Italia – Cuba, un legame antico che si rinnova

Nuove possibilità imprenditoriali e di investimento che si aprono per le imprese italiane a Cuba dopo la distensione con gli Usa e la fine dell’embargo (il Paese, nel 2015, ha visto il suo Pil crescere del 4%); ma allo stesso tempo servono avvocati sempre più specializzati nella legislazione cubana, che per molti in Italia è ancora sconosciuta. Se ne è discusso a Roma nel convegno “Il contratto negli scambi internazionali”, organizzato da Mpmlegal, in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma, l’Ordine degli Avvocati di Velletri e il centro studi Geopolitica.info. 

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Come ribadito nel corso del convegno, che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del vicepresidente del Parlamento auropeo, Antonio Tajani, dell’ambasciatrice di Cuba in Italia, Beatriz Alba Soto Pimentel, nella Ue l’Italia è seconda solo alla Spagna nei rapporti commerciali con Cuba e dal 2009 le esportazioni tricolore sono in costante crescita, attestandosi stabilmente sopra i 250 milioni di euro.

Oggetto di attenzione per tutti i professionisti è stata soprattutto la Ley de Inversion Extranjera, la legge per gli investimenti esteri varata dal governo di Raul Castro nel 2014 e le opportunità legate alla creazione della zona di sviluppo speciale di Mariel: si tratta di ben 465 chilometri quadrati, altamente infrastrutturati al centro dei Caraibi e di tutte le rotte commerciali della regione, pensata dal governo per attrarre i capitali esteri e dare impulso ai settori industriali e ad alto contenuto tecnologico.

“Ci troviamo in un momento storico in cui è importante divulgare il diritto cubano in Italia” – ha affermato l’avvocato Marco Mastracci di Mpmlegal, autore del libro “Il contratto negli scambi internazionali” (Castelvecchi) e professore di diritto internazionale presso la Uniclam – “Pochi giuristi lo conoscono e quindi è importate fornire un quadro completo, mettendolo anche in relazione con il sistema giuridico statunitense, alla luce del recente ‘disgelo’ nelle relazioni tra Usa e Cuba”.

Mastracci, nel corso della sua relazione, ha messo in luce alcuni punti di forza del sistema legale cubano: “le norme del Codigo Civil cubano sono simili a quelle del Codice spagnolo e quindi alle nostre. I principi di diritto sono identici, come anche le certezze della sua applicazione”.

Per contro il punto più debole, è proprio il fatto che “esso è poco conosciuto e per questo motivo gli imprenditori possono essere impauriti nell’ avviare relazioni con Cuba. E’ bene inoltre ricordare che Cuba ha sottoscritto anche la convenzione di New York sugli arbitrati internazionali e sulla loro esecuzione”. Lo sforzo che il Governo cubano sta facendo per adeguarsi alla contrattualistica internazionale, attraverso una vera evoluzione normativa, è stato sottolineato da Marta Moreno, Preside della Facoltà di diritto internazionale dell’Università dell’Havana earbitro della Corte Cubana di Arbitrato Commerciale Internazionale. Un paragone tra i sistemi giuridici di Cuba e Usa è stata invece al centro delle relazioni di Michael H. Koby (vice rettore della Washington University in St. Louis). Mentre Raffaele Nocera (docente di Storia dell’America latina) e Giuseppe Sacco (professore ordinario di Politica e sistemi economici internazionali) hanno tracciato le coordinate dell’attuale contesto geopolitico.

In particolare, Il prof Sacco, dopo aver trattato delle probabili linee di evoluzione sia di Cuba che degli Usa, commentando il futuro incontro all’Avana tra i massimi vertici della Chiesa cattolica e di quella ortodossa ha affermato che: “L’incontro tra i capi spirituali delle due più grandi comunità cristiane del mondo ha indubbiamente un carattere anche politico, e non solo per lo stretto rapporto tra le Chiese ortodosse e gli Stati in cui esse sono maggiormente presenti; un rapporto che ha certamente favorito il verificarsi di questo incontro a lungo atteso. Il fatto che esso abbia luogo a Cuba gli attribuisce poi la natura di un incontro tra il mondo Latino e quello Euro-asiatico. E mette in luce molto di più dei tanti raggruppamenti ‘altermondisti’, ultimo dei quali i Brics, il peso che questi popoli dovranno avere nella ormai inevitabile re-distribuzione dell’influenza mondiale”.

Tornando al tema del diritto, l’avvocato Stefano Cherti, ha voluto sottolineare come la legislazione cubana sui contratti, presenti il tema di una clausola fissa: “Ogni contratto deve tendere a una ‘funzione sociale’, una dimensione  non sempre facile da decifrare. Il Governo di Cuba, inoltre, incoraggia molto le imprese miste, formate da capitale straniero e locale, perché viene in quale modo valorizzato il tessuto imprenditoriale cubano e la mano d’opera locale”.

Si inizia a respirare aria nuova a Cuba, anche se alcune perplessità restano. “E’ un Paese che si sta aprendo al mondo e c’è una volontà del Governo dell’Avana di entrare nel circuito globale”, ha affermato l’avvocato Giancarlo Scalese, ordinario di diritto internazionale presso la Facoltà di Giurisprudenza di Cassino.

L’evento è stato moderato dal giornalista e saggista Salvatore Santangelo, che ha voluto sottolineare la peculiarità di questo incontro che ha unito alti contenuti formativi con la capacità di contestualizzare il quadro di riferimento geopolitico dell’area.