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TematicheCina e Indo-PacificoL’artiglieria di Pyongyang ha colpito il centro di Seul

L’artiglieria di Pyongyang ha colpito il centro di Seul

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14 anni dopo la prima volta dal ‘53 in cui la Corea del Nord ha colpito il Sud, raffiche d’artiglieria vengono nuovamente sparate verso l’isola di Yeonpyeong in quella che Pyongyang definisce come “un’esercitazione contro i gangster della Corea del Sud”. Mentre riaffiorano brutti ricordi e storiche schermaglie navali, il Presidente della Repubblica di Corea accorre in soccorso della first lady, ponendo il veto sull’autorizzazione parlamentare sulla sua investigazione in merito a presunte attività finanziarie illecite. Con le elezioni dell’Assemblea Nazionale all’orizzonte, dalle costole del partito di governo e di opposizione si formano nuove entità politiche dal futuro aleatorio. Pyongyang dichiara Seul “nemica” e spara colpi di artiglieria verso il Sud, ma nella metropoli capitale della Corea del Sud i proiettili sono caricati a politica interna. E  non sono rivolti verso il Nord.

L’isola di Yeonpyeong

Per comprendere l’importanza strategica dell’isola, questa rappresenta storicamente un luogo di schermaglie tra le due Coree sin dagli anni Settanta, da quando, cioè, la Repubblica Popolare Democratica ha iniziato a rigettare pubblicamente la Northern Limit Line, la linea di demarcazione marittima. In particolare, la storiografia ricorda la prima e la seconda battaglia di Yeonpyeong, avvenute rispettivamente nel 1999 e nel 2002. Siamo negli anni della presidenza di Kim Dae-jung e della cosiddetta Sunshine Policy, la politica di appeasing verso la Corea del Nord. L’isola si trova in acque ricche di crostacei, ambiti da pescatori e pescatrici di entrambi i Paesi e sono stati appunto gli sconfinamenti dei pescherecci a portare agli scontri navali tra le due marine nei menzionati episodi.

Nel 2010, inoltre, l’isola è stata bombardata da colpi d’artiglieria marcando la prima volta dal ’53 in cui la Corea del Nord ha colpito il Sud. Nonostante l’episodio attuale non abbia coinvolto civili, 14 anni fa ci furono vittime tra la popolazione. Come in quel momento, la risposta del Sud è stata l’utilizzo di raffiche d’artiglieria con l’obice semovente K9 “Thunder”, uno dei sistemi d’armamento sudcoreani più esportati dalla Terra del Calmo Mattino.

La significativa differenza tra i due eventi non risiede tanto nel numero di vittime civili, ma piuttosto nel contesto in cui Pyongyang ha condotto le raffiche d’artiglieria. Kim Jong-un ha dichiarato che l’unificazione con il Sud non è più possibile e che Seul è ora considerata una nemica dello Stato. Questa notizia è particolarmente rilevante per lo stato delle relazioni tra le due Coree, soprattutto considerando il contesto internazionale segnato dall’invasione dell’Ucraina e l’attacco di Hamas. Indipendentemente dalle dinamiche globali, alcuni aspetti della dichiarazione del Leader Supremo nordcoreano avranno un impatto significativo non solo sulla difesa e sicurezza regionali, ma anche sulla politica interna sudcoreana, che si prepara al rinnovo dell’Assemblea Nazionale alle elezioni di aprile 2024.

Gli scismi sudcoreani

Il 5 gennaio 2024, in concomitanza al bombardamento di Yeonpyeong, il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol ha posto il veto su una mozione parlamentare per investigare su delle presunte attività finanziarie illecite ad opera della first lady, Kim Keon-hee, in relazione a manipolazioni riguardanti le azioni di rivenditori sudcoreani autorizzati BMW. L’imprenditrice si è trovata più volte al centro dei riflettori per diverse questioni, tra cui il ricevimento in dono di una borsa di marca Dior, o per le richieste da parte del governo verso X, precedentemente noto come Twitter, per farle ottenere la spunta di verifica grigia, concessa a funzionari di Stato o ad altri personaggi pubblici.

Tuttavia, la mozione relativa agli illeciti finanziari è arrivata in parlamento e ha ricevuto un voto favorevole dall’Assemblea, esito non scontato se si considerano gli eventi di ottobre 2023. In quell’occasione, l’organo legislativo, a maggioranza democratica, aveva votato a favore di una mozione per la revoca dell’immunità parlamentare di Lee Jae-myung, segretario del Partito Democratico. La questione riguardante la first lady si presenta quindi come una sfida significativa per il partito di governo, specialmente in un periodo di rinnovo della sua leadership.

Nel dicembre 2023, pochi giorni prima che l’opposizione presentasse la suddetta mozione contro l’imprenditrice, l’ex Ministro della Giustizia Han Dong-hoon è stato nominato presidente del People Power Party. In risposta a questa nomina, il precedente presidente, Lee Jun-seok, aveva annunciato l’intenzione di creare un nuovo partito. Nonostante l’ostracismo dalla classe dirigente del partito conservatore, che aveva appunto forzato il politico trentottenne a dare le dimissioni dal suo ruolo apicale, Lee Jun-seok mantiene un certo seguito tra un elettorato maschile, presumibilmente orientato in una prospettiva “anti-femminista”. Considerando il contesto sociale sudcoreano, questo gruppo di elettori non può essere considerato marginale.

Ad ogni modo, l’attuale presidente del partito di governo, scelto appositamente per trainare il partito durante le elezioni di aprile, non può esimersi dalla questione first lady, soprattutto considerando il fatto che già a fine 2023 diversi sondaggi avevano mostrato come l’opinione pubblica sudcoreana fosse ampiamente favorevole all’investigazione. È da notare che il partito democratico non ha cercato di evitare il veto presidenziale, dal momento che, da come era stata presentata la mozione, il caso della first lady si sarebbe discusso a marzo 2024, esattamente nel vivo della campagna elettorale parlamentaria, forzando la mano di Yoon Suk-yeol.

Tuttavia, nonostante sembrino esserci successi apparenti negli stratagemmi politici del Partito Democratico, questo attraversa un periodo di notevole difficoltà interna. Ritornando al caso dei membri del parlamento che avevano votato a favore della revoca dell’immunità parlamentare di Lee Jae-myung, quest’ultimo non è riuscito a fermare l’emorragia di parlamentari dal Partito Democratico. Questo problema persiste anche nel 2024, come dimostrato dall’annuncio di Lee Nak-yon, ex Primo Ministro, che ha manifestato anch’egli l’intenzione di creare un nuovo partito nel gennaio del nuovo anno.

Una situazione precaria

La Corea del Nord non è nuova a dichiarazioni piuttosto accese nei confronti dell’amministrazione Yoon, o degli Stati Uniti. Dal momento che sia l’invasione russa dell’Ucraina che l’attacco di Hamas sono stati considerati improbabili financo da apparati di intelligence, forse è opportuno non scartare a priori l’ipotesi di una nuova guerra sulla penisola asiatica. Tuttavia, la situazione coreana è differente rispetto a quelle menzionate. In primis, né l’Ucraina o Israele hanno un trattato di mutua alleanza con gli Stati Uniti, a differenza della Repubblica di Corea. Inoltre, la regione rappresenta per Washington un’area di vitale importanza sia dal punto di vista strategico che economico, indi per cui la risposta americana ad un’eventuale escalation nordcoreana potrebbe essere diversa rispetto a quella riservata ai casi menzionati in precedenza.

Per Seul, il cambiamento nell’approccio nordcoreano alla questione dell’unificazione porta con sé diverse implicazioni. In primo luogo, entrambi i principali schieramenti politici sudcoreani saranno costretti a riesaminare la propria posizione nei confronti della Corea del Nord. I partiti progressisti in particolare hanno fatto della prospettiva di unificazione della penisola uno dei pilastri principali della loro politica estera, anche se i risultati elettorali ottenuti in questo contesto non sono stati sempre favorevoli. Il Partito Democratico ha sperimentato la difficoltà di tradurre la sua posizione sull’unificazione in voti nelle elezioni presidenziali del 2022.

Durante gli ultimi mesi dell’amministrazione Moon, i rapporti inter-coreani si erano raffreddati, e il prolungato periodo di intensi test missilistici da parte della Corea del Nord aveva spinto l’allora presidente progressista a cercare un avvicinamento con Tokyo. Questo avvicinamento è avvenuto nonostante le relazioni bilaterali con il Giappone fossero state tese in quegli anni, ma è stato possibile in quanto parte di una strategia di contenimento nordcoreano vista favorevolmente dal Paese del Sol Levante. Per il partito di governo, le possibilità sono verosimilmente due: sfruttare l’occasione per porre l’accento su come non sia possibile una politica di appeasing col Nord e dunque rafforzare le proprie iniziative, o adottare un approccio più cauto sulla questione, per evitare ulteriori escalation.

Conclusioni non facili da trarre

In ultima istanza, qualsiasi analisi sulle motivazioni dietro alle azioni del Leader Supremo nordcoreano, per quanto affidabili e ben strutturate, rimangono delle speculazioni. L’NIS, l’agenzia di intelligence sudcoreana, ha di recente riportato come la figlia di Kim Jung-un, il cui nome è probabilmente Kim Ju-ae, stia sempre più diventando la candidata papabile a succedere al padre alla guida della dinastia dei Kim, ma raccomanda di prendere la notizia con la dovuta cautela. In genere, quando si analizza la Corea del Nord, la prima lente da utilizzare è sovente quella del mantenimento del potere interno.

In questo contesto, se voci autorevoli sostenessero che la posizione del Segretario Kim sia stata presa per manifestare la propria posizione di forza all’interno del Partito dei Lavoratori di Corea in ottica di successione, sarebbe una conclusione estremamente verosimile. A prescindere da quali siano le reali motivazioni, di certo le ripercussioni sulla politica interna sudcoreana fanno riflettere al particolare tempismo con il quale l’artiglieria di Pyongyang abbia condotto l’esercitazione. Non ci sarebbe da stupirsi se, in futuro, si scoprisse che lo scopo della Corea del Nord fosse quello di destabilizzare le elezioni parlamentarie sudcoreane. Più che dai danni materiali, il bombardamento del 2024 può comportare danni collaterali sulla politica interna della Repubblica di Corea dai quali non si riprenderà tanto facilmente.

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