Intervista a Gennaro Sangiuliano

Di passaggio a Brescia in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Trump” Gennaro Sangiuliano, vice direttore del TG1 e autore di altre note biografie di successo, risponde ad alcune domande sul controverso presidente USA e la sua linea in materia di politica estera.

Intervista a Gennaro Sangiuliano - GEOPOLITICA.info

“Ringraziandola per la sua disponibilità Direttore Sangiuliano ci dia un suo parere innanzitutto sul personaggio che lei ha deciso di raccontare”

“Come ho scritto sul libro Trump potrebbe essere la risposta sbagliata a problemi reali e rivendicazioni fondate. Una continua sua demonizzazione potrebbe essere solo che controproducente considerando però che l’80% di quanto riportato su di lui corrisponde al falso. D’altra parte nel bene e nel male Trump non fa altro che adottare una condotta politica che corrisponde a quella promessa in campagna elettorale. Questo vale in economia con la politica dei dazi o in politica estera con la decisione, ad esempio, di lasciare quasi carta bianca a Putin sulla Siria.

“Come è riuscito a conquistare così tanti americani quando tutti parevano essere contro di lui”?

“Il punto è proprio questo. Con il suo geniale – make America Great again – ha ridato animo a tutti coloro che della politica ne erano assuefatti. Lui è riuscito a dare parola a tutte quelle categorie di statunitensi che rappresentano la stragrande maggioranza di cittadini sotto il profilo numerico ma una debolissima minoranza sotto l’aspetto sociale ed economico. Tra i primi 10 uomini più ricchi al mondo 8 sono statunitensi e sapete una cosa? Tutti si sono espressi in campagna elettorale contro il Tycoon. Ma quando hai l’appoggio di coloro che detengono la ricchezza di tre miliardi di persone, ti dichiari di sinistra e poi vuoi mettere il braccialetto elettronico ai tuoi dipendenti (Jeff Bezos) la tua credibilità non regge. Trump ha colpito i grandi colossi per dare voce invece ai piccoli che sensibili al tema economico hanno creduto nella sua capacità imprenditoriale nell’economia reale”.

“In politica estera però ha una condotta spesso altalenante. Può essere un problema? E qual è il suo rapporto con la Russia di Putin?”

“Trump anche in questo caso ha una sua condotta che non è quella del leader politico ma dell’uomo concreto e capace. Mesi fa era accusato da tutti di essere pronto a portare gli USA ad una pericolosa guerra nucleare con la Corea del Nord. Poi invece con una genialità disarmante lo ha incontrato a Singapore per un accordo. La genialità del personaggio la si evince però nei dettagli…pochi minuti prima del vertice al suo arrivo ha notato come il leader nord coreano guardasse con attenzione all’auto blindata americana. Trump per sdrammatizzare lo storico momento prima dell’inizio del vertice ha invitato Kim Jong-Un sul veicolo e ne ha promesso uno come regalo personale. Anche nel caso della Russia molto è dettato dall’istinto. Lui e Putin si piacciono ma anche per ovvie ragioni storiche e politiche sono circondati da figure che ok vogliono troppo ammorbidire il rapporto tra i due paesi”.

“Quali sono state le sue armi vincenti per questa inaspettata vittoria?”

“Prima di scrivere il libro ho intrapreso un lungo viaggio in auto negli Stati Uniti. Mi sembrava giusto vivere in prima persona l’esperienza della campagna elettorale e respirare l’atmosfera. Dopo aver noleggiato l’auto ho percorso la storica route 66. Arrivato ad un distributore di benzina e dopo aver fatto rifornimento mi imbatto in una giovane cassiera che insieme al resto mi regala una cartolina di Trump. Le chiedo come mai fa questo e mi racconta che lei, con il suo modesto stipendio di 1400 dollari, dovrà pagare più tasse per il tanto decantato Obama Care. Una scelta progressista, mi dice la ragazza, che lei dovrà economicamente sostenere ma che di fatto tutelerà tutti quegli immigrati che non pagano un dollaro di tasse. L’esempio è simbolico ma lui ha vinto quando ha iniziato a parlare di economia ed immigrazione dicendo in modo chiaro ciò che la gente pensa.

“La sua storia personale è quella di un uomo ambizioso che ama il se stesso e la sua crescita personale. Il paragone con Berlusconi è doveroso?”

“Ovviamente sì ma paradossalmente Trump è ancora più schietto. Berlusconi ha promesso due aliquote fiscali moltissime volte. Trump ha promesso un abbassamento delle aliquote e subito lo ha fatto. Dirò forse una cosa impopolare ma abbassando le tasse alle fasce più alte, come ha fatto lui, rilanci immediatamente l’economia. Diciamo che non si ferma davvero davanti a scelte che potrebbero essere anche impopolari all’apparenza”

“Questi suoi libri direttore rappresentano un successo senza precedenti. Dopo Putin, Clinton e Trump c’è già qualcosa in cantiere?”

“Con i miei libri cerco di ragionare di politica, economia e relazioni internazionali coinvolgendo il lettore. Forse questa è la chiave del perché la gente li legge volentieri…ovvio quindi che sto già lavorando per raccontare un protagonista della politica mondiale”