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TematicheAmerica LatinaL’asse Venezuela-Iran: un’alleanza strategica di sopravvivenza

L’asse Venezuela-Iran: un’alleanza strategica di sopravvivenza

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Da più di vent’anni, Venezuela e Iran mantengono un’alleanza strategica che permette loro di far fronte alla situazione di isolamento internazionale nella quale si trovano. Negli ultimi anni, la firma di nuovi accordi di cooperazione dimostra la crescente dipendenza reciproca dei due Paesi. Tuttavia, l’importanza di tale relazione non si limita unicamente al rapporto bilaterale, ma ha un impatto geopolitico più profondo in quanto coinvolge tutta la regione latinoamericana.

Un’alleanza di lunga durata

Venezuela e Iran hanno stabilito relazioni diplomatiche nel 1947 e fin dall’inizio il petrolio ha giocato un ruolo chiave nella definizione dei rapporti bilaterali. I primi contatti tra i due Paesi, infatti, risalgono alla fine degli anni ’40, quando una delegazione venezuelana venne spedita in Medio Oriente alla ricerca di accordi di cooperazione finalizzati al controllo dei prezzi del petrolio. L’attività diplomatica di Caracas in questa area è all’origine dell’OPEC, fondata nel 1960, di cui l’Iran è un membro fondatore. Sebbene i rapporti bilaterali siano rimasti limitati per tutto il XX secolo, nel nuovo millennio l’arrivo di Chavez e Ahmadineyad al governo di, rispettivamente, Venezuela e Iran, ha segnato una svolta nella relazione tra i due Paesi. Le marcate posizioni antimperialiste e antistatunitensi condivise dai due leader hanno avvicinato i due Paesi, dando vita a circa 300 accordi di cooperazione in ambiti che spaziano dall’industria automobilistica all’edilizia. La morte di Chavez nel 2013 e l’avvicinamento dell’Iran agli Stati Uniti, che ha portato all’Accordo sul Nucleare del 2015, determineranno una fase di stallo nelle relazioni tra i due Paesi. Tuttavia, negli ultimi anni, la relazione bilaterale sembra aver ritrovato nuovo vigore. L’invio nel 2020, ad esempio, di varie petroliere iraniane per rifornire il Venezuela in un momento di crisi rivela un rinnovato interesse nell’alleanza tra i due Paesi. Questa nuova fase nelle relazioni tra Cararcas e Teheran è stata suggellata dalla firma di un accordo ventennale di collaborazione nel giugno 2022, in cui si includono progetti di cooperazione in ambiti quali la scienza, la tecnologia, l’agricoltura, le comunicazioni e il turismo. Questo nuovo slancio nella relazione tra Iran e Venezuela solleva due interrogativi: Quali ragioni portano due Paesi così distanti geograficamente a perpetuare un’alleanza così a lungo termine? Qual è l’impatto di tale alleanza sul più ampio scenario latinoamericano?

Un’alleanza strategica

Per comprendere la natura della relazione tra Iran e Venezuela bisogna prima chiarire la posizione che i due Paesi occupano nello scenario internazionale. Il primo si trova in una situazione di isolamento internazionale a partire dalla Rivoluzione Islamica del 1979 soprattutto perché, come ricorda Elodie Brun, la crisi degli ostaggi in quello stesso periodo hanno compromesso la relazione con gli Stati Uniti. Per quanto riguarda il Venezuela, la Rivoluzione Bolivariana guidata da Chavez, e portata avanti da Maduro è caratterizzata da una forte contestazione del sistema internazionale che ha portato il Paese caraibico ad essere sempre più isolato dalla comunità internazionale. La natura reazionaria dei due regimi ha avuto come conseguenza l’imposizione di diverse sanzioni a livello internazionale. Non è un caso, infatti, che Iran e Venezuela siano tra i Paesi più sanzionati al mondo con rispettivamente 4953 e 747 sanzioni attive. Data la posizione marginale condivisa dai due Paesi, l’alleanza stabilita all’inizio del nuovo millennio rappresenta una dimostrazione di forza sulla scena internazionale che rinsalda la legittimità dei due regimi.

La cooperazione tra i due Paesi funge anche da “valvola di sfogo” per far fronte alle sanzioni internazionali. Per l’Iran, la relazione con il Venezuela ha permesso di trovare nuove vie per il commercio non solo con i membri dell’ALBA, un’organizzazione regionale fondata da Chavez, ma anche con altri Paesi latinoamericani. Il Brasile, ad esempio, è il più importante partner commerciale latinoamericano dell’Iran: tra il 2020 e il 2022, le esportazioni brasiliane verso il Paese persiano sono passate da $1,157 milioni a $4,286 milioni, mentre le esportazioni iraniane verso Brasilia sono aumentate da $116 milioni a $139 milioni. Dal lato di Caracas, l’alleanza con l’Iran rappresenta uno dei fattori che permette al regime di Maduro di tenere saldo il controllo del Paese. Con lo scoppio della crisi venezuelana nel 2015, che ha portato alla fuga di più di 7 milioni di persone, e la strategia di massima pressione statunitense, il settore petrolifero del Paese, che rappresenta la più importante fonte di reddito per il governo, è entrato in una forte crisi portando la produzione di petrolio ai minimi storici (350.000 barili al giorno nel 2020). A questo proposito, l’Iran è intervenuto a sostegno del settore petrolifero, come dimostra l’accordo del 2022 per la riparazione della raffineria El Palito e la restaurazione del sito locato a Paraguanà. 

La presenza iraniana in America Latina

Come evidenziato nella sezione precedente, la relazione con il Venezuela ha permesso all’Iran di espandere la propria presenza sull’America Latina. Se all’inizio degli anni 2000 Teheran aveva solo 5 ambasciate a livello regionale, oggi sono 11. Inoltre, esistono più di 80 centri culturali islamici sparsi per tutta la regione, finanziati direttamente dall’Iran, i quali servono da “strumenti per influenzare la società per raggiungere i proprio fini in America Latina”. Teheran, inoltre, dispone di un’emittente televisiva, HispanTV, con sede a Caracas che trasmette quotidianamente propaganda iraniana in tutta l’America Latina.

Se da un lato alcuni autori rimarcano che l’avvicinamento dell’Iran ad alcuni Paesi latinoamericani rappresenti una forma di cooperazione “Sud-Sud”, altri ritengono che gli interessi iraniani siano più pragmatici che ideologici. Oltre al commercio, l’America Latina rappresenta una fonte di ingressi per l’Iran attraverso le numerose reti di criminalità finanziati da Teheran. Gruppi come Hezbollah, molto vicini al governo iraniano, hanno una presenza consolidata sulla regione latinoamericana, grazie anche all’emissione di passaporti falsi da parte del Venezuela. Si stima che le attività portate avanti da questi gruppi, che spaziano dal traffico di droga al lavaggio di denaro, valgano ogni anno milioni di dollari in profitti. Le conseguenze per i Paesi della regione sono nefaste poiché tali attività destabilizzano i governi e minano la sicurezza nazionale.

Inoltre, la presenza iraniana ha conseguenze anche sulla stabilità regionale. Da un lato, secondo alcuni analisti, la diversificazione delle relazioni esterne può beneficiare i Paesi latinoamericani in termini di autonomia, dall’altro la presenza di attori ostili agli Stati Uniti potrebbe portare a un intervento di quest’ultimo per costringere i governi latinoamericani a limitare i loro rapporti con tali attori, minando quindi l’autonomia dei governi. La rinnovata alleanza tra Iran e Venezuela ha assunto ormai un carattere strategico per entrambi i Paesi. Sebbene i primi contatti siano avvenuti per ragioni ideologiche, oggi la collaborazione tra Teheran e Caracas ha un carattere più pragmatico. Da un lato, il Venezuela, e più specificamente il regime di Maduro, dipende sempre più dal sostegno iraniano. Dall’altro, l’Iran beneficia enormemente dalla sua relazione con il Venezuela, non solo in termini di legittimità sulla scena internazionale, ma anche grazie ai profitti derivanti dalle attività criminali sul territorio. Caracas, infatti, rappresenta il ponte di ingresso all’America Latina per l’Iran, il quale ha notevolmente aumentato la sua presenza sul territorio, con conseguenze rilevanti anche per i governi latinoamericani. Pertanto, la relazione tra Iran e Venezuela non concerne solo i soggetti direttamente coinvolti, ma una piena comprensione di tali contatti richiede uno sguardo regionale.   

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