La Sapienza per i diritti umani: al via il master “Social sciences and humanitarian affairs”

Ha preso ufficialmente inizio la nuova edizione del Master “Social sciences and humanitarian affairs”, che l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” organizza dal 2006 insieme alla Cooperazione italiana allo sviluppo del Mae e all’Unesco con l’obiettivo di creare un luogo di incontro tra studenti israeliani e palestinesi. Alla cerimonia di inaugurazione hanno partecipato il Rettore Prof. Luigi Frati, il Pro Rettore Vicario Prof. Antonello Folco Biagini e un nutrito gruppo di studenti. Per comprendere meglio la storia di questa esperienza e gli obiettivi che i suoi organizzatori si sono prefissi per il futuro abbiamo incontrato il coordinatore accademico del Master, il Prof. Manuel Castello.
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Il Master in “Humanitarian Affairs and Crisis Management” rappresenta uno dei progetti di formazione più ambiziosi attivato presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Quali sono i suoi obiettivi principali?
Questo Master ,che è arrivato alla sua 4a edizione è sicuramente un fiore all’occhiello della Sapienza. Iniziato nel 2006 ,finanziato dal Ministero degli AaEe italiano attraverso l’Unesco, annovera già ben 100 studenti (50 israeliani e 50 palestinesi)  tra i suoi allievi. Come si può desumere del programma comprende diverse aree quali ambiente, sviluppo sociale, demografia e salute pubblica ; scienze sociali, affari umanitari e cooperazione universitaria; economia e sviluppo. Oltre all’utilità dell’insegnamento lo scopo principale è quello di far convivere israeliani e palestinesi sotto lo stesso tetto, che conduce alla fine del corso a che diventino amici.

 Nel corso dell’esperienza del Master quale impressione ha ricevuto dall’interazione tra studenti israeliani e studenti palestinesi?
Dopo la convivenza a Roma ,all’inizio di 3 mesi e  ora di due, realizzano che sono simili, studenti della stessa età e di lì l’amicizia che segue. 

Più in generale, quali sono a suo giudizio le aree prioritarie per la cooperazione internazionale italiana?
Noi abbiamo fatto molta cooperazione con il Medio Oriente (Bosnia, Israele e Palestina, Libano) Recentemente abbiamo collaborato con l’Università di Palermo con una Scuola d’Infermieri in Etiopia. Credo che la nos tar cooperazione si debba orientare specialmente verso i paesi del Mediterraneo e di alcuni paesi del Africa che hanno avuto una influenza italiana.

Per concludere, quali risultati si aspetta che il Master raggiunga nel futuro?
Anche se è una goccia d’acqua nel mare , la conoscenza e l’amicizia reciproca penso siano i risultati principali da raggiungere.Oltre a ciò bisogna aggiungere il fatto che chi ha studiato in Italia ,in questo caso alla Sapienza, rimane per tutta la vita in un certo senso attaccato al nostro paese.