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#USA2024L’uragano biondo, l’influenza di Taylor Swift sulle elezioni presidenziali...

L’uragano biondo, l’influenza di Taylor Swift sulle elezioni presidenziali americane

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Icona della musica country poi trasformatasi in una cantante maggiormente versatile, Taylor Swift rappresenta oggi l’artista musicale più importante al mondo, nonché un vero e proprio fenomeno della cultura pop. La sua popolarità è arrivata al punto tale da trasformarla nel soggetto di corsi di studio tenuti in alcune delle migliori università americane. L’enorme importanza raggiunta da Taylor Swift potrebbe risultare decisiva per influenzare le prossime elezioni presidenziali statunitensi.

La ragazza della porta accanto

Taylor Swift nasce a West Reading in Pennsylvania nel 1989 da una famiglia piuttosto facoltosa. Appassionatasi da bambina alla musica country, inizia a prendere lezioni di canto a undici anni. Dopo alcune esperienze tra cui un’esibizione allo US Open, nel 2006 sale alla ribalta con la pubblicazione dell’album Taylor Swift, che rimane in classifica nella Billboard 100 per ben 257 settimane. L’immane portata del debutto di Taylor Swift risulta legata in particolare alla sua genuinità e al suo rifiuto di piegarsi al sistema delle case discografiche. La popstar ha infatti sempre composto canzoni di tipo strettamente personale, cosa che ha permesso ai suoi fan di empatizzare con lei. In secondo luogo, la giovane cantante ha rappresentato una delle prime figure in grado di comprendere l’enorme importanza dei social media, usando massicciamente MySpace come strumento di promozione. 

Negli anni successivi l’artista ha consolidato la sua fama e si è rivelata in grado di espandere il proprio repertorio al di là della musica country, raggiungendo nuovi segmenti demografici. La cantante ha inoltre mantenuto un’immagine piuttosto sobria, evitando comportamenti spinti tipici di altre popstar, in linea con il tipico profilo della next door girl. Al contempo, Swift si è rivelata anche una capace donna di marketing, inserendo curiosi Easter egg all’interno dei suoi brani al fine di stimolare l’interesse del pubblico. Nel 2014 è stata considerata la cantante più importante al mondo. Nello stesso anno ha ulteriormente rafforzato il suo status di personaggio “anti sistema” avviando una faida con il colosso dello streaming Spotify, da lei accusato di fornire magri pagamenti agli artisti che vendevano i diritti delle proprie canzoni alla piattaforma. La popstar ha pertanto impedito alla piattaforma di distribuire il suo album, 1989, rimuovendo anche tutti i contenuti precedentemente caricati su di essa. Tale manovra che le è valso il plauso di numerosi artisti, anch’essi in polemica con le piattaforme streaming. A dispetto delle fosche previsioni iniziali, l’album è risultato il secondo più venduto del 2014. L’anno successivo l’artista ha minacciato di rimuovere l’album 1989 da Apple Music in polemica con la policy della piattaforma di non erogare pagamenti agli artisti durante i tre mesi di prova gratuita. Di fronte alla mossa della popstar, la piattaforma ha immediatamente cambiato la propria policy, evento che ha generato nuovamente il plauso di numerosi artisti.

Ormai diventata un vero e proprio fenomeno di culto, nel 2019 Swift è entrata in una disputa conseguente alla vendita della propria vecchia casa discografica, atto che aveva determinato l’acquisizione da parte degli acquirenti dei diritti sui suoi primi sei album. La popstar ha pertanto deciso di registrare questi ultimi. Tale mossa, mai provata prima su una scala così ampia, è risultata in un ennesimo enorme successo, sancendo un’altra vittoria della Swift nella sua lotta conto il sistema delle case discografiche. Nel 2022 la popstar ha occupato tutte le prime dieci posizioni della Billboard Hot 100. L’anno successivo il suo Eras Tour ha generato conseguenze economiche mai viste prima per un evento musicale. Nel 2023 la scalata della cantante, ormai divenuta oggetto di studio in alcuni corsi universitari e ispiratrice di alcune leggi, è culminata con la nomina a Persona dell’anno da parte del TIME. 

L’influenza politica

Per lungo tempo Taylor Swift ha mantenuto un profilo “apolitico”, nel 2012 la cantante dichiarò che sebbene cercasse sempre di tenersi informata, riteneva di non essere preparata per poter indicare a qualcuno chi votare, ben conscia delle sua capacità di influenzare l’opinione pubblica. Il suo costante riserbo sulle sue opinioni politiche ha determinato l’insorgere di teorie che la dipingevano come una cripto fascista, diversi siti suprematisti bianchi hanno indicato Swift come una di loro, definendola una dea ariana. Differentemente da molti colleghi la pop star è rimasta in silenzio durante le elezioni del 2016, non concedendo il proprio endorsement a Hillary Clinton. La sua postura le è valsa la critica di diversi siti liberal, i quali le hanno chiesto di chiarire le proprie idee politiche. Viceversa, diversi politici conservatori, tra cui lo stesso Donald Trump, hanno apprezzato la posizione della Swift, invitandola perfino a Capitol Hill. 

Nel 2018 la pop star ha rotto il suo lungo silenzio politico sostenendo i democratici Phil Bredesen nelle elezioni per il Senato Federale nello stato del Tennessee e Jim Cooper per il Quinto Distretto della Camera. Swift ha altresì chiarito le proprie posizioni politiche schierandosi a favore di posizioni progressiste su numerose tematiche sociali. Il post della popstar ha generato un grosso balzo nella registrazione degli elettori nella fascia tra i 18 e i 29 anni, indicando la sua rilevante influenza elettorale. Successivamente la cantante ha duramente criticato il Presidente Trump asserendo che quest’ultimo identificasse la Presidenza come un’autocrazia, dicendosi contestualmente pentita di non aver sostenuto Hillary Clinton. Nel 2020 la popstar ha ufficialmente concesso il proprio endorsement a Joe Biden, il quale è stato successivamente eletto alla Presidenza. Uno studio ha mostrato come Swift sia stata la seconda celebrità maggiormente influente nel determinare la vittoria del candidato democratico.

Il blocco Swifties

Il 53% degli americani “adulti” si definisce fan di Taylor Swift, il che la rende di gran lunga la figura pubblica maggiormente apprezzata in America, con indici di popolarità nettamente superiori a quelli di Joe Biden o Donald Trump. La popstar dispone di un fandom non solo fedele, ma anche estremamente nutrito e particolarmente incisivo a livello elettorale. Tendenzialmente i fan di Taylor Swift tendono ad identificarsi maggiormente con il Partito democratico, tuttavia, circa la metà di essi è registrata come repubblicana o indipendente. I fan della Swift tendenzialmente abitano in zone suburbane, le quali si sono dimostrate decisive in occasione delle elezioni del 2020. 

In virtù di ciò, molti ritengono che un suo eventuale endorsment potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per il presidente Joe Biden, attualmente in netta difficoltà nei sondaggi a causa della preoccupazione di molti elettori circa la sua età. Timori ulteriormente aggravati dal recente report del Consulente speciale Hur, il quale ha messo in discussione le capacità mnemoniche dell’inquilino della Casa Bianca. Ciò ha determinato l’insorgere di teorie cospirazioniste negli ambienti della destra americana le quali dipingono la cantante come un asset segreto del Pentagono volto a favorire la vittoria di Joe Biden. D’altro canto, Liz Cheney, ex membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato del Wyoming e nota oppositrice di Donald Trump ha definito la popstar un “tesoro nazionale”. 

Il fattore Swift 

L’attuale campagna elettorale vede opposti due candidati tanto diversi politicamente, quanto accomunati da una cronica impopolarità. In un simile contesto, la capacità di mobilitare il proprio elettorato massimizzandone l’affluenza rappresenta l’elemento decisivo per determinare l’esito delle elezioni. A tal proposito, un eventuale endorsment della Swift potrebbe rivelarsi cruciale. La popstar difficilmente sposterà voti da un candidato all’altro, ma è certamente in grado di massimizzare l’affluenza elettorale tra le categorie maggiormente propense a votare per Joe Biden, ma poco entusiaste a sostenerlo, quali i giovani. Un recente sondaggio ha mostrato come ben tre americani under-35 su 10 siano maggiormente propensi a votare per un candidato sostenuto dalla cantante.

L’enorme influenza politica di Taylor Swift è stata sottolineata dallo stesso Donald Trump, il quale ha recentemente asserito come un suo eventuale endorsement a Joe Biden rappresenterebbe una mossa “sleale” nei suoi riguardi, data l’approvazione del Music Modernization Act avvenuta durante la sua Presidenza. Il Tycoon ha perfino indicato di apprezzare Travis Kelce, giocatore dei Kansas City Chiefs e fidanzato della popstar, a dispetto delle posizioni “Liberal” di quest’ultimo, in un atto che molti hanno indicato come una vera e propria supplica

Gli Stati Uniti stanno attualmente attraversando una delle fasi politiche più buie della propria storia, segnata da elevata polarizzazione, violenza politica ed enormi livelli di odio nel dibattito pubblico. In un simile contesto, decisamente fuori dall’ordinario, il futuro del Paese più importante del pianeta e di conseguenza il futuro degli equilibri mondiali, potrebbero essere nelle mani di Taylor Swift.

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