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NewsLa privatizzazione militare: i “contractors”

La privatizzazione militare: i “contractors”

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Ucraina: chi sono i “contractors” incaricati per uccidere Zelensky? È pressoché certa la presenza dei mercenari della Wagner nell’incursione Russa in Ucraina: secondo la stampa internazionale si mescolano tra i civili o si vestono da soldati ucraini con anche l’incarico di creare attacchi pretestuosi a soldati russi giustificandone così eventuali ritorsioni. Negli ultimi giorni però l’obiettivo principale sembra esser quello di uccidere il presidente Zelensky e altre figure di alto profilo istituzionale e militare. 

I “contractors”

Dalla fine della guerra fredda, in molti paesi si è assistito alla generalizzata ristrutturazione delle forze armate e alla riduzione dei bilanci della difesa che ha portato ad una modificazione dei settori militari. Sono nati così eserciti professionisti, ovvero un’outsourcing delle attività militari, che ha portato sul mercato una schiera di ex soldati contribuendo all’espansione del fenomeno delle compagnie militari private. Questo fenomeno ha consentito alle dinamiche di mercato di accompagnarsi al pensiero strategico degli Stati. Vengono denominate “compagnie militari private”o”contractors” tutte quelle società di natura privata che erogano servizi legati all’ambito militare: armano e equipaggiano sofisticatamente il personale, al fine di svolgere azioni di supporto all’esercito, in accordo con i governi impiegati in operazioni militari all’estero. Quando un paese entra in guerra deve mettere in conto della necessità di una grande quantità di personale da dispiegare sia in prima linea che nel supporto logistico, a tal fine per aumentare il numero dei suoi effettivi può ricorrere all’obbligatorietà dell’azione militare o ai “contractors”. In diversi teatri bellici il loro uso è piuttosto consistente, in particolare la presenza in Siria,Afghanistan,Ucraina e Iraq è nota per il supporto logistico alle azioni ad alta intensità : diversi attori statali si avvalgono dei loro servizi in quanto, molto spesso, più economici e di maggiore efficacia di un esercito regolare. Il ricorso massiccio ai “contractors” ha fatto si che nascessero delle compagnie private che offrono servizi nel settore della sicurezza: dall’addestramento sia militare che logistico all’intervento nei teatri di guerra diventando nel tempo delle vere e proprie forze armate parallele al servizio di superpotenze che non vogliono o non possono impiegare i propri soldati. L’industria della sicurezza privata genera un giro d’affari vicino ai quattrocento miliardi di dollari e ha assunto una rilevanza non solo economica ma anche politica simile a quella di forze armate parallele.

Gli USA e la Blackwater

Nel 1997 è stata istituita a Reston la Blackwater, ora Academi, considerata una delle maggiori compagnie militari private del mondo che opera per conto degli Stati Uniti d’America. Arruola prevalentemente ex-militari, con una preparazione nella tutela di personale diplomatico in teatri di guerra, nell’ordine di circa trentacinquemila unità all’anno. Ha partecipato alle guerre in Iraq e Afghanistan nel 2004 ricevendo pesanti critiche per le politiche operative aggressive tenute dai suoi agenti e per le tattiche preventive e dissuasive molto pericolose per la popolazione come la strage avvenuta a Baghdad nel settembre 2007 per mano di quattro uomini della Blackwater al servizio di protezione dell’ambasciata americana che uccisero diciassette civili innocenti. A causa di questi scandali la compagnia decise di cambiare in Xe Services in seguito modificato in Academi.

La Russia e la Wagner

La compagnia di “contractors” più nota in Russia è la Wagner e sebbene le iniziative mercenarie siano tecnicamente illegali secondo la costituzione russa sono diventate in realtà una componente chiave della guerra ibrida di Mosca e sono un mezzo che permette al Presidente Vladimir Putin di realizzare i suoi obiettivi politici senza intervenire direttamente. In un recente rapporto del Centro per gli Studi Strategici ed Internazionali (CSIS) queste società di sicurezza sono nelle mani di oligarchi vicino al Cremlino come il proprietario del gruppo Wagner, Yvgenij Prigozhin, che è molto vicino a Putin. La legislazione Russa non permette di delegare questioni di sicurezza e difesa che restano appannaggio esclusivo dello stato, pertanto la sede legale della società Wagner si trova a Buenos Aires mentre il loro centro di addestramento e reclutamento si trova a Molkino,nella Russia meridionale, in un campo vicino ad una base dei servizi di intelligence (GRU) . Da un punto di vista militare i “contractors” sono particolarmente addestrati in quanto ex membri delle forze di sicurezza sovietiche e russe inoltre il loro impiego è meno rischioso rispetto allo spiegamento di soldati russi nel caso in cui muoiano in combattimento. Sono nel tempo diventati una importante fonte nella raccolta di informazioni di intelligence in grado di svolgere attività clandestine. 

La prima apparizione del gruppo Wagner in Europa risale al conflitto ucraino del 2014, impiegato al fianco delle truppe russe per l’operazione di invasione della Crimea. Secondo il rapporto del CSIS il suo ruolo era quello di destabilizzare e poi consolidare il controllo sulla Crimea e sul Donbass, a supporto delle repubbliche separatiste di Donets’k e Luhans’k, facendo pressioni su Kiev e i suoi alleati negando ogni coinvolgimento ufficiale russo. Nel conflitto Libico il ruolo del gruppo Wagner era principalmente quello di difendere gli interessi russi nel paese usando i mercenari per sostenere Haftar e rafforzare l’influenza diplomatica russa che ora deve esser ascoltata in qualsiasi tentativo di risoluzione del conflitto. Nell’America del Sud i “contractors” appartenenti alla Wagner difendono gli interessi e le società russe in Venezuela e dal Gennaio 2019 una parte di loro sono schierati per difendere il Presidente del paese Nicolàs Maduro.


Sviluppi recenti

Negli ultimi anni vi è stato un netto cambiamento nell’impiego dei “contractors” difatti la Cina,al fine di tutelare i propri investimenti esteri, utilizza le compagnie militari private in maniera molto accorta per sorvegliare lo sviluppo degli ambiziosi progetti infrastrutturali legati alla “Belt and Road Initiative”. Gli uomini arruolati da Pechino non hanno la possibilità di essere armati o di aprire il fuoco, l’utilizzo di armi è consentito dalla Repubblica Popolare Cinese solo in casi di estrema necessità. Tra le maggiori compagnie di “contractors” impiegate troviamo la DeWe specializzata in evacuazione di personale in situazioni di pericolo, ha portato a termine una missione di salvataggio nel Sud del Sudan evacuando a Nairobi nel 2016 il personale della China National Petroleum Corporation.

Fra le compagnie di sicurezza con maggiori introiti al mondo troviamo la G4S con sede a Londra, offre una moltitudine di servizi ed è nota soprattutto per le polemiche sorte a causa di maltrattamenti durante il loro operato nelle prigioni e nei centri di immigrati nella Gran Bretagna. Non vi è noto il loro coinvolgimento all’estero ma il fatturato annuo e le varie sedi sparse nel mondo, anche in aree a rischio, ne fanno una compagnia di contractors a tutti gli effetti.

In America Latina nacquero delle organizzazioni paramilitari al fine di tutelare i privati cittadini contro la criminalità, vennero poi impiegate per contrastare i movimenti terroristici insurrezionali diventando delle vere e proprie polizie private. Nessun governo ha ritenuto necessario il loro intervento all’estero nonostante le loro potenzialità non siano dissimili alla russa Wagner o all’americana Academi.

I gruppi militari privati e le compagnie di sicurezza costituiscono quindi per le più grandi potenze mondiali un mezzo importante per espandere la propria influenza all’estero dando la possibilità al governo di dichiararsi estraneo alle azioni.

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