Intervista all’onorevole Galperti al ritorno dalla missione a Taipei

L’On. Guido Galperti è deputato al Parlamento del Partito Democratico, già Capogruppo al Consiglio Regionale della Lombardia e già Senatore dal 2008 al 2013. È Vice Presidente del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan. Lo intervistiamo al ritorno della missione a Taipei dove si è svolta la 7ª sessione del Foro italo-taiwanese di cooperazione economica, industriale e finanziaria.

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Onorevole Galperti, lei è tornato da Taipei dove si è tenuta la 7ª sessione del Foro italo-taiwanese di cooperazione economica, industriale e finanziaria. Che cosa è il “Foro”? Quali obiettivi si prefigge e in quale maniera promuove i rapporti italo taiwanesi?

In ogni sessione annuale partecipa al Foro una delegazione parlamentare. In questa occasione erano con me i colleghi Deputati Giuseppe Romele, Mario Borghese e, nella prima parte della visita, anche Emanuele Prataviera. Il Foro è nato nel 2010 e  – come avviene per gli analoghi organismi esistenti tra Taiwan e tanti altri membri della Unione Europea –  riveste un ruolo di primaria importanza in quanto è un “tavolo” di lavoro al quale partecipano, da entrambe le parti, rappresentanti di tutti gli organismi ed enti, pubblici e privati, preposti alla promozione delle relazioni economiche, commerciali, culturali e turistiche. La co-presidenza del Foro è esercitata dai rispettivi Direttori Generali competenti per il Commercio Estero, per l’Italia il D.G. per la Politica commerciale internazionale del MiSE, Avv. Amedeo Teti, che lo guida con straordinaria professionalità, efficienza ed efficacia.

Il volume di interscambio tra Italia e Taiwan è notevole, siamo al quinto posto nella U.E. e sia gli investimenti italiani a Taiwan sia quelli taiwanesi in Italia stanno crescendo negli ultimi anni. Cosa si può fare per incrementare gli scambi commerciali tra i due Paesi?

Vi sono molte opportunità che presentano condizioni favorevoli per ulteriori sviluppi  sia nell’interscambio – avviato verso i 4 Miliardi di Euro con un +13% nei primi 7 mesi del 2017 – sia nella crescita degli investimenti. Da parte nostra auspichiamo che i taiwanesi incrementino la loro presenza in Italia già significativa in alcuni settori quali i trasporti marittimi, l’alberghiero, l’informatica. Gli spazi esistono ma vanno coltivati con appropriate, costanti e precise iniziative promozionali; di queste si è discusso nel Foro con un confronto costruttivo tra i numerosi partecipanti: penso al settore agroalimentare, in particolare alla esportazione delle nostre carni di maiale e dei nostri agrumi; penso al campo della efficienza energetica dove, alla nostra eccellenza industriale, si presenta la leadership taiwanese in Asia nel settore delle Smart City; penso agli effetti delle cooperazioni in atto tra CONFAPI e l’omologa taiwanese NASME, o tra UCIMU e l’omologa TAMI; potrei citare diversi altri casi di reciproche positive esperienze. Per agevolare e sostenere le possibilità di sviluppo sarà senz’altro di cruciale importanza il raggiungimento dell’Accordo con l’U.E. sugli investimenti (BIA): le ultime due sessioni del gruppo di lavoro Taiwan-U.E., in marzo e luglio, hanno compiuto passi avanti sui vari capitoli e noi auspichiamo fortemente che si giunga quanto prima alla positiva conclusione.

La cultura è da sempre un veicolo privilegiato per la promozione dell’Italia, il nostro paese sta usando in maniera proficua questo veicolo per stabilire delle solide collaborazioni in varie aree internazionali. Una dinamica che non sembra essere stata utilizzata, in tutte le sue potenzialità, con Taiwan. Quali sono le prospettive per gli scambi culturali e accademici? 

La cultura, l’arte e, direi, l’insieme delle qualità e caratteristiche che distinguono la storia e la vita del nostro Paese, esercitano sui taiwanesi una straordinaria attrazione, in particolare tra i giovani e su quel flusso turistico di qualità che registra un continuo incremento anche grazie ai voli diretti, senza scalo, che collegano Roma a Taipei. Per quanto riguarda gli scambi accademici vorrei evidenziare che, nell’ambito dei 30 Accordi esistenti tra Università italiane e taiwanesi, alcuni presentano successi straordinari,  ad esempio quello con l’Università Bocconi di Milano che vede, ogni anno, centinaia di nostri giovani studiare a Taipei con grande soddisfazione in quanto la Capitale taiwanese è particolarmente apprezzata per la qualità della vita, degli studi, dei servizi e della sicurezza. Altrettanto positivi sono gli esiti degli Accordi delle Università Tor Vergata e LUMSA di Roma. Allo stesso modo i giovani taiwanesi amano e ammirano l’Italia: aiutare questi talenti significa investire nel futuro e, proprio in questa direzione, mi auguro che sia possibile, entro l’anno, avere anche noi in Italia la normativa relativa alle Working Holidays già in vigore, con esiti molto positivi, tra Taiwan e 10 Paesi della U.E.. Vi sono inoltre, di particolare rilievo e dalle stimolanti prospettive, diverse altre collaborazioni: cito quelle tra le due Confindustrie; del CNR con il Dipartimento taiwanese di Tecnologie Industriali (DoIT) nel settore delle biotecnologie con applicazioni biomediche;  dell’ADI, l’Associazione del Design Industriale, con il Taiwan Design Center (TDC).

La politica italiana ha mostrato un vivo interesse nei confronti della democrazia taiwanese, il Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan è riuscito a porre all’attenzione la questione di Taiwan in più occasioni. Alcuni successi sono stati raggiunti negli scorsi anni mentre le delegazioni parlamentari reciproche sono sempre più frequenti. In che misura questo supporto ha aiutato i rapporti bilaterali e in quale maniera è possibile incrementare questa intensità di scambi?

È un impegno di lunga data, ispirato anzitutto da una condivisione, con gli amici taiwanesi, di valori centrati sulle libertà civili, politiche e religiose, sui diritti della persona umana, sulle regole democratiche; valori di cui Taiwan è un esempio. Questo impegno vede il concorso di tanti Senatori e Deputati  appartenenti a tutti i Gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione. Lavoriamo per perseguire obiettivi concreti e utili al mondo italiano del lavoro e della produzione. In questa Legislatura l’approvazione della Legge sulla esenzione della doppia tassazione tra Italia e Taiwan – la Legge n.62/2015 – ha rappresentato allo stesso tempo un punto di arrivo e di partenza in quanto essa ha colmato la lacuna che ci vedeva svantaggiati rispetto ai nostri partner-competitori nella U.E. che avevano già da anni approvato questa esenzione, ed ha posto le migliori premesse per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali sulle quali si è concentrato il lavoro del Foro che, nei temi trattati e nella implementazione delle soluzioni, ha tracciato il percorso per l’auspicato incremento dell’interscambio.  Grazie a questi sforzi, e alle preziose attività dell’Ufficio di Rappresentanza italiano e del dinamico Ufficio ICE a Taipei, così come a Roma della Rappresentanza taiwanese e a Milano del TAITRA, speriamo presto di registrare l’atteso miglioramento della nostra posizione attuale tra i partner europei di Taiwan che ci vede ancora, come ricordava lei, al 5° posto a ridosso della Francia.

L’ostracismo della comunità internazionale nei confronti di Taiwan, dietro esplicite richieste cinesi, si è fatto sempre più stringente nell’ultimo anno. Nei nostri articoli su Taiwan Spotlight abbiamo più volte raccontato la difficile situazione che la democrazia taiwanese si trova ad affrontare nelle organizzazioni internazionali. Quale è stata la sua percezione durante la recente visita a Taipei? Quale potrebbe essere il ruolo sia italiano sia della Unione Europea nella difesa di un baluardo dei diritti civili in una regione così cruciale per i destini di tutti i popoli?

Seguo Taiwan Spotlight e apprezzò la vostra sensibilità e attenzione. In effetti siamo davanti ad una situazione ingiusta e assurda. Ingiusta, perché la sistematica esclusione dagli organismi multilaterali internazionali – in particolare da quelli competenti per la sanità, la sicurezza aerea, il contrasto alla criminalità, la tutela ambientale – per ragioni puramente di ostilità politica, di un paese e di un popolo di oltre 23 milioni di cittadini – cittadini amanti della pace, della libertà e della amicizia con gli altri popoli – ha i caratteri di una odiosa discriminazione, una sorta di neo-razzismo politico che ricorda l’intollerabile apartheid. Assurda, perché essa prescinde completamente dalla realtà e cioè che Taiwan è un paese sovrano, libero e democratico che presenta tutte le caratteristiche ed esercita tutte le legittime prerogative proprie della sovranità: territorio, popolazione, giurisdizione, difesa. In tanti liberi Parlamenti si levano continuamente le voci a sostegno dei diritti del popolo taiwanese, come abbiamo visto anche di recente, in piena sintonia bipartisan, al Congresso degli Stati Uniti e al Parlamento Europeo. Anche noi, come ha fatto a fine giugno il Senato approvando pressoché alla unanimità una mozione di sostegno a Taiwan, continueremo a ribadire la nostra amicizia, solidarietà e supporto affinché Taiwan – che in 20 anni ha contribuito con 6 miliardi di dollari alla cooperazione umanitaria internazionale – possa avere il posto, la responsabilità, i diritti e i doveri che le spettano.