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La geopolitica indiana: il suo valore strategico per l’Occidente e cosa rappresenta per Cina e Pakistan

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La geografia e le dimensioni demografiche dell’India ne fanno un attore chiave negli affari globali: occupando una posizione dominante alla testa dell’Oceano Indiano e proiettando la sua influenza fino all’Equatore, l’India è al crocevia tra il turbolento Medio Oriente e gli attori più influenti del Sud-Est asiatico, mentre condivide un confine controverso con la Cina. 

La sua ascesa economica e la proiezione futura del suo crescente potere demografico ed economico ha aumentato esponenzialmente il valore strategico indiano per l’Occidente ed ha il potenziale di alterare l’equilibrio con i suoi vicini se non correttamente gestito. Date le capacità nucleari di Cina e Pakistan, le tensioni nel subcontinente indiano sono di rilevanza globale. 

India e Cina

È proprio il suo vicino settentrionale ad essere visto dall’India come la sua principale minaccia: le relazioni tra Cina e India sono, per la maggior parte, conflittuali. I due Paesi sono innanzitutto rivali commerciali: sono in competizione non solo per i rispettivi settori di competenza (la Cina ha la predominanza su manifattura e infrastrutture, mentre l’India su servizi e informazione), ma anche per le risorse naturali (petrolio, carbone e minerale di ferro) e per i capitali (investimenti effettuati da aziende del Nord America, Europa e Giappone). Ma i punti di attrito non finiscono qui. Entrambi i Paesi si contendono il primo posto nella catena di comando dell’Asia e sono sospettosi delle intenzioni dell’altro. 

Le tensioni esistono in ogni punto di contatto tra i due Paesi. La tensione sul confine himalayano rimane alta dopo l’umiliante sconfitta subita dall’India nel 1967: le truppe si sono scontrate per l’ultima volta nel dicembre 2022 causando la morte di quattro soldati cinesi e 20 indiani. Il confine conteso rappresenta il banco di prova per le relazioni tra India e Cina, anche in considerazione della vicinanza con il Pakistan, l’altro problematico vicino dell’India, finanziato e sostenuto dagli investimenti cinesi, e della problematica questione tibetana, con la quale l’India si intromette spesso permettendo l’ingresso di rifugiati tibetani. 

Altri focolai di tensione sono rappresentati dalle proiezioni marittime di entrambi i Paesi nei rispettivi specchi d’acqua adiacenti, l’Oceano Indiano e il Mar Cinese Meridionale. L’India ha siglato un accordo per la fornitura di armi con il Vietnam nel giugno 2023 e ha continuato ad aumentare la sua presenza nel Sud-est asiatico schierandosi con le Filippine contro la Cina nelle dispute di sovranità nel Mar Cinese Meridionale e rafforzando la cooperazione di difesa con l’Indonesia. Allo stesso tempo, la Cina ha fatto concorrenza agli Stati insulari dell’Oceano Indiano, considerati sotto l’influenza dell’India, come le Maldive e lo Sri Lanka, offrendo investimenti e sostegno finanziario. 

La lotta tra le due potenze è di interesse centrale per tutti gli altri attori del gioco geopolitico, non solo a causa delle loro massicce dimensioni demografiche, ma anche per la loro posizione di potenze nucleari e per la dimensione degli eserciti. 

India e Pakistan

L’aumento del valore geopolitico dell’India comporta dei costi potenziali per le relazioni con il vicino Pakistan, soprattutto nella regione del Kashmir. L’area è contesa dal 1947 e rappresenta una delle zone più militarizzate del mondo, attualmente divisa tra India, Pakistan e Cina. L’India ha tolto al Kashmir lo status di autonomia speciale nel 2019 e successivamente è stata denunciata per violazione dei diritti umani nella regione, tra cui l’oscuramento di internet, gli arresti domiciliari di personalità politiche e la repressione della libera espressione. Ciononostante, l’India è riuscita a far valere la propria influenza geopolitica e a mantenere le proprie relazioni con l’Occidente a scapito del Pakistan. Le notizie pubblicate non hanno infatti suscitato alcuna reazione da parte degli Stati Uniti, che hanno accolto Modi per un vertice comunitario a Houston nel settembre 2019, solo ad un mese di distanza dalle violente repressioni. 

La preminenza data dagli Stati Uniti all’India nuoce all’instabilità delle relazioni tra i due vicini e, sentendosi messo all’angolo, il Pakistan potrebbe sentirsi più incline a inasprire le tensioni con l’India. Il diverso livello di impegno delle potenze occidentali, e in particolare degli Stati Uniti, nei confronti delle due nazioni asiatiche, dovuto all’ascesa economica dell’India, potrebbe favorire un riallineamento tra i vicini ostili all’India, Cina e Pakistan, rischiando di destabilizzare la regione. 

Grazie ai suoi crescenti sviluppi, l’India ha assunto una nuova centralità nell’ordine mondiale e l’aumento della sua leva geopolitica potrebbe tradursi in una potenziale escalation di tensioni nella regione, invece di promuoverne la stabilità. Il riavvicinamento tra Cina e Pakistan potrebbe rappresentare un problema per la futura posizione geopolitica dell’India: l’architettura della regione non si sposterà semplicemente a favore dell’India e dei suoi alleati occidentali, come essi stessi credono, specialmente nel caso in cui Cina e Pakistan continueranno ad approfondire i loro legami, e i membri della comunità internazionale che stanno investendo l’India come ancora geopolitica della regione devono essere consapevoli di questa possibilità. 

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