per ammorbidire la sua posizione nei confronti di Teheran
La visitadi Zarifa Islamabad a maggio ha anche confermato quanto discusso il mese precedente durante la visita di Imran Khan, primo ministro del Pakistan, a Teheran.
Durante la visita di Khan in Iran, della durata di due giorni, i leader dei due paesi hanno discusso della realizzazione di diverse importanti misure di rafforzamento della fiducia tra i due paesi in riferimento principalmente a questioni di sicurezza. Quest’ultimo punto si è rivelato particolarmente importante sia a livello specificatamente bilaterale, che in termini di sicurezza regionale. La necessità della definizione di una politica di sicurezza e sorveglianza dellrispettive frontiere si è rivelato necessario a seguito di alcuni recenti attacchi transfrontalieri a opera di
 gruppi indipendentisti Baluci. 

L’indipendentismo baluci e le questioni di sicurezza transfrontaliere 
I baluci rappresentano una minoranza che aspira all’autodeterminazione tanto in Iran che in Pakistan, sebbene siano divisi in più movimenti che perseguono obiettivi diversi circa l’indipendenza del loro popolo. Mentre in Pakistan le istanze dei movimenti separatisti Baluci sono essenzialmente politiche, in Iran alle richieste di autodeterminazione politica si aggiunge la componente del separatismo su base religiosa, in quanto il popolo baluci appartiene essenzialmente alla branca sunnita dell’Islam.
La lotta al terrorismo e agli estremisti è rimasta un fulcro del discorso di Imran Khan, che ha sottolineato a più riprese la necessità di arginare il terrorismo transfrontaliero, per non permettere a sabotatori di diversa matricedi ostacolare la stabilità regionale. 
La questione dell’irredentismo baluci e l’attività dei diversi gruppi che vi prendono parte, alcuni dei quali sono supportati da Islamabad, e altri da Teheran, ha rappresentato sin dal 1979 una fonte costante di paranoica sfiducia e tensione tra Pakistan e Iran. L’ostilità tra i due paesi sta ora lentamente scemando proprio grazie a sempre più stretti legami tra le alte sfere di questi, quali contatti regolari e condivisione di informazioni tra le rispettive agenzie di intelligence. Su queste basi si può prevedere che Pakistan e Iran continueranno a trattare insieme le questioni a livello regionale e nazionale, che assumono nella politica estera di entrambi un ruolo prioritario

La cooperazione economica, commerciale e infrastrutturale
Il rilancio di più forti relazioni bilaterali tra Pakistan e Iran sta toccando anche per altri settori diversi dalla sola politica di sicurezza, quali collaborazioni in materie commerciali, economiche e infrastrutturali. L’esempio più concreto di quest’ultimo tipo di collaborazione si è avuto con l’annuncio, già a settembre 2018, della modernizzazione della linea ferroviaria Quetta-Taftan. Tale progetto si è poi concretizzato con successo nei mesi successivi. A febbraio 2019 l‘ambasciatore iraniano in Pakistan, Mehdi Hunar Dost, ha invitato il ministro delle ferrovie del Pakistan Sheikh Rashid Ahmad a partecipare alla cerimonia inaugurale della linea ferroviaria prevista per il mese successivo, alla quale ha partecipato anche il presidente iraniano Hassan Rouhani.  
Proposte di ulteriori collaborazioni in materia commerciale e infrastrutturale si sono avute anche durante la visita di Zarif a Islamabad, durante la quale il ministro degli esteri iraniano ha formalmente proposto al Pakistan di collegare la città portuale pakistana di Gwadar con il porto iranianodi Chabahar per massimizzare il potenziale della connettività regionale. Come ha avuto modo di dichiarare, l’ambizioso progetto si propone di “collegare Chahbahar e Gwadarper poi collegare quest’ultima all’intero sistema ferroviario iraniano. Da qui si creerebbe un collegamento all’International North Transport Corridor, attraverso TurkmenistanKazakistan, Azerbaijan, Russia e Turchia”.

La posizione degli USA e i rapporti con gli altri attori regionali
Il dinamismo diplomatico iraniano non è passato certo inosservato alla lente diplomatica statunitense, soprattutto le già citate visite di Zarif in Cina, con la quale sussistono delle forti tensioni di natura commerciale, e in Pakistan, per via della lunga storia di collaborazione militare con Washington.  
In questo contesto i colloqui tenutisi a Islamabad a maggio tra Javad Zarif e i membri delle alte sfere pakistane tra cui il primo ministro Imran Khan, il ministro degli esteri Shah Mehmood Qureshi e il Capo dello Stato Maggiore Qamar Javed Bajwa, oltre che ad aver rafforzato la fiducia tra i due paesi, hanno anche toccato le tensioni esistenti tra Iran e Stati Uniti. Quest’ultimo e delicato punto è stato discusso in dettaglio perché, un ipotetico conflitto tra Iran e Stati Uniti, oltre ad avere un impatto devastante sulla sicurezza regionale, avrebbe delle ripercussioni importanti e non secondarie anche sullo stesso Pakistan 
Tra tutti gli scenari possibili, una guerra tra Iran e Stati Uniti sarebbe innanzitutto deleteria per la già fragile economia del Pakistan, a causa dei massicci investimenti nella regione al confine con l’Iran, il Belucistan.  
In più il Pakistan si troverebbe costretto a schierarsi, con il rischio di trovarsi letteralmente schiacciato, con uno degli attori presenti, i quali, oltre a Iran e Stati Uniti, includono anche i paesi aderenti al Gulf Cooperation Council (GCC): Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, *Qatar, Bahrain e Oman, con alcuni dei quali il Pakistan detiene relazioni ultra privilegiateTuttavia ciò porrebbe il Pakistan di fronte al dilemma di prendere una posizione, accettando tutti i rischi del caso, o seguitare la sua costante storica in fatto di politica estera, caratterizzata dall’evitare di esporsi in maniera troppo diretta, preferendo una sicura equidistanza da tutti gli attori in campo.  
Questo secondo approccio, essendo più funzionale agli obiettivi del paese nel breve periodo è stato preferito anche da Imran Khantestimoniato dal suo invito a tutte le parti in causa impegnarsi attivamente nell’evitare un’escalation che condurrebbe a un conflitto su scala regionale.
Appare tuttavia innegabile che, nonostante il perseguimento del Pakistan di una politica estera prudente e conciliatrice, questo abbia intrapreso un proficuo cammino assieme all’Iran atto a rafforzare le loro relazioni bilateralianche e soprattutto a difesa dei forti interessi reciproci.  
Questo ambizioso progetto presenta però anche numerosi ostacoli, soprattutto in materia di cooperazione commerciale e integrazione economica, a causa delle sanzioni economiche statunitensi sull’Iran, e della minaccia di una loro imposizione anche a tutti quegli stati che cercheranno di forzarleDate queste premesse, Pakistan e Iran dovranno affrontare sfide insormontabiliIl primo e più evidente segno dell’effetto delle minacce statunitensi si è esplicato tramite l’interruzione, per il momento fino a data da destinarsi, della costruzione di un importante gasdotto tra Iran Pakistan. 
Nonostante le alte tensioni che caratterizzano le trattative per nuove e più importanti relazioni bilaterali, Iran e Pakistan stanno gettando le basi per la la creazione di nuovi blocchi di partnership nella regione del Golfo e dell’Asia Meridionale, a conferma del mutato atteggiamento dell‘Iran, che sembra essere nel mezzo di un processo di rimodulazione strategica su scala regionale e globale.