La supremazia quantistica: un nuovo terreno di scontro tra USA e Cina

Alla fine di settembre è stato pubblicato, e poi ritirato, un articolo sul sito della NASA in cui Google affermava di aver raggiunto un traguardo epocale. Il computer quantistico e più in generale le tecnologie quantistiche hanno un evidente doppio utilizzo che le rende una risorsa strategica per gli apparati di intelligence. Questo è solo l’inizio di un nuovo fronte nello scontro tra l’aquila e il dragone.

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L’annuncio
Di supremazia quantistica si era accennato pochi mesi fa in un articolo su questo sito. Il 20 Settembre si è dato per la prima volta annuncio del raggiungimento di tale traguardo. È infatti apparso brevemente sul sito della NASA un articolo firmato da “Google AI quantum and collaborators” in cui si fa il primo accenno di raggiungimento della supremazia quantistica. L’articolo è stato prontamente ritirato e c’è da ringraziare il Financial Times per averlo salvato. Attualmente può essere letto al seguente link.

Interessi militari sulle tecnologie quantistiche
Cosa significa aver raggiunto tale traguardo? Se lo studio fosse confermato significherebbe che per la prima volta un computer quantistico è in grado di eseguire un calcolo impossibile per un computer classico. Nello specifico Sycamore, il computer quantistico di Google, è stato in grado di risolvere in 200 secondi un calcolo che Summit, il più potente supercomputer del mondo, avrebbe risolto in circa 10.000 anni. Il calcolo consisteva nel definire se una sequenza di numeri casuali lo fosse davvero. Questo risultato è reso possibile dal diverso modo in cui operano i computer quantistici, se infatti si deve trovare un numero all’interno di una rubrica, ciò che ogni computer classico fa è di scorrere i numeri uno ad uno, senza alcune distinzioni tra uno smartphone e un supercomputer. Un computer quantistico è in grado invece di leggerli in parallelo, tutti. Sostituendo il termine “numeri in una rubrica” con “password” si capisce la potenziale portata e l’ovvio interesse militare in questa tecnologia.

Il dragone alla ricerca dei quanti
Le nazioni più attive nello sviluppo di tecnologie quantistiche sono ovviamente USA e Cina, se infatti gli USA nel 2018 sono primi per numero di brevetti nella categoria “quantum computing”, il paese del dragone registra nello stesso anno quasi il doppio dei brevetti nella categoria “quantum technologies”, 492 contro 248. Attualmente alla University of Science and Technology of China, il fisico cinese Pan Jian-Wei guida un gruppo di 130 scienziati, accompagna regolarmente il presidente Xi Jinping lungo i corridoi dell’università ed è in procinto di ricevere un finanziamento di 400 milioni di dollari per aprire un centro di ricerca dedicato nella provincia di Anhui. Pechino non sta lesinando sforzi e investimenti, se infatti l’Unione Europea ha puntato complessivamente 1.2 miliardi di dollari nel quantum computing, la Cina ha speso circa 10 miliardi solo per il nuovo centro di ricerca di Hefei, che aprirà nel 2020.

Attacco e difesa
Intanto, se gli USA giocano in attacco con il quantum computing, la Cina gioca in difesa con lo sviluppo di satelliti e comunicazioni sicure, basate ovviamente sulla tecnologia quantistica. Jonathan Dowling, professore di fisica della Luisiana State University, ha affermato infatti che in pochi anni la Cina potrebbe diventare un buco nero, impossibile da ascoltare grazie alle comunicazioni quantistiche. Ciò è possibile perchè ogni tentativo di “origliare” una comunicazione ne influenzerebbe lo stato quantistico, rendendo palese il tentativo di intercettazione.

Il futuro quantistico
Questi scenari sono tuttavia ancora distanti nel tempo, in quanto questi computer hanno delle limitazioni che ne impediscono l’utilizzo corrente. I processori devono infatti essere tenuti a temperature prossime allo zero assoluto (-273.15°C) e la benchè minima variazione di temperatura, o interferenza elettromagnetica, ne farebbe collassare stato quantico. Gli apparati di intelligence di USA e Cina, ma non solo, sono ovviamente molto interessati ed è solo una questione di tempo affinchè ci sarà una prima applicazione sul campo.

 

 

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