Intervista all’Ingegnere Giuseppe Izzo, decano della comunità italiana a Taiwan

Vice Presidente della European Chamber of Commerce di Taiwan e Vice Presidente per la regione Asia Pacifico di ST Microelectronics, Giuseppe Izzo ha vissuto in prima persona l’evoluzione democratica della società taiwanese.

Intervista all’Ingegnere Giuseppe Izzo, decano della comunità italiana a Taiwan - GEOPOLITICA.info

Ingegnere Izzo, alla luce della sua ultra ventennale esperienza a Taiwan, quali sono gli elementi che l’hanno particolarmente colpita della vita taiwanese, sia dal punto vista umano sia in campo professionale? 

Una delle caratteristiche principali della società taiwanese è l’apertura alle novità, elemento questo che si riscontra anche nella famiglia tipica. Quando si trasla questa propensione alle attività lavorative si può facilmente intuire il perché Taiwan è, da decenni, al traino dell’innovazione soprattutto nel settore Information Communication Technologies (ICT). Vedere all’opera il loro pragmatismo, permeato da una ottima capacità commerciale, consente di intuire anche la determinazione a perseguire aree di leadership globale soprattutto nel settore manufatturiero. Questo spiega, ad esempio, anche la recente, coraggiosa decisione di investimento in Wisconsin (USA) di 10 miliardi di dollari da parte della taiwanese Foxconn. Dal punto di vista umano, Taiwan è un paese molto accogliente, con un concetto di ospitalità tipico delle isole. Un paese dove gli stranieri si sentono, senza eccezioni, a proprio agio e dove possono facilmente trovare una via alla realizzazione dei propri desideri e progetti lavorativi. Inoltre, la gentilezza nelle relazioni interpersonali, la qualità dei servizi e l’estensione delle infrastrutture rendono Taiwan un paese eccellente per la qualità della vita e del lavoro.

Di cosa si è occupato in questi anni in Asia e a Taiwan? Quale è la sua carica in questo momento?

Appena laureato intrapresi la mia carriera in Italia, ma dopo un breve periodo di apprendistato mi trasferii nel 1988 a Seoul e, dopo tre anni, a Taipei; è qui che ho trascorso questi anni ad eccezione di un breve periodo ad Hong Kong e a Shanghai. Un lungo periodo nel quale mi sono occupato di Semiconduttori, lavorando sempre per la ST Microelectronics di cui oggi sono Amministratore Delegato per Taiwan e Vice Presidente per la regione Asia Pacifico. L’esperienza è andata via via sviluppandosi con i mercati che gradualmente sono emersi e che hanno segnato le grandi transizioni tecnologiche, Dai televisori a tubo catodico e monitor in bianco e nero, ai televisori che ora quasi si confondono con le pareti o i monitor che sono diventati display onnipresenti e che si comandano col tatto. Dai telefoni da tavolo ai cellulari e poi agli smartphone. Ed ora siamo in una nuova, lunga e misteriosa transizione verso la connessione ubiqua ad internet di tutti i prodotti e di tutti i servizi. L’automobile automatica sembra essere una nuova dimensione sia nel pubblico che nel privato e questa appare, al momento, una sfida che porterà alla modifica delle nostre abitudini di vita. Il mio impegno è stato ed è costantemente quello di fornire le nostre tecnologie ai nostri clienti che operano negli ampi settori dei mercati di consumo con i nomi, più o meno famosi, che sono nella nostra vita, o di trovarne dei nuovi che poi possano emergere nel panorama globale.

Lei è oggi Vice Presidente della European Chamber of Commerce di Taiwan, della quale è stato anche per due mandati Presidente. Quale è il ruolo della ECCT e che attività svolge qui a Taipei? 

Negli ultimi anni sono stato abbastanza attivo, nella comunità internazionale presente a Taipei, attraverso la ECCT, European Chamber of Commerce in Taiwan. E’ questa una organizzazione, molto dinamica, che raggruppa circa 850 membri. Lo scopo primario della Camera è quello di armonizzare l’aspetto normativo di Taiwan con quello della Unione Europea in modo da evitare intralci, o spese aggiuntive di qualifiche, alle corporate europee che fanno parte della Camera, con conseguenti vantaggi anche per tutte le altre. La promozione delle tecnologie delle varie aziende, quasi tutte leader globali nel loro settore, rappresenta una parte importante delle attività che si sviluppano attraverso numerosi eventi di varia natura che coinvolgono il Governo di Taiwan nelle cariche più alte: dal Presidente al Primo Ministro a quasi tutti i Ministri e a molti altri addetti ai lavori nelle istituzioni, compresi i Sindaci delle città principali. Le iniziative avvengo in sinergia molto positiva con gli uffici diplomatici di rappresentanza della Unione Europea e degli Stati membri (quasi tutti presenti a Taipei). Allo stato attuale uno dei temi maggiori è la gestione dell’energia che prevede la denuclearizzazione dell’Isola entro il 2025 e, dunque, una crescita importante delle rinnovabili. Ciò costituisce una opportunità notevole per le aziende europee, soprattutto nel settore eolico. La promozione dei rapporti di libero scambio rappresenta un altro importante aspetto del lavoro della ECCT guidata, con straordinarie capacità e dinamismo, dal Presidente Hakan Cervell e dal Segretario Generale Freddie Hoeglund. Tutto questo è all’intersezione delle negoziazioni tra l’Unione Europea e Taiwan.

Alla luce della sua esperienza quali possono essere le prospettive dei rapporti bilaterali tra Italia e Taiwan e in che maniera potrebbero essere intensificati la cooperazione economica e gli scambi commerciali tra i due paesi.

Le relazioni in tutti i campi tra Italia e Taiwan hanno registrato una forte accelerazione nei passati 10 anni grazie all’impegno del Gruppo interparlamentare di amicizia Italia-Taiwan e, poi, alla costituzione, nel 2010, del Foro economico italo-taiwanese, co-presieduto dai rispettivi Direttori Generali dei Ministeri competenti per il commercio estero. Il Foro, ogni anno, prevede un incontro di consultazioni e di decisioni per lo sviluppo dell’interscambio bilaterale e per la soluzione appropriata dei problemi di carattere commerciale e normativo. Un “tavolo” di lavoro di grande importanza e utilità per il mondo della produzione e del lavoro italiano. La prossima sessione si terrà a Taipei l’11 settembre. Abbiamo visto come i rapporti economici e commerciali tra i due paesi sono andati intensificandosi  – attualmente il volume dell’interscambio è di circa 4 Miliardi di Dollari nel quadro dei 44 Miliardi complessivi con la U.E. –  in relazione agli esiti positivi di molti “dossier” – penso alla Legge sulla esenzione della doppia tassazione approvata nel 2015 e in vigore dal gennaio 2016 mentre attendiamo il varo delle “Working Holiday” per i giovani –  e al costruttivo lavoro portato avanti dal Foro in numerosi comparti produttivi protagonisti del nostro export. L’Italia si giova delle sue leadership in molti settori che vanno, come è noto, dall’agroalimentare al tessile, dalle macchine utensili al design e, di recente, anche al settore ICT. Queste aree sicuramente vedranno ulteriori sviluppi favorevoli anche grazie all’ottimo lavoro promozionale svolto a Taipei dagli uffici istituzionali italiani, Esteri e ICE. Io credo che un ulteriore impulso potrebbe venire dallo sviluppo di nuove intese tra piccole e medie imprese. La similitudine tra il tessuto industriale Italiano e quello taiwanese è, in questo caso, sorprendente e sono convinto che si potrebbe coniugare la creatività italiana con la capacita taiwanese di metterla in essere, per dar vita a modelli inediti di collaborazione in grado poi di sfociare in una crescente proiezione sui mercati europeo e asiatico.

Quale è il suo punto di vista sul ruolo economico e geostrategico di Taiwan nell’area Asia-Pacifico? I valori della democrazia taiwanese, dalla libertà di stampa al rispetto e alla promozione dei diritti umani, possono rappresentare un esempio per gli altri paesi dell’area? 

La mia esperienza a Taipei iniziò nel lontano 1991, quando Taiwan emerse come una delle “Quattro Tigri Asiatiche” al pari di Hong Kong, Singapore e Corea del Sud con le quali mantiene positivi rapporti di vicinato (nel caso di Singapore, di tradizionale stretta cooperazione) e un elevato indice di sana competitività. Nell’arco di questo quarto di secolo ho avuto modo di assistere alla coraggiosa transizione di Taiwan verso una democrazia autentica e vibrante, con una partecipazione popolare forse oggi senza uguali nelle democrazie più avanzate. È questa anche la prima vera democrazia nella cinquemillenaria storia cinese: una democrazia che si protegge e si promuove attraverso la piena libertà individuale articolata nella libertà di parola e di stampa che anima la vita civile, politica e sociale del paese, nella promozione e nella salvaguardia dei diritti umani, nel rispetto esemplare della libertà religiosa per tutte le fedi e confessioni. Una straordinaria realtà fondata, nella valorizzazione della sua antichissima storia e straordinaria cultura, sui grandi valori civili delle più moderne democrazia del mondo. Tutto questo, unito alla cruciale posizione geografica dell’Isola, fa di Taiwan un paese al crocevia degli sviluppi strategici, economici, commerciali ed energetici della Regione nonché un faro di pace, di libertà e di prosperità al centro dell’area Asia Pacifico.