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L’adattamento ai cambiamenti climatici nelle città africane tra sicurezza e sviluppo

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Nonostante le città ricoprano solamente il 3% della superficie della Terra, esse emettono il 78% delle emissioni di anidride carbonica globali e sono responsabili del 60% del consumo di acqua potabile. Negli ultimi anni, città quali Lagos in Nigeria che conta oltre 21 milioni di abitanti, stanno vivendo un aumento esponenziale delle temperature a causa delle cosiddette isole di calore urbano e del cambiamento climatico. Per rallentare questi trend cosa stanno facendo le megalopoli africane per mitigare il cambiamento climatico e quali sono gli step necessari da compiere per proteggere le popolazioni locali?

Attualmente, circa 4 miliardi e mezzo di persone nel mondo vivono in città altamente vulnerabili dal cambiamento climatico. Tra le cause principali di mortalità vi sono inondazioni ma anche siccità, indirettamente collegate a ondate di calore estreme. I fenomeni climatici estremi sono poi causa anche di problemi di salute della popolazione; un numero crescente di persone soffre di malattie trasmesse dall’acqua, come ad esempio il colera, oppure trasmesse da vettori, come il caso della malaria e la febbre dengue. In aggiunta, il persistere del vasto utilizzo di combustibili fossili nei Paesi del cosiddetto Global South causa oltre 5 milioni di decessi all’anno. Insicurezza alimentare e scarsità idrica provocate dal cambiamento climatico peggioreranno la malnutrizione e le malattie correlate in molte regioni africane, dove attualmente circa 86 milioni di persone utilizzano fonti alimentari grezze provenienti da foreste o fattorie per gran parte della loro dieta.

L’adattamento ai cambiamenti climatici delle città africane

Molte megalopoli africane hanno iniziato a chiedere ai loro cittadini di ridurre la quantità di risorse consumate per limitare di conseguenza le emissioni di gas effetto serra. Ad esempio, la municipalità di Nairobi ha dato agli abitanti degli incentivi per l’installazione di pannelli solari negli edifici. Inoltre, Nairobi ha anche ampliato e migliorato il suo sistema di trasporto pubblico, compresi i corridoi di transito rapido degli autobus e i servizi ferroviari per i pendolari, come hanno fatto Lagos, Accra e Johannesburg. Ciò riduce il traffico, l’inquinamento atmosferico e le emissioni dei veicoli privati. Un altro esempio è Addis Abeba che ha avviato programmi di riforestazione e sviluppo di infrastrutture verdi per lo stoccaggio del carbonio. Città del Capo, in Sudafrica, è una delle poche città africane ad avere un piano d’azione per il clima con obiettivi a livello municipale per ridurre le emissioni. Ha messo, infatti, in atto misure di conservazione dell’acqua che possono essere un modello per altre città. Nel Sahel, alcune città stanno sviluppando modelli di dati clima-salute che forniscono aggiornamenti regolari sul riscaldamento del clima, al fine di creare sistemi di allerta precoce che prevedano le ondate di calore e ne anticipino gli effetti sulla salute. Città come Accra, in Ghana, hanno messo a punto strategie di gestione delle pianure alluvionali per ridurre al minimo i danni delle inondazioni. Tali azioni di adattamento al cambiamento climatico sono essenziali in molte megalopoli africane e per tale motivo i finanziamenti per il clima sono indispensabili per consentire ai governi nazionali e alle autorità locali di finanziare l’ammodernamento delle infrastrutture, la risposta ai disastri, le iniziative di salute pubblica e la ricerca e il monitoraggio dei cambiamenti climatici. Le politiche di adattamento non solo salveranno vite umane, ma si stima possano anche risparmiare denaro, riducendo i costi derivanti dai danni dei cambiamenti climatici. Un investimento di 280 miliardi di dollari entro il 2050 in misure di adattamento potrebbe generare 1.100 miliardi di dollari di benefici per le città di Etiopia, Kenya e Sudafrica e creare 210.000 nuovi posti di lavoro in più rispetto allo stesso investimento in combustibili fossili.

Tra presente e futuro della lotta ai cambiamenti climatici nelle città africane 

Infine, per poter rendere ancora più efficaci le misure di mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico è necessario anche un contributo attivo da parte degli abitanti delle megalopoli. Scelte di vita sostenibili, risparmio energetico e iniziative di potenziamento della resilienza della comunità possono essere d’aiuto. Ad esempio, i cittadini possono creare giardini sui tetti degli edifici. Questi aumentano lo spazio verde urbano, migliorano la salute mentale, riducono gli effetti dell’isola di calore urbana, migliorano la qualità dell’aria e forniscono habitat per gli insetti impollinatori e la fauna selvatica. Questi tetti catturano l’anidride carbonica, riducono l’energia necessaria per raffreddare gli edifici, assorbono e trattengono l’acqua piovana. Forniscono un senso di appartenenza alle comunità e un senso di empowerment nel partecipare all’azione per il clima. Tali azioni comunitarie devono essere combinate con iniziative su larga scala, sostenute dai governi locali. Nelle città africane, gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute richiedono un’attenzione urgente. Dall’aumento delle temperature all’incremento dell’inquinamento atmosferico, i centri urbani sono campi di battaglia in prima linea. I governi devono intraprendere un’azione decisiva. Devono investire in infrastrutture verdi, promuovere l’energia pulita e rafforzare i sistemi sanitari per salvaguardare le persone e il pianeta.

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