La fine del One Country Two Systems ad Hong Kong e le reazioni occidentali

L’Assemblea nazionale del popolo (NPC) a Pechino ha approvato la risoluzione per permettere al Comitato Permanente della stessa Assemblea di redigere una legge speciale sulla sicurezza nazionale per la regione amministrativa speciale di Hong Kong. I prossimi passi saranno, probabilmente, il passaggio al Comitato Permanente e la promulgazione della legge. Passaggi che appaiono scontati e che potrebbero avvenire già nelle prossime settimane.

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Il Comitato Permanente ha ora il compito di redigere una o più leggi per punire qualsiasi attività o atto che possa mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Nella risoluzione approvata vengono menzionati atti come il separatismo, la sovversione del potere dello Stato ma anche il terrorismo. Si tratta di un disegno di legge che sembra essere molto vago e numerosi osservatori hanno sottolineato come la stessa approvazione costituirà un segnale importante. La risposta di Pechino alle rivolte che hanno attraversato l’ex colonia britannica nello scorso anno non sembra diretta ai manifestanti ma piuttosto alla popolazione di Hong Kong. La Cina vuole mostrare chiaramente ai cittadini, che si erano sostanzialmente schierati a favore delle proteste, la volontà di non permettere ulteriori manifestazioni di dissenso. Secondo la maggior parte degli analisti Pechino vuole creare una distanza tra i manifestanti e la stragrande maggioranza della popolazione. Radicalizzando le proteste e di fatto rendendo isolati i giovani che stanno continuando a manifestare. La prima impressione, ad una settimana dall’approvazione della risoluzione, sembra registrare un effettivo calo rispetto ai numeri dei partecipanti nelle proteste. Si tratta tuttavia di una dinamica estremamente pericolosa. L’età media dei manifestanti si è notevolmente abbassata e tutti i partecipanti alle proteste di piazza sembrano aver adottato una sorta di approccio fatalistico verso l’inevitabile repressione di Pechino.

Le reazioni internazionali alla scelta di Pechino di mettere di fatto fine al One Country, Two Systems che aveva regolato i rapporti tra la Repubblica Popolare Cinese e la regione amministrativa speciale di Hong Kong sono state veementi. Il testo che riportiamo qui integralmente è stato rilasciato dagli Stati Uniti, dall’Australia, dal Canada e dal Regno Unito

“La decisione della Cina di imporre una nuova legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong è in conflitto diretto con i suoi obblighi internazionali in base ai principi della Dichiarazione congiunta sino-britannica legalmente vincolante e registrata dalle Nazioni Unite. La legge proposta minerebbe il quadro di One Country, Two Systems. Aumenta inoltre la prospettiva di perseguire i crimini politici a Hong Kong e mina gli impegni esistenti a tutela dei diritti delle persone di Hong Kong, compresi quelli sanciti dal Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e dal Patto internazionale relativo ai problemi economici, sociali e culturali Diritti.  L’attenzione del mondo su una pandemia globale richiede una maggiore fiducia nei governi e nella cooperazione internazionale. La mossa senza precedenti di Pechino rischia di avere l’effetto opposto. Mentre la stabilità e la prosperità di Hong Kong sono messe a repentaglio dalla nuova imposizione, chiediamo al governo cinese di lavorare con il governo della RAS di Hong Kong e il popolo di Hong Kong per trovare una sistemazione reciprocamente accettabile che onori gli obblighi internazionali della Cina ai sensi delle Nazioni Unite– presentata dichiarazione congiunta sino-britannica”.

Si tratta di una posizione molto dura e inedita per gli alleati di Washington, nei giorni immediatamente successivi la RPC ha inviato segnali chiari di dissenso al Canada e all’Australia. Mentre le reazioni dell’Unione Europea sono apparse flebili e irrilevanti. La partita di Hong Kong sarà cruciale per l’equilibrio dell’Asia Pacifico ma anche per comprendere la reale portata dell’influenza cinese in Europa.

Stefano Pelaggi,
Sapienza Università di Roma – Geopolitica.info