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Le Olimpiadi di Tokyo e i difficili rapporti nipponico-coreani. Parte prima

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I giochi olimpici rappresentano ancora per molti Paesi un’occasione di politica internazionale; mentre in Europa la tendenza è quella di ritirare candidature per divenirne sede, nell’Indo-Pacifico rappresentano un importante vettore di politica estera e una piattaforma attraverso cui riaffermare rivendicazioni territoriali. Ne è un esempio il secolare contenzioso tra Corea del Sud e Giappone sulle Rocce di Liancourt. Questo articolo fa parte di una serie dedicata all’ultimo anno di amministrazione del presidente sudcoreano Moon Jae-in; nel testo si farà riferimento in particolare alle relazioni tra i sopramenzionati Paesi.

La lunga diatriba sulle Rocce di Liancourt

Diametralmente opposte all’isola di Jeju, rispetto allo stretto di Corea, le Rocce di Liancourt, chiamate Dokdo dai coreani, Takeshima dai giapponesi, rappresentano per i due Stati asiatici quello che le Senkaku rappresentano per Cina e Giappone: un terreno di scontro. Il libro blu diplomatico giapponese del 2021, il primo emanato durante il governo di Yoshihide Suga, rinnova le pretese del Sol Levante sulle isole, attualmente considerate come territorio coreano. Già nel 2018 il libro blu emanato durante la presidenza di Shinzo Abe dichiarava come le isole fossero “occupate illegalmente” dai coreani.

Parallelamente alla scrittura nei documenti diplomatici, le Rocce di Liancourt diventano motivo di astio anche durante le Olimpiadi Invernali di Pyeongchang 2018, quando le due Coree hanno sfilato insieme mostrando inizialmente la Bandiera dell’Unificazione Coreana con incluse all’interno della penisola raffigurata nel vessillole Dokdo. Successivamente alle proteste di Tokyo, e alle pressioni del Comitato Internazionale Olimpico, dalla Bandiera dell’Unificazione, raffigurante una Corea unita di colore azzurro su sfondo bianco, sono state rimosse le Rocce.

Quest’ultime ritornano al centro dei riflettori nel 2019, quando il sito internet del Comitato Olimpico giapponese le mostra come facenti parte del proprio territorio; dal momento che la situazione appare immutata, in Corea del Sud si levano cori di protesta nei confronti del Giappone, cori che stanno sfociando sempre più in richieste da parte della popolazione di boicottaggio delle Olimpiadi da parte dello Stato coreano; un sondaggio pubblicato lunedì 28 giugno 2021 mostra come il 60% della popolazione sia contraria alla partecipazione del premier sudcoreano alle olimpiadi. Di fatto, a seguito di alcune inappropriate dichiarazioni da parte di Hirohisa Soma, vice capo missione presso l’ambasciata giapponese a Seul, riguardanti il presidente Moon Jae-in, il premier sudcoreano ha dichiarato il 19 luglio 2021, tramite un suo portavoce, che non avrebbe effettuato alcuna visita in Giappone durante i Giochi Olimpici.

I rapporti tra Corea del Sud e Giappone sono stati periodicamente marcati da tensioni e difficoltà, legate soprattutto all’esperienza coloniale a cui la penisola coreana fu sottoposta per oltre 30 anni dal 1910 alla fine della Seconda guerra mondiale. La normalizzazione delle relazioni tra Tokyo e Seul, avvenuta solo nel 1965 durante il regime militare di Park Chung-hee, incontrò forte opposizione popolare. Anche dopo la normalizzazione dei rapporti, le relazioni tra i due paesi hanno quindi continuato ad essere caratterizzate da continui alti e bassi.

Dopo la fine della guerra fredda, tuttavia, vi sono stati una serie dei miglioramenti. I vari tentativi di riconciliazione non hanno, però, ridotto le numerose critiche al governo giapponese, accusato di aver adottato una postura ufficiale poco genuina, e revisionista, per quanto riguarda l’assumersi le responsabilità per i crimini di guerra commessi dal Giappone Imperiale.

I difficili rapporti bilaterali e la famiglia Park

In Corea, il periodo di governo del Generale Park non è solamente sinonimo di repressone autoritaria, bensì è anche conosciuto come periodo del “miracolo del fiume Han”. Le politiche economiche, alcune a favore dei chaebol, i conglomerati industriali a gestione familiare, e i forti investimenti pubblici hanno permesso alla Repubblica di Corea di superare il livello di benessere esistente nella Repubblica Democratica, la propria contro parte settentrionale.

Sarà proprio sulla base di questi successi economici che la figlia del generale, Park Geun-hye, riuscirà a vincere le elezioni parlamentari del 2013. Prima donna a ricoprire sia il ruolo di leader del partito conservatore che di Presidente della Repubblica sudcoreana, è stata salutata con favore dalle varie compagini dei conservatori coreani e dai principali attori interessati ad arginare Cina e Corea del Nord nella regione. Infatti, la linea dura nei confronti di Pyeongyang, in contrasto con la “Sunshine policy” adottata dai suoi predecessori, e la vicinanza politica a Tokyo – nel 2016 si tiene l’ultimo vertice trilaterale con Washington insieme a Shinzo Abe e a Barack Obama – saranno i maggiori punti di contrasto con il successore Moon.

Un evento significativo, in particolare, si è verificato nel 2015 quando il governo della Presidente Park raggiunse un accordo con l’Amministrazione Abe sulla questione delle donne di conforto. Secondo le dichiarazioni di entrambi i governi, l’accordo andava a risolvere in modo ultimo e irreversibile il problema delle riparazioni alle vittime coreane attraverso un risarcimento di circa 9 milioni di dollari statunitensi, messo a disposizione da Tokyo tramite un fondo amministrato dal governo coreano.

L’accordo prevedeva, inoltre, le scuse ufficiali e il riconoscimento della responsabilità del Giappone Imperiale da parte del Ministro degli Esteri giapponese Kishida e del Primo Ministro Abe. Nonostante ciò, l’accordo fu oggetto di forti critiche. Poco apprezzato era il fatto che il fondo istituito veniva descritto nell’accordo come una forma di “supporto” monetario alle vittime e non come una forma di compensazione diretta da parte del governo giapponese. In ogni caso, l’accordo garantì un temporaneo miglioramento nei rapporti tra Tokyo e Seul.

Tuttavia, uno scandalo legato alle influenze che la famiglia Choi, fondatrice e guida di una setta religiosa, esercitava sulla Presidente ha portato alla caduta di quest’ultima, all’arresto di diversi funzionari pubblici e dirigenti aziendali, tra cui figure di spicco di vari chaebol, e alla conseguente ascesa del leader democratico Moon Jae-in.

La vittoria di Moon Jae-in e l’inasprimento delle tensioni

Con la vittoria di Moon nel 2017, le relazioni tra i due paesi sono nuovamente degenerate, e le tensioni relative alle questioni storiche si sono inasprite. Agli occhi del governo giapponese, Moon è colpevole di aver politicizzato i rapporti tra Seul e Tokyo per distogliere l’attenzione della base elettorale coreana da problematiche prettamente domestiche. In particolare, l’ex primo ministro Abe ha fortemente respinto le critiche del premier sudcoreano all’accordo del 2015. L’accordo è stato descritto da Moon come un accordo puramente politico, lontano dal fare giustizia alle vittime dei crimini giapponesi e, pertanto, nel 2018, la sua Amministrazione ha proceduto ad interrompere il fondo istituito con l’accordo.

Inizialmente, Abe si oppose a questa misura unilaterale e propose nuove consultazioni. In seguito al mancato interesse del governo coreano a tale proposta, tuttavia, il dialogo tra i due paesi si è però congelato. A complicare la situazione sono state, inoltre, la decisione di Abe di introdurre restrizioni sulle esportazioni high-tech destinate alla Corea e la minaccia di Moon a non proseguire l’accordo GSOMIA di intelligence-sharing con Tokyo. Con il cambio di governo in Giappone nel settembre 2020, si è nuovamente aperta la possibilità di un riavvicinamento. Tale prospettiva è però sin da subito sfumata. Il nuovo Primo Ministro Suga ha infatti continuato l’approccio di politica estera del suo predecessore, incluse le rigide politiche nei confronti della Corea del Sud. Non a caso, Suga non ha affatto menzionato le relazioni con Seul nel suo primo discorso come primo ministro.

Alice Dell’Era e Alessandro Vesprini,
Geopolitica.info

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