L’Annual Threat Assessment: uno sguardo al rinnovato panorama di sicurezza americano. La Federazione Russa

Lo scorso 9 aprile, l’Office of the Director of National Intelligence ha pubblicato l’Annual Threat Assessment, un documento che offre una panoramica completa sulle nuove minacce mondiali alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Redatto secondo le linee guida illustrate nella sezione 617 dell’FY21 Intelligence Authorization Act (P.L. 116-260), tale report riporta una disamina completa circa le questioni di sicurezza degne di nota secondo le analisi della US Intelligence Community (IC). La comunità scientifica statunitense si impegna a fornire risposte efficaci e al passo con un mondo in continuo mutamento al fine di garantire supporto alle strutture militari e al sistema di law enforcement a stelle e strisce. Come previsto dalla legge, il rapporto è trasmesso alle commissioni di intelligence del Congresso, nonché alle commissioni per i servizi armati della Camera dei Rappresentanti e del Senato.

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La competizione russa

Dopo avere preso in considerazione le preoccupazioni degli analisti americani circa le potenziali minacce al panorama di sicurezza americano apportate dalla Repubblica Popolare Cinese, l’Annual Threat Assessment passa ad un’approfondita analisi delle attività di uno dei maggiori competitor statunitensi nell’arena globale: la Federazione Russa. “Mosca continuerà ad utilizzare una varietà di tattiche destinate a minare l’influenza degli Stati Uniti, sviluppare nuove norme e partnership internazionali, dividere i paesi occidentali e indebolire le alleanze occidentali e dimostrare la capacità della Russia di plasmare gli eventi globali come attore principale in un nuovo ordine internazionale multipolare.” Con queste parole l’Intelligence Community non lascia adito a dubbi nel delineare Mosca come una potenziale minaccia per gli interessi statunitensi nel mondo. La Russia nel corso degli anni ha fortemente implementato il processo di sviluppo e perfezionamento delle capacità militari, nucleari, spaziali, informatiche e di intelligence. Nonostante nel report si riconosca che Mosca, non avendo interesse ad alimentare tensioni con Washington, cerchi opportunità di cooperazione pragmatica con la Casa Bianca, da parte loro, tra gli alti funzionari russi, è ancora vivida l’idea che gli Stati Uniti non abbiano abbandonato strategie di “campagne di influenza” atte ad indebolire il presidente Vladimir Putin e installare regimi amici dell’Occidente negli stati dell’ex Unione Sovietica.

Una minaccia a livello regionale e globale 

“Valutiamo che Mosca utilizzerà una serie di strumenti, in particolare campagne di influenza, cooperazione di intelligence e antiterrorismo, aiuti militari ed esercitazioni combinate, operazioni mercenarie, omicidi e vendita di armi, per far avanzare i propri interessi o minare gli interessi degli Stati Uniti e dei loro alleati.” […] “Valutiamo che il Servizio federale di sicurezza russo (FSB) abbia organizzato l’assassinio di un separatista ceceno in un parco di Berlino nel 2019 e abbia cercato di uccidere l’attivista dell’opposizione Aleksey Navalnyy nel 2020 con un agente chimico di quarta generazione.”

Il lavoro di analisi evidenzia, inoltre, la pericolosità della crescente influenza russa anche in Medio Oriente e Nord Africa dove Mosca sta usando il suo coinvolgimento, in particolare in Siria e Libia, per aumentare il proprio peso, minare la leadership degli Stati Uniti e presentarsi come un mediatore indispensabile, ottenendo dunque importanti diritti di accesso militare e opportunità economiche. Strategia non dissimile da quella intrapresa nell’emisfero occidentale dove Mosca ha ampliato il suo impegno con il Venezuela, ha sostenuto Cuba e ha utilizzato accordi sulla vendita di armi e sull’energia per cercare di espandere l’accesso ai mercati e alle risorse naturali in America Latina. È noto come, dal 2006, la Russia abbia utilizzato l’elemento energetico come strumento di politica estera per costringere alla cooperazione gli Stati seduti al tavolo dei negoziati. L’interruzione dei flussi di gas verso l’Ucraina a seguito di una disputa sui prezzi tra Mosca e Kiev ne è un chiaro esempio.

Capacità militari 

“Ci aspettiamo che la posizione e il comportamento militare di Mosca, tra cui la modernizzazione militare, l’uso della forza militare e l’integrazione della guerra dell’informazione, ledano gli interessi degli Stati Uniti e dei suoi alleati.” Gli analisti della IC, infatti, sono concordi nell’affermare che, nonostante le spese siano in calo, la Russia è impegnata nello sviluppo di nuove armi che presentano maggiori minacce per gli Stati Uniti e gli attori regionali. Le esercitazioni militari e di addestramento e il cresente impegno in Siria e Ucraina sono campanelli di allarme da non sottovalutare. 

Elemento di non poco conto è la grande disponibilità di compagnie militari e di sicurezza private gestite da oligarchi russi vicino al Cremlino che ampliano la portata della minaccia militare di Mosca a basso costo, permettendo alla Russia di sconfessare il suo coinvolgimento e prendere le distanze dalle perdite sul campo di battaglia. Queste forze proxy, tuttavia, spesso non riescono a raggiungere gli obiettivi strategici di Mosca a causa della loro limitata competenza tattica. La minaccia militare russa viene ulteriormente declinata in chiave del pericolo della potenziale proliferazione nucleare: “Valutiamo che la Russia rimarrà la più grande e capace rivale delle armi di distruzione di massa degli Stati Uniti nel prossimo futuro, poiché espande e modernizza le sue capacità di armi nucleari e aumenta le capacità delle sue armi strategiche e non strategiche. La Russia rimane anche una preoccupazione per la sicurezza dei materiali nucleari, nonostante i miglioramenti alla sicurezza fisica nei siti nucleari russi dagli anni ’90.” In ottica statunitense, infatti, Mosca considera necessarie le sue capacità nucleari per mantenere la deterrenza e raggiungere i suoi obiettivi in un potenziale conflitto contro gli Stati Uniti e la NATO, e vede un deterrente credibile per le armi nucleari come il garante finale della Federazione Russa che sta costruendo un insieme ampio, diversificato e moderno di sistemi non strategici in grado di fornire testate nucleari o convenzionali. 

Cyber

“Valutiamo che la Russia rimarrà una delle principali minacce informatiche in quanto affina e impiega le sue capacità di spionaggio, influenza e attacco.” Mosca, infatti, stando alle considerazioni del team di esperti ha già dimostrato, almeno in parte, il suo potenziale nel minacciare le infrastrutture critiche degli Stati Uniti e dei paesi partner, compresi i sistemi di controllo industriale. La capacità russa di colpire asset strategici importanti desta non poca inquietudine anche per il fatto che Mosca tende a considerare gli attacchi informatici un’opzione accettabile per scoraggiare gli avversari, controllare l’escalation e perseguire i conflitti. 


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Spazio 

Se la Repubblica Popolare Cinese rappresenta una nuova minaccia alla supremazia spaziale a stelle e strisce, la Russia rimane un concorrente chiave in questo dominio, mantenendo una vasta rete di satelliti di ricognizione, comunicazione e navigazione. La politica del Cremlino in ambito spaziale si concentrerà sull’integrazione dei servizi spaziali, posizionamento, navigazione e temporizzazione (PNT), geo localizzazione e ricognizione. Resta materia di grande interesse per gli analisti statunitensi l’attività di addestramento e l’implementazione di armi antisatellite (ASAT) capaci di minare il predominio USA.  

Stefano Lioy,
Geopolitica.info