Istruzione in Senegal: un indicatore essenziale per favorire l’empowerment femminile

L’articolo che stiamo proponendo intende individuare come la cooperazione internazionale abbia favorito l’empowerment femminile in un paese tanto fragile come il Senegal. Si è scelto di trattare il vasto continente africano poiché tanto difforme e frammentato risulta essere l’approccio alla condizione femminile.

Istruzione in Senegal: un indicatore essenziale per favorire l’empowerment femminile - GEOPOLITICA.info Corsi scolastici femminili nella periferia di Dakara, 2011 (cr: Global Conversation)

Il caso specifico è il Senegal perché nonostante esso sia un paese in continua evoluzione, ancora  al suo interno sono radicate forti ineguaglianze e disparità tra i sessi. A supporto di tali argomentazioni vi è la debita attenzione circa il terzo Obiettivo del Millennio (ODM) “promuovere l’eguaglianza tra i sessi e favorire l’empowerment femminile”.

Esplicando alcuni importanti indicatori, quali quelli dell’istruzione, è possibile condurre un’indagine sui principali parametri di genere, esaminando il valore di questi indici in Senegal, facendo un confronto con quelli calcolati a livello mondiale, e quelli calcolati nei paesi sviluppati, per rendersi meglio conto in che situazione si trovino questi stati in un’ottica più globale ma allo stesso tempo più precisa. Per svolgere tale ricerca, sono state utilizzate stime e metodologie regolarmente riesaminate da OMS, UNICEF, UNFPA, istituzioni accademiche e altre agenzie. In merito agli indicatori di istruzione, si prendono  in esame i tassi complessivi di iscrizione maschile e femminile alla scuola elementare, i tassi complessivi di iscrizione maschile e femminile alla scuola secondaria, e si analizza, infine, l’ analfabetismo tra adulti, maschi e femmine, intendono con tale locuzione gli individui che non sono in grado di leggere e scrivere una semplice frase sulla vita quotidiana, comprendendone il significato.

Applicando e riportando tale analisi è stato constatato come il quadro complessivo in Senegal sia piuttosto drammatico, presentando un elevato tasso di analfabetismo, che raggiunge in media il 59,8 %, dimostrando, quindi, come l’istruzione di base, in questo Paese, è in teoria alla portata di tutti i bambini, grazie alle sviluppate strutture scolastiche, in pratica però, tale opportunità è preclusa a tutti coloro che non detengono un reddito familiare dignitoso, e altro motivo di discriminazione è l’appartenenza al sesso femminile.  A dimostrazione di tale tesi vi è la presenza dell’alta percentuale di iscrizione maschile e femminile alle scuole elementari (registrando il 76% per i primi e il 63% per le seconde), che va ad affievolirsi, però, con gli studenti che riescono a terminare il ciclo di studi primario (passando al 47% maschile e al 36% femminile), e infine, ancor più drastiche sono le stime circa l’iscrizione alle scuole superiori, riportando il 24% degli alunni di sesso maschile e solo il 15% del sesso femminile. In merito agli indicatori di istruzione, purtroppo, vengono a mancare i dati relativi al totale mondiale e alle regioni sviluppate.                       Si è deciso di affrontare l’istruzione poiché secondo il Progetto delle Nazioni Unite per il Millennio, si tratta dell’elemento che offre “il maggior rendimento in termini di empowerment femminile”.

L’istruzione secondaria garantisce maggiori vantaggi per le donne rispetto agli uomini, poiché comporta un maggior uso dei servizi per la salute materna e la pianificazione familiare, nonché un diverso atteggiamento nei confronti di pratiche nocive per la salute. Le donne che hanno ricevuto un’istruzione secondaria hanno maggiore probabilità, rispetto alle analfabete, di capire il pericolo rappresentato dall’HIV e i metodi per prevenirne la diffusione. Le donne fornite di istruzione superiore hanno inoltre maggiori probabilità di opporsi alle mutilazioni/taglio genitali delle loro figlie, rispetto alle donne che non hanno completato nemmeno il grado primario dell’istruzione. L’istruzione secondaria gioca inoltre un ruolo più significativo di quella primaria nella riduzione della violenza contro le donne, in quanto rende le donne più forti e capaci di abbandonare una relazione improntata alla violenza.

Un caso pratico per esplicitare il concetto di empowerment femminile è il progetto organizzato dall’associazione socio-culturale Sunugal, nata per iniziativa di un gruppo di cittadini senegalesi ed italiani, con l’obiettivo di favorire iniziative di scambio tra i due paesi. Il programma prevede una formazione triennale in cui si impartiscono lezioni di francese, inglese, igiene, e altre materie utili per affrontare la realtà di Dakar. Attività che, unite all’inserimento delle allieve presso una rete di micro-imprese, generano impiego femminile lottando contro l’emigrazione e la prostituzione, spesso uniche alternative per le ragazze più povere.

Queste attività, inoltre, favoriscono l’empowerment  femminile, conferendo alle Donne la possibilità di sentirsi protagoniste della propria vita, diventando maggiormente assertive e superando l’iniziale situazione di impotenza e passività mediante un percorso che va a sfruttare le loro capacità e il loro potenziale latente.

In conclusione,  dunque, come stabilito dalle più variegate Conferenze del ‘900, i diritti delle donne sono diritti umani e soddisfare i bisogni delle stesse è fondamentale per il progresso di ogni nazione nello sviluppo economico e nella democrazia.

Affinchè questi concetti vengano attuati, devono trovare un concreto accoglimento nella legislazione di ogni stato, ovvero la loro effettiva applicazione, poichè senza politiche di appoggio e leggi specifiche, ogni iniziativa è destinata ad avere scarso successo.

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