ISIS in Russia: nuove strategie di reclutamento

Il Centro Mediatico “Al Hayat” ha lanciato la rivista dell’ISIS in lingua russa denominata “Istok”. La rivista, graficamente ben fatta, fa pensare immediatamente alla rivista “Dabiq” e dimostra ulteriormente lo sforzo dell’ISIS di reclutare militanti e raccogliere simpatizzanti nell’area caucasica ed ovviamente all’interno della stessa Russia(recenti stime indicano come a Mosca risiedano circa 2 milioni di musulmani).

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L’ISIS non è certamente nuova negli sforzi per il reclutamento dei russofoni, in quanto sono ormai alcuni mesi che viene tradotto il rapporto quotidiano delle operazioni dell’ISIS in lingua russa; tuttavia, il lancio di questa nuova rivista rappresenta un notevole salto di qualità nel reclutamento rappresentando quello che potrebbe diventare un punto di riferimento(ed ovviamente di propaganda) per gli islamisti radicali di lingua russa.

La rivista, di 24 pagine, si concentra soprattutto su lunghi articoli in lingua russa; uno degli articoli più lunghi riguarda espressamente il Califfato e la sua importanza nella religione islamica(importanza sottolineata dalla citazione di Ahadith del Profeta e di sapienti del rango di Ibn Kathir, conosciuti e rispettati in tutto il mondo islamico sunnita).

Tuttavia, è ancora troppo presto per immaginare una qualche risposta da parte della Federazione Russa(la quale aiuta Assad con armi e secondo molti anche addestramento); nella rivista(nel primo articolo) viene fatto esplicito riferimento alla Russia in quanto si racconta la storia di giovani del Caucaso che si sono recati in Siria per combattere contro il regime di Bashar al Assad, i quali, prima di approdare all’ISIS hanno frequentato vari gruppi da cui sono rimasti delusi.

Secondo quanto scritto nell’articolo, l’ISIS è stato l’unico gruppo ad aver accettato le loro richieste relative alla possibilità di rientrare in Caucaso per fornire aiuto militare ed esperienza(quindi anche addestramento) ai combattenti presenti nell’area. Quindi risulta molto difficile immaginare che la Russia di Putin, che ha fatto del Caucaso uno dei suoi cavalli di battaglia rimanga silenziosa di fronte a questa nuova rivista dell’ISIS ed al loro tentativo di espandere il Califfato nel Caucaso.