La virata a destra della Polonia

Il partito della destra euroscettica Diritto e Giustizia (PiS)dei gemelli Kaczynski vince le presidenziali in Polonia con Andrzej Duda, dopo nove anni di presidenza Borislaw Komorowski di Piattaforma civica (PO) il partito centro liberal europeista, i polacchi decidono di affidarsi al populismo ultranazionalista. Registrando una bassa affluenza alle urne pari al 49,4%.

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Andrzej Duda sconfigge il rivale in carica Komorowski esponente del partito Piattaforma Civica(PO) e diventa il nuovo Presidente della Polonia, dopo quasi un decennio è una grande vittoria per il partito Diritto e Giustizia (PiS) fondato dai gemelli Kaczynski.

Al primo turno la differenze tra i due candidati era stata minima, 34,7% per Duda contro il 33,7% di Komoroswski; al ballottaggio Duda ha vinto con il 53% dei voti contro il 48% del suo sfidante.

43 anni compiuti il 16 maggio, avvocato proveniente dal sud della Polonia, da Cracovia, Duda inizia la sua carriera politica nel 2000 tra le fila del partito di centro Unione della Libertà, nel 2005 entra nel partito Diritto e Giustizia (PiS).

Riceve il suo primo incarico istituzionale nel 2006 diventando viceministro della giustizia nel governo di Jaroslaw Kaczynski. Durante il mandato come presidente della repubblica di Lech Kaczynski, Duda ricopre la carica di segretario di stato. Nel 2011 viene eletto deputato nelle fila di Diritto e Giustizia (PiS) e nel 2014 eurodeputato. Membro dell’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, è un conservatore, ultranazionalista, vicino alla Chiesa Cattolica e profondamente anti-europeista.

In Polonia, il primo ministro guida il Governo, il Presidente ha compiti limitati, ma è capo delle forze armate ed ha un rilevante potere di veto sulle leggi approvate dal Parlamento, che può superare la contrarietà del presidente solo con un’ampia maggioranza; inoltre svolge un ruolo di rilevante importanza in politica estera e nel controllo sulla direzione della Banca Centrale.

La vittoria di Duda è un serio avvertimento per il governo filo-Unione Europea della premier Ewa Kopacz (PO), al governo dal 2007, in vista delle elezioni parlamentari che si terranno il prossimo autunno. Si preannunciaun importante cambiamento in seno alla sesta più grande economia dell’Unione Europea, vincendo anche le politiche di ottobre Diritto e Giustizia (PiS) potrebbe ristabilire la situazione creata nel 2007 con Presidente (Lech Kaczynski) e primo ministro (Jaroslaw Kaczynski) dello stesso partito, la Polonia continuerebbe la sua svolta a destra iniziata con l’elezione di Andrzej Duda.Ciò comporterebbe rilevanti cambiamenti sia interni che esterni.

Nonostante in quest’ultimo decennio la Polonia si sia affermato come un paese leader e fortemente integrato alle politiche Comunitarie, riconosciuto anche dalla nomina di Presidente del Consiglio europeo di Donald Tusk ex leader di Piattaforma Civica; non si comprende il drastico cambio di rotta avvenuto in quest’ultima tornata elettorale, spostando il paese su un’idea politica antieuropeista.

Negli ultimi anni il paese ha goduto di una crescita economica quasi ininterrotta, continua a registrare tassi di crescita nettamente superiori alla media europea; è l’unico Stato membro dell’Unione Europea che ha evitato la recessione durante la crisi finanziaria.

A dispetto di questi passi avanti fatti dalla Polonia, diversi problemi affliggono la popolazione; l’assistenza sanitaria pubblica non riceve i necessari finanziamenti eil sistema fiscale danneggia in modo sproporzionato i meno abbienti. Per le famiglie è difficile conciliare il ruolo di genitore con il lavoro in quanto il paese è carente per quanto riguarda le strutture di custodia dei bambini. I giovani laureatispesso hanno difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro e la disoccupazione giovanile è al 24%, ben al di sopra della media indicata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).I giovani sanno che emigrando in paesi come Germania o Regno Unito riescono a guadagnare stipendi nettamente superiori, dall’ingresso della Polonia nell’Unione Europea nel 2004 sono emigrati più di due milioni didi polacchi.

Nonostante la stabilità economica del Paese, la popolazione ha espresso la propria insoddisfazione per la classe politica che ha governato il paese in questi ultimi anni, in particolar modo i giovani vedono i politici distanti dalla società civile, ma soprattutto sono insoddisfatti di vedere una Polonia legata ad un’Europadipendente dalle scelte di Berlino.

Duda durante la campagna elettorale ha promesso di rispondere alle preoccupazioni dei giovani e dei meno giovani dichiarando di voler aumentare i salari e revocando una legge impopolare che aumenta l’età pensionabile a 67 anni. Si è impegnato a sostenere gli agricoltori,eha riconosciuto le difficoltà delle famiglie offrendo sostegno finanziario a coloro che hanno famiglie numerose. Cattolico praticante è un fermo oppositore ditematiche quali aborto, matrimonio omosessuale e fecondazione assistita.

Il leader conservatore è un patriota nazionalista fermo sostenitore dell’alleanzacon gli Stati Unitie ritiene necessario un aumento delle basi Nato permanenti per migliorare la sicurezza sul lato orientale del paese, l’obiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sia della Nato che dell’Ue su quello che il paese percepisce come un’impellente minaccia, la Russia. Critica il suo predecessore di aver trascurato l’alleanza con gli Stati Uniti e di non aver investito abbastanza risorse per il miglioramento della difesa. In politica estera Duda sostiene che la Polonia debba difendere i propri interessi nazionali e propone il mantenimento della moneta polacca. E’ un fermo sostenitore del rilancio dell’industria polacca, che si basa su riserve nazionali di carbone fortemente inquinanti, anche se questo significa scontrarsi con la politica climatica dell’Unione Europea.Diritto e Giustizia (PiS) si è sempre presentato come un partito che antepone gli interessi nazionali a quelli comunitari.

Le vittorie di Andrzej Duda e David Cameron molto probabilmente avvicineranno Varsavia a Londra, segnale questo inquietante per l’Europa di Angela Merkel, in quanto la Polonia è vista come punto di riferimento dai paesi dell’Europa dell’est. L’influenza della Polonia in Europa è inoltre sottolineata dalla nomina a Presidente del Consiglio Europeo dell’ex Premier polacco Donald Tusk (PO).

E’ evidente come la vittoria dei conservatori euroscettici possa avere ripercussioni sull’Unione Europea e sull’Alleanza Atlantica, in quanto la Polonia di Komorowski era un alleato fondamentale ed un interlocutore affidabile per l’Europa, Duda al contrario proporrà una politica estera distante dalle linee indicate dall’UE. Il Presidente polacco vuole garantire all’Ucraina un sostegno militare oltre che politico, ritiene fondamentale rafforzare i legami con i paesi che vedonola Russia una minaccia reale, ritenendo che Germania, Francia ed Italia non abbiano compreso e condiviso i timori e le aspirazioni di Varsavia.

L’esito delle elezioni polacche ha evidenziato come l’Unione Europea abbia perso il suo appeal e la sua spinta propulsiva, per invertire questo trend è necessario che l’Europa rassicuri la Polonia e i Paesi dell’est sulla Russia, da loro percepita come una minaccia. Allo stesso tempo sarà impossibile interrompere i dialoghi con Mosca, in quanto non è possibile pensare una strategia sulle politiche energetiche e sulla sicurezza senza la Russia.