


ITAsia+
Prospettive della proiezione asiatica dell’Italia dopo il biennio 2023-2024 – ITAsia+
ITASIA+ “Prospettive della proiezione asiatica dell’Italia dopo il biennio 2023-2024” è un progetto di ricerca del Centro Studi Geopolitica.info, svolto in collaborazione con il CEMAS Sapienza Università di Roma e il Robert Schuman Centre for Advanced Studies e sviluppato con il contributo dell’Unità di Analisi, Programmazione, Statistica e Documentazione Storica del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ai sensi dell’art. 23-bis del DPR 18/1967. Le opinioni espresse nell’ambito delle attività del progetto sono esclusivamente riferibili ai ricercatori coinvolti e non rappresentano necessariamente le posizioni del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Enti partner


Finalità e risultati attesi
Il progetto ITAsia + mira a valutare i progressi dell’Italia nel suo crescente impegno indo-pacifico durante il biennio 2023-2024 e a formulare scenari sulla traiettoria e sulla sostenibilità di tale impegno oltre il 2024.
Il progetto prende il via dalla constatazione che la ridefinizione del panorama geopolitico mondiale, con uno spostamento del potere globale verso diverse nazioni dell’Indo-Pacifico, in particolare la Repubblica Popolare Cinese, richiede una seria riflessione sulle attuali e potenziali interazioni del nostro Paese con gli attori della regione indo-pacifica.
Il crescente sviluppo economico e militare di diversi Stati della regione offre opportunità senza precedenti per l’Italia di estendere la sua influenza a livello globale e accrescere la sua sicurezza nel medio-lungo termine, ma richiede anche una valutazione attenta delle sfide multidimensionali che questo rapido sviluppo comporta. Comprendere appieno queste dinamiche può aiutare l’Italia e i suoi alleati a gestire in modo più efficace le relazioni bilaterali e multilaterali con gli attori dell’Indo-Pacifico.
Data l’importanza demografica, strategica ed economica della regione indo-pacifica, è essenziale che l’Italia non trascuri il suo coinvolgimento nella politica estera, ma piuttosto lo rafforzi attraverso una maggiore cooperazione e comprensione dei Paesi e delle società della regione.
L’allineamento della politica estera italiana con quella dei suoi partner richiede un’analisi approfondita delle relazioni con l’Indo-Pacifico e delle opportunità che un coinvolgimento più attivo potrebbe offrire. L’Italia potrebbe da un lato seguire l’esempio di altre potenze europee come Francia, Germania e Regno Unito, che hanno già sviluppato documenti strategici specifici per l’Indo-Pacifico, dimostrando così la volontà di partecipare attivamente alle iniziative multilaterali e di difendere i propri interessi nella regione. Dall’altro, Roma ha fatto del “dialogo” un fondamentale cardine della propria politica estera, per cui un documento strategico eccessivamente muscolare potrebbe determinare un eccessivo fardello per la politica estera italiana alla luce del suo contemporaneo e crescente impegno nel Mediterraneo allargato.
In questa crescente attenzione italiana verso l’Asia, il biennio 2023-2024 ha rappresentato una parentesi cruciale, con l’Italia che si è impegnata sempre più in progetti come il Global Combat Air Programme (GCAP) e IMEC, in un rafforzamento delle relazioni con l’India e il Giappone, ha deciso di non rinnovare il memorandum d’intesa per la Belt and Road Initiative e ha stabilito nuove partnership con Filippine e Vietnam.
Le iniziative dell’Italia nell’Indo-Pacifico rappresentano un aspetto cruciale della sua politica estera e di difesa, riflettendo un impegno sempre più forte nel contesto regionale. Il governo italiano sta manifestando un chiaro interesse nell’estendere il proprio raggio d’azione oltre l’Indo-Pacifico occidentale, una regione dove le forze italiane hanno già consolidato una presenza attraverso la partecipazione a varie iniziative multilaterali. L’espansione di tale impegno verso l’Indo-Pacifico orientale è un segnale tangibile dell’evoluzione della strategia nazionale, con la Marina italiana che gioca un ruolo centrale in questa proiezione.
Una delle chiavi di questo approccio è la diplomazia navale, attraverso la quale l’Italia cerca di rafforzare i legami con i partner regionali e di promuovere la propria industria della difesa. Le recenti missioni della fregata Carabiniere e del PPA Morosini evidenziano questa tendenza, con visite a numerosi porti e partecipazioni ad esercitazioni multilaterali. Questi sforzi non solo consolidano i rapporti esistenti, ma offrono anche una piattaforma per la promozione delle capacità italiane nel settore della difesa.
Inoltre, l’Italia sta dimostrando un crescente interesse nel Nordest Asiatico, con un particolare focus sul rafforzamento delle relazioni con il Giappone e la Corea del Sud. L’elevazione del partenariato con Tokyo a una partnership strategica e i numerosi accordi bilaterali testimoniano l’approfondimento dei legami tra i due paesi, con una crescente cooperazione anche nel settore industriale della difesa. In parallelo, la collaborazione con Seul, seppur in una fase meno avanzata, sta guadagnando terreno, con l’obiettivo di espandere le sinergie anche in settori come l’innovazione tecnologica e la ricerca scientifica.
Nel contesto del Sudest Asiatico, l’Italia ha stabilito una partnership di sviluppo con l’ASEAN, impegnandosi attivamente in iniziative di capacity building e cooperazione in settori chiave come la sicurezza, l’economia e la società. Queste azioni non solo mirano a contrastare minacce comuni come il crimine informatico e la pirateria, ma anche a promuovere la stabilità e la prosperità nella regione, sottolineando l’impegno dell’Italia verso una visione inclusiva e multilaterale della sicurezza globale.
In conclusione, l’espansione delle iniziative dell’Italia nell’Indo-Pacifico, sia a livello regionale che bilaterale, rappresenta un elemento significativo della sua politica estera e di sicurezza. Questi sforzi non solo riflettono la crescente importanza della regione nell’agenda geopolitica globale, ma anche il ruolo attivo e costruttivo dell’Italia nel contribuire alla sicurezza e alla stabilità internazionale.

