La “priorità assoluta” della cybersecurity e la rivoluzione tecnologica nell’Interim National Security Strategic Guidance

La chiave di lettura del documento, per quanto concerne il dominio cibernetico, sta nella rivisitazione strutturale del framework cibernetico internazionale, con la creazione di una vera e propria “cultura dell’innovazione” a guida statunitense. Così come, a detta di Edward Snowden in Errore di Sistema, dopo l’11 settembre i “nerd [ndr ingegneri informatici] presero le redini del mondo” con l’avvio dei grandi programmi di cyberspionaggio a guida delle agenzie di intelligence americane, ad oggi l’investimento in “scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, economia e finanza” è di rilevanza strategica per la superiorità degli Stati Uniti.

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Una panoramica sulla sicurezza digitale globale

Lo scenario all’interno del quale si colloca la Interim National Security Strategic Guidance (per un’analisi più approfondita qui) è quello del contrasto a minacce che “non rispettano né confini, né muri”. Tra queste, prima tra tutte la pandemia, seguita dalla crisi climatica e dalle minacce cyber e digitali. È possibile individuare la centralità di questi tre argomenti lungo l’intero documento, capitanati dalla necessità di ripristinare la leadership statunitense in ambito internazionale, come best practice democratica.

Se le democrazie sono sotto assedio, allora la ricetta democratica americana sembra essere la soluzione per contrastare le “forze anti-democratiche che utilizzano la misinformazione e la disinformazione” per indebolire le democrazie di tutto il mondo. Al fine di salvaguardare l’ordine internazionale dalle nuove minacce, rappresentate sia da potenze come Cina e Russia, ma anche da attori non statali, è necessario rafforzare i rapporti con tutti gli Stati democratici. Non solo, l’amministrazione Biden, insieme ai partner alleati, prospetta una modernizzazione dell’architettura stessa della cooperazione internazionale, così che sappia reagire alle minacce informatiche e all’autoritarismo digitale.

I fronti sui quali si concentrerà la corsa al primato nella rivoluzione tecnologica saranno:

  • Sviluppo delle tecnologie emergenti (intelligenza artificiale, quantum computing)
  • Tecnologie per la produzione di energia pulita e green
  • Biotecnologie
  • Telecomunicazioni di nuova generazione (5G)

La leadership americana si misurerà non solo in termini di investimenti in questi settori, ma anche nella ridefinizione dei framework normativi sullo sviluppo e sull’impiego di tali tecnologie, così che seguano un’implementazione dei “diritti e valori democratici” by design.

Le priorità della cyber-sicurezza nazionale americana

Come già menzionato nella definizione dello scenario globale, uno dei punti fondamentali per comprendere l’attenzione dedicata al cyberspazio è proprio l’a-territorialità delle minacce, o meglio, la capacità di ridefinire i confini materiali e immaginari degli Stati. Come dimostrato dal fatto che i “cyberattacchi e la disinformazione non rispettano alcun confine nazionale”. Ne segue che la cybersecurity sarà una “priorità assoluta”, guidata da tre principi chiave: competenza, prontezza e resilienza. È incoraggiato l’incremento della collaborazione tra settore privato e governativo, al fine di garantire la sicurezza nel cyberspazio. Questo, da solo, non sarà però sufficiente. Rimanendo nell’ottica dell’impegno sullo scenario della cooperazione internazionale dell’amministrazione Biden, diviene necessario – per gli Stati Uniti – stabilire nuove norme globali nello spazio cibernetico. In particolar modo, rendere “gli attori responsabili di attività informatiche dannose distruttive, dirompenti o altrimenti destabilizzanti, e risponderemo rapidamente e in modo proporzionato ai cyberattacchi imponendo costi sostanziali attraverso mezzi informatici e non informatici”. Non sorprende l’urgenza di definire le responsabilità e quindi di introdurre delle sanzioni, anche alla luce degli attacchi subiti nel 2020, si veda il SolarWinds Hack, da parte della Federazione Russa. Ad essere state violate, infatti, sono state le comunicazioni – nello specifico le caselle di posta elettronica – di diverse agenzie federali statunitensi, tra le quali il Pentagono, i Dipartimenti del Tesoro, del Commercio, di Stato, il Dipartimento di Sicurezza Interna (DHS) e molti altri. Un’ulteriore aggravante è rappresentata dalla scoperta di una seconda falla – stavolta sfruttata da attori affiliati al governo cinese – nella sicurezza della posta elettronica di Microsft, utilizzata non solo dalle imprese statunitensi, ma anche da clienti governativi. Mentre l’amministrazione Biden è occupata nella messa in atto sanzioni, o atti di rappresaglia, nei confronti del Cremlino, il coinvolgimento della Cina in un secondo attacco conferma l’urgenza di una ristrutturazione degli apparati sia tecnici che legislativi della cybersecurity statunitense.

Per quanto concerne il lato dell’intelligence, la Interim National Security Strategic Guidance punta alla cooperazione in ambito interno tra le agenzie. Raccordo che diviene fondamentale nella condivisione delle informazioni tra le varie agenzie di intelligence, come già emerso da programmi come l’Intelligence Community Information Technology Enterprise oICITE. Il programma coinvolge 17 agenzie statunitensi per la creazione di un cloud che permetta la condivisione, il salvataggio e l’analisi dei dati di tutte le agenzie coinvolte, cercando di evitare la gestione delle informazioni in compartimenti stagni tra le varie organizzazioni.

Le prospettive del budget per la difesa, guidate dalle sfide di “una Cina sempre più assertiva e di una Russia destabilizzante”, mirano all’eliminazione delle spese nelle tecnologie non necessarie o obsolete, così da spostare le risorse sugli investimenti in tecnologie d’avanguardia. È previsto un raddoppiamento degli investimenti in innovazione e ricerca tecnologica, così come nei salari del settore. Lo scopo, ambizioso, è quello di “costruire l’infrastruttura del XXI secolo, incluso l’accesso universale ed economico ad una rete internet ad alta velocità e reti 5G sicure”.

Nella costruzione della stabilità strategica, un nodo toccato è quello del re-impegno statunitense nelle organizzazioni internazionali e nelle Nazioni Unite, a partire del rispetto degli obblighi finanziari. Tra le issues del digitale rientrano la connettività e la governance tecnologica. Oltre alla funzione di guida nelle organizzazioni multilaterali, si auspica un dialogo significativo con Russia e Cina per le tecnologie militari emergenti.

Alessia Sposini,
Centro Studi Geopolitica.info