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21/04/2020
America Latina, Covid-19, Notizie

La pandemia blocca il processo costituzionale cileno

di Stefano Di Giambattista

Il rapido aumento di casi di COVID-19 in Cile ha indotto il Governo di centrodestra guidato da Sebastian PiƱera a rinviare il Referendum Costituzionale che si sarebbe dovuto tenere il prossimo 26 aprile. La consultazione popolare ĆØ frutto delle proteste antigovernative iniziate lo scorso ottobre, dopo l’approvazione di una legge che aumentava il prezzo del biglietto della metropolitana della capitale cilena. 

L’evoluzione del coronavirus, che sta mettendo in ginocchio Europa e Stati Uniti, non sta risparmiando nemmeno i Paesi dell’America Latina. Il numero dei contagi ha superato quota 60.000, con oltre 2600 vittime. La situazione più difficile ĆØ quella del Brasile che, nonostante le iniziali dichiarazioni tranquillizzanti del Presidente Bolsonaro, guida la triste classifica dei contagi con 22.318 casi1.  

Tra le realtĆ  più colpite rientra anche il Cile, terzo per numero di contagi, e attualmente fermo a 7.213 positivi e 80 vittime. L’aumento repentino dei casi registrato nelle ultime settimane, secondo il Governo, sarebbe legato all’attivazione di numerosi nuovi laboratori decentralizzati in grado di analizzare i tamponi. Il Presidente Sebastian PiƱera ha affermato che il picco della curva dei contagi nel suo Paese dovrebbe essere raggiunto tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio. 

L’espansione del virus ha indotto il Governo a decretare lo stato di catastrofe, blindando il paese per tre mesi e affidando la gestione dell’ordine pubblico alle Forze Armate. Tali misure, attive dal 19 marzo, ā€œā€¦permetteranno, tra le altre cose, di proteggere la catena logistica e il trasferimento di presidi medici; di garantire, da parte della produzione e della distribuzione, la normale fornitura alla popolazione; di proteggere, e proteggere meglio, le frontiereā€.  

Per questa emergenza sanitaria il Governo ha deciso, inoltre, di stanziare un pacchetto di aiuti di 11,7 miliardi di dollari (pari al 4,7% del PIL cileno), definito come utile a ā€œrafforzare le capacitĆ  del Paese di affrontare l’emergenza a livello sanitario, sociale e produttivoā€.  Il piano, come specificato dal Ministro delle Finanze Ignacio Briones, servirĆ  ovviamente a supportare il settore sanitario, dando però sostegno anche all’economia nazionale, scongiurando l’ipotesi di uno shock recessivo. Tra le aree di intervento presentate dal Ministro sono presenti ā€œla protezione dei posti di lavoro, l’iniezione di liquiditĆ  alle imprese, in particolare alle PMI, e il sostegno ai salari dei cileni più vulnerabiliā€. 

Per evitare assembramenti durante il voto e ridurre il contagio, il Parlamento ha deciso di posticipare il Referendum Costituzionale, inizialmente indetto per il 26 aprile, con il quale i cittadini avrebbero dovuto scegliere se introdurre una nuova Costituzione e, eventualmente, definire le modalitĆ  di formazione dell’Assemblea costituente. Riguardo a quest’ultimo nodo, le possibilitĆ  prospettate sarebbero due: eleggere un’assemblea composta da membri specificamente eletti, oppure un’assemblea con membri per metĆ  eletti dai cittadini e per metĆ  scelti dal Parlamento. La data prevista dovrebbe essere quella del 25 ottobre e le stesse opposizioni si sono dette favorevoli al rinvio; il Presidente del Partito Socialista, Alvaro Elizalde, infatti ha dichiarato che ā€œla salute dei cileni ĆØ la nostra prioritĆ . Stiamo affrontando una crisi che richiede di agire in modo responsabileā€. 

La consultazione popolare ĆØ il risultato della grave crisi politica e sociale che ha colpito il Cile a partire da ottobre 2019. Ad innescare le proteste contro il Governo era stata l’approvazione di una legge che stabiliva un rialzo del prezzo dei biglietti della metropolitana della capitale cilena. Dopo una fase iniziale di proteste pacifiche la situazione ĆØ degenerata, tanto che per placare la rivolta il Governo ha deciso di mobilitare l’esercito. L’obiezione nei confronti dell’inasprimento dei prezzi dei mezzi pubblici ĆØ sfociata rapidamente in richieste di altri tipi come l’elaborazione di una nuova Costituzione, in sostituzione di quella ereditata dal regime di Augusto Pinochet e ancora in vigore2, un migliore accesso al servizio sanitario e all’istruzione e l’abbandono di un sistema economico di stampo neoliberista. Una tregua alle proteste antigovernative ĆØ stata trovata solo nel mese di novembre attraverso il cosiddetto ā€œAccordo per la pace e una nuova Costituzioneā€, con il quale le forze di maggioranza e opposizione hanno programmato il Referendum. 

Attualmente non ĆØ possibile sapere quali saranno i prossimi passi del processo costituzionale cileno; molto dipenderĆ  dall’evoluzione del nuovo coronavirus nel Paese e nella regione latino-americana. Di certo, il Cile ha intrapreso una strada ben definita e sarĆ  molto difficile poter tornare indietro. 

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