Approfondimento: La frattura politica che divide Taiwan

Questo articolo consiste in una breve appendice all’articolo dedicato alle elezioni presidenziali di Taiwan del 2020.
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L’identità nazionale taiwanese rappresenta la più importante questione politica dell’isola e può essere considerata sia causa che conseguenza degli orientamenti dei taiwanesi sul rapporto tra il proprio Paese e la Cina Popolare. Definirsi “cinesi” o “taiwanesi”, con tutte le sfumature possibili in mezzo (ad esempio il definirsi sia “cinese” che “taiwanese”), oggi determina in larga parte l’orientamento politico e le scelte di voto degli elettori di Taiwan. A questo fattore si aggiungono poi le divisioni legate alle etnie di Taiwan che, per decenni, hanno rappresentato delle linee di demarcazione politica piuttosto importanti. Va detto che oggi, dopo decenni di sviluppo economico, convivenza, condivisione culturale e linguistica, e dopo il processo di democratizzazione dell’isola, la questione etnica ha progressivamente perso la sua centralità nel definire le preferenze politiche e/o partitiche dei taiwanesi. Tuttavia, essa oggi ancora esercita una qualche influenza sulle scelte di voto dei taiwanesi, sebbene considerazioni di carattere politico (a partire, appunto, da identita’ nazionale e rapporto con la Cina popolare) abbiano assunto un ruolo più decisivo (Achen e Wang 2017, Hsieh 2004).

Gli orientamenti identitari, quindi, si trovano alla base di quella che è la principale contrapposizione (o “frattura”, per usare un termine politologico) politica del Paese, ossia l’asse indipendenzaunificazione. Come in Occidente la contrapposizione destra-sinistra ha definito e continua a definire in larga parte i sistemi politici occidentali, a Taiwan le posizioni politiche dei partiti e degli elettori si definiscono su un asse che vede ad un estremo la prospettiva di una vera e propria unificazione politica tra Taiwan e la Cina popolare, e all’altro estremo la rinuncia di Taiwan al suo nome ufficiale (Repubblica di Cina) accompagnata dalla richiesta di essere riconosciuti formalmente dalla comunità internazionale come una repubblica indipendente.
Differentemente dai sistemi di partito occidentali, in particolare quelli europei, il sistema taiwanese si fonda su quest’unica frattura. Altre contrapposizioni – come quelle tra centro e periferia, tra centri urbani e aree rurali, tra capitale e lavoro, tra Stato e organizzazioni religiose, ossia quelle che hanno fondato i sistemi politici europei – non sembrano aver alcun tipo di influenza sul sistema politico taiwanese (McAllister 2007). 

Passando al sistema dei partiti, storicamente il Kuomintang (KMT), il partito nazionalista cinese che fu di Chiang Kai-shek, ha rappresentato la posizione “unionista”, mentre il Minjintang (meglio conosciuto come Democratic Progressive Party , DPP) ha rappresentato quella indipendentista. Tuttavia, già durante le prime libere elezioni presidenziali di Taiwan, quelle del 1996, entrambi i partiti avevano assunto profili meno radicali, lasciando ad altre formazioni minori il ruolo di araldi dell’unificazione con o dell’indipendenza da Pechino.
Questo veloce allineamento dei partiti su posizioni meno estreme fa il paio con gli orientamenti dell’opinione pubblica taiwanese, caratterizzata da una polarizzazione piuttosto limitata (McAllister 2016). La maggioranza dei taiwanesi vede, per pragmatismo o convinzione, il mantenimento dello status quo tra Cina e Taiwan come la miglior opzione politica (Rigger 2006), e buona parte di questa maggioranza difficilmente andrebbe verso posizioni che implichino scelte radicali. In poche parole, oggi i taiwanesi si dividono sul grado di cooperazione tra le due sponde dello stretto, ma condividono l’idea di mantenere cooperazione e collaborazione, quantomeno a livello economico e culturale, tra il proprio Paese e la Cina popolare.

Il fatto che il sistema politico taiwanese sia incentrato su questa frattura, e il fatto che (a livello individuale) variabili come l’etnia e soprattutto l’identità nazionale abbiano un peso decisivo nell’orientare i taiwanesi su questa contrapposizione, chiaramente, non implica che altri fattori non siano in gioco, o che di volta in volta non possano esserci temi e questioni in grado di determinare gli equilibri tra i partiti o gli orientamenti politici dei taiwanesi.

In altre parole, come in tutte le democrazie, i fattori che determinano le scelte di voto dei taiwanesi posso essere molteplici. Tuttavia, il fatto che la politica taiwanese sia così intimamente e palesemente legata a fattori etnici, identitari e politici legati ad una singola grande questione, rappresenta un aspetto estremamente interessante per chiunque sia interessato non solo a Taiwan ma allo studio del comportamento politico nelle democrazie contemporanee, asiatiche e non.

 

Riferimenti bibliografici

Achen, C., & Wang, T. (Eds.). (2017). The Taiwan Voter. Ann Arbor: University of Michigan Press. 

Hsieh, J. (2004). National identity and Taiwan’s Mainland China policy. Journal of Contemporary China, 13. 479-490. 

McAllister, I. (2007). Social Structure and Party Support in the East Asian Democracies. Journal of East Asian Studies, 7(2), 225-249. 

McAllister, I. (2016). Democratic consolidation in Taiwan in comparative perspective. Asian Journal of Comparative Politics, 1(1), 44–61. 

Rigger, S. (2006). Taiwan’s Rising Rationalism: Generations, Politics and “Taiwanese Nationalism”, Washington: East West Center.