La giornata delle elezioni in Myanmar

Grande partecipazione popolare e giudizi positivi da parte degli osservatori internazionali. Nei prossimi giorni i risultati finali definiranno le dimensioni della vittoria della NLD e le capacità di azione di Aung San Suu Kyi nel futuro governo birmano. La giornata delle elezioni in Myanmar si è chiusa con i festeggiamenti, sotto la pioggia, dei sostenitori della National League for Democracy davanti al quartiere generale del principale partito di opposizione.

La giornata delle elezioni in Myanmar - GEOPOLITICA.info "The Lady" (cr. foto di Stefano Pelaggi)

Aung San Suu Kyi non ha parlato alla folla che aspettava un suo discorso sin dalle prime ore del pomeriggio, ma ha lasciato il campo ad U Tin Oo che ha annunciato che il risultato dei primi spogli era buono e ha esortato i sostenitori della NLD a tornare a casa e ad aspettare i dati definitivi con calma e serenità.

Dati che probabilmente non arriveranno prima della prossima settimana, anche se i risultati provvisori che usciranno nei prossimi giorni permetteranno una buona previsione sulla composizione del parlamento birmano.

Le elezioni si sono svolte in un clima di grande organizzazione ed entusiasmo, gli osservatori internazionali erano tantissimi ed erano dislocati non solo nelle principali città ma anche nei centri più remoti. La copertura mediatica da parte della stampa estera è stata estesa e capillare, molti reporter che avevano visitato il paese con visti negli anni passati sono rimasti sorpresi dalla gentilezza di tutte le persone addette alla sicurezza. I festeggiamenti di fronte alla sede della NLD sembravano dovuti anche a questo primo, parziale ma significativo, successo.

Un corretto svolgimento delle consultazioni elettorali era un prerequisito necessario per la continuazione dello straordinario sviluppo economico che il paese ha vissuto negli ultimi tre anni, ma soprattutto è il punto di partenza per un cambiamento e una apertura del Myanmar. Lo spettro delle elezioni del 1990, quando la NLD vinse la stragrande maggioranza dei seggi disponibili ma il risultato fu annullato dalla giunta militare, aleggiava nella città ma l’ottimismo era prevalente. Lo sviluppo economico è anche legato alla fine delle sanzioni e all’afflusso di capitali stranieri iniziato dal 2012, un nuovo colpo di mano dei militari non sarebbe tollerato dalla comunità internazionale. I risultati definitivi ci diranno la misura della vittoria, che appare certa, della NLD.

Per poter ottenere una maggioranza assoluta, sufficiente per eleggere in maniera autonoma il presidente, il partito di Suu Kyi ha bisogno di almeno i due terzi dei seggi disponibili, un risultato molto difficile da ottenere. Nelle prossime settimane e nei prossimi mesi si giocherà la partita definitiva, le trattative per le alleanze e i giochi di potere costituiranno la base della elezione presidenziale. Già dalle scorse settimane in tutte le sue conferenze stampa Aung San Suu Kyi ha fatto più volte riferimento alla necessità di trovare una modalità di convivenza con il passato regime. Dichiarazioni mai esplicite o dirette, visto che si trattava pur sempre di incontri finalizzati ad ottenere un risultato elettorale ma le prese di posizione sui Rohingya e la scelta di non inserire nelle liste del partito nessun candidato di religione islamica sembrano dirette a soddisfare il clero buddista, in particolare la fazione più nazionalista.

Il Ma Ba Tha, il gruppo di nazionalisti buddisti, è stato palesemente appoggiato dalla USDP e i suoi membri hanno fatto campagna attiva per il partito di governo, ma il grande supporto che il gruppo estremista ha guadagnato in varie fasce della popolazione birmana rappresenta un pericolo per il delicato equilibrio del paese, in particolare nel caso di una schiacciante vittoria della NLD.

Le dure dichiarazioni di Suu Kyi sulla vicenda dei Rohinga sono il frutto della necessità di preservare la coesistenza tra le varie anime della società birmana, la scelta che il premio Nobel per la pace sembra preferire al momento è quella di una coesistenza pacifica tra l’apparato che ha governato per gli scorsi decenni e i nuovi quadri della NLD.