Iran e nucleare, quale il valore della ratifica dell’accordo?

L’accordo sul nucleare raggiunto a Vienna tra l’Iran e la coalizione dei 5 si configura come un executive agreement, non come un trattato internazionale che avrebbe richiesto per la sua ratifica il raggiungimento dei due terzi del Congresso. Pur tuttavia l’opposizione all’accordo, tanto in Iran, quanto negli USA, è stata molto aggressiva sin dalle fasi preliminari (si ricorderà l’intervento di Nethanyau al Congresso, invitato dai Repubblicani).

Iran e nucleare,  quale il valore della ratifica dell’accordo? - Geopolitica.info

Al di là dei vincoli normativi, che permettono al Presidente USA di esercitare un potere di veto sull’approvazione dell’accordo, se supportato da un numero sufficiente di senatori, la verità è che non è sufficiente vincolare legalmente un accordo per assicurarsene l’implementazione effettiva e duratura.

I parlamentari americani possono sempre proporre un nuovo disegno di legge che vada a limitare l’estensione temporale dell’accordo, o la sua operatività. Per questo motivo il dibattito parlamentare attorno al tema non è una pura questione di conta dei voti, quanto di effettivo engagement delle varie anime politiche, economiche ed imprenditoriali che a vario titolo sono interessate allo sviluppo dei rapporti politico-economici tra i due Paesi.

Ci sono esempi illustri di quanto la ratifica di un trattato possa cambiare il corso della storia. Forse il più scottante, dalla prospettiva europea, è il caso della mancata ratifica del trattatosulla CED, la Comunità Europa di Difesa.

Negli anni Cinquanta, dopo lo scoppio della guerra di Corea,  Gli Stati Uniti spinsero per il riarmo tedesco in funzione antisovietica. Ovviamente tale soluzione era percorribile solo nell’alveo di una formula che replicasse in qualche modo il modello CECA, ovvero la condivisione delle risorse militari sotto un cappello comunitario. Era questo lo stratagemma diplomatico che il governo francese imbandì, in maniera rivoluzionaria: un esercito in cui soltanto i battaglioni avrebbero conservato caratteristiche nazionali. Si proponeva la nascita di un’istituzione che avrebbe affiancato all’integrazione economica comunitaria, un’integrazione politico-militare quasi avveniristica.

De Gasperi ne era entusiasta e vedeva all’orizzonte avverarsi il sogno spinelliano degli Stati Uniti d’Europa. Il processo di ratifica da parte dei parlamenti nazionali si avviò in maniera spedita.  Germania e Benelux non esitarono. Italia e Francia, per ragioni diverse, ma in sostanza a causa di una miopia simile, affossarono il la CED, una con l’inerzia, l’altra con un vero e proprio voto contrario.