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TematicheCina e Indo-PacificoL’altra crisi: perché preoccupa Taiwan

L’altra crisi: perché preoccupa Taiwan

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Non solo Ucraina e Palestina. C’è un altro focolaio di potenziale crisi che preoccupa gli osservatori internazionali: Taiwan. Sono passate appena due settimane dall’elezione di Lai Ching-Te del Partito progressista democratico favorevole all’indipendenza dalla Cina, e già non si contano le dichiarazioni reciproche tra Cina e Stati Uniti su Taiwan. Nonostante il nuovo presidente della Repubblica di Cina (l’altro nome di Taiwan) si insedierà a Taipei il prossimo 20 maggio.

Articolo precedentemente pubblicato su The Watcher Post e qui consultabile.

Cosa preoccupa la popolazione di Taiwan
Lai Ching-Te ha chiarito subito dopo l’elezione a Presidente della Repubblica che auspica il prosieguo del sostegno militare americano, rafforzando la capacità di autodifesa di Taiwan, nel quadro delle tensioni con la Cina. In cima alle rassicurazioni in termini di sicurezza che gli abitanti di Taiwan vorrebbero dagli USA c’è il pattugliamento aereo e navale dell’area. In fondo alla classifica dei desideri (al momento) la fornitura o vendita di armi made in USA. In questo dettaglio si comprende tutta la differenza che c’è tra la situazione asiatica e quella ucraina. Il sentiment sulle preoccupazioni della popolazione taiwanese è stato reso noto da uno studio dell’Academia Sinica di Taiwan, presentato a Roma durante la tavola rotonda “Taiwan 2024. The development of US-Taiwan-China relations after the elections”, che si è tenuta presso il Centro Studi Americani di Roma, organizzata in collaborazione con il think tank Geopolitica.info.

Le ultime schermaglie Cina-USA
La Cina ha accusato gli Stati Uniti di “abusare” delle leggi internazionali, effettuando manovre navali militari nello Stretto di Taiwan e nel Mare del Sud della Cina. Gli Stati Uniti rispondono che le azioni condotte sono in linea col diritto internazionale che garantisce la libertà di navigazione. E’ chiaro a tutti che le manovre USA intendono rappresentare un deterrente nei confronti delle potenziali intenzioni militari cinesi, visto che la Cina considera Taiwan territorio cinese. E solamente nelle ultime 24-48 ore secondo il MInistero della Difesa di Taiwan la Cina avrebbe inviato 18 aerei e 6 navi militari nei pressi di Taiwan. Oltre a 3 palloni aerostatici che sono stati rilevati nei pressi di Keelung e Pingtung, a nord e sud dell’isola. Da inizio anno le forze armate della Cina hanno inviato nei pressi di Taiwan 223 aerei militari e 106 navi da guerra. Taiwan sarà al centro dei colloqui di Bangkok tra il massimo diplomatico cinese, Wang Yi e il Consigliere per la Sicurezza nazionale americano Jake Sullivan.

Tenere alta l’attenzione su Taiwan è interesse di tutta la comunità internazionale che ha a cuore la pace. Un’altra crisi come quelle ucraina e palestinese non converrebbe a nessuno.

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