L’America senza centro
L’America senza centro - GEOPOLITICA.info

Se c’è una corrente che, mentre nuotiamo, ci spinge al largo possiamo cavarcela soltanto se riusciamo a contrastarla vigorosamente. Se in una democrazia giungono al governo un leader o una forza estremista, si mette inevitabilmente in moto una dinamica ben conosciuta: l’opposizione viene sospinta, dall’estremismo del governo, verso posizioni estreme. In questo caso, delle due l’una: o l’opposizione riesce a contrastare la corrente che la imprigiona e la trascina in quella direzione oppure essa è spacciata. Alle elezioni successive non ci sarà partita: il governo uscente vincerà a man bassa.

È il meccanismo che consentì alla leader del partito conservatore Margaret Thatcher, vinte le elezioni del 1979, di rimanere primo ministro della Gran Bretagna fino al 1990. Neppure con il suo ritiro, peraltro, l’epoca del predominio conservatore si interruppe. Le succedette il conservatore John Major che governò fino al 1997. Che cosa era accaduto? Era accaduto che la vittoria di un governo ultra-conservatore, quello della Thatcher, aveva spinto, per contraccolpo, troppo a sinistra il partito laburista. Esso perse il legame con gli elettori più centristi. Il risultato fu che i conservatori non furono più seriamente sfidabili fino a quando, nella seconda metà degli anni Novanta, la guida del Labour non passò nelle mani del «centrista» Tony Blair.

LEGGI L’ARTICOLO

Leggi anche