Intervista a Fabiola Albanese: la più giovane diplomatica italiana

Si chiama Fabiola Albanese ed è la più giovane diplomatica italiana. Laureatasi Summa Cum Laude, ad appena 21 anni, in Relazioni Internazionali a La Sapienza, Roma, la ventitreenne di origini Mesagnesi (BR) si racconta a Geopolitica.info. Dalla nascita della sua passione per la diplomazia, nata durante le esperienze di vita all’estero, alla dedizione e l’impegno negli studi universitari, il suo percorso passa anche per il nostro Centro Studi. Nel 2018 frequentò infatti la Winter School, esperienza che definisce una “preziosa fonte di approfondimenti, conoscenze e spunti di riflessione”. Il suo consiglio per tutti coloro che coltivano il suo stesso sogno: credere fermamente nelle proprie capacità e concentrare ogni risorsa nel perseguimento dell’obiettivo.

Intervista a Fabiola Albanese: la più giovane diplomatica italiana - Geopolitica.info

Bentrovata, Fabiola. È un piacere conoscere la più giovane diplomatica italiana: congratulazioni per il prestigioso risultato raggiunto da parte dell’intero Centro Studi Geopolitica.info. A tal proposito, chi e cosa pensi ti abbia stimolato maggiormente a perseguire un obiettivo che spesso appare lontano a tanti giovani? 

Sin da adolescente desideravo intraprendere una professione che mi offrisse la possibilità di viaggiare, di relazionarmi con molteplici culture e di vedere il mondo da diverse prospettive. In seguito, ho avuto modo di realizzare che grazie alla carriera diplomatica avrei potuto conciliare le mie aspirazioni con il desiderio di promuovere gli interessi e i valori del mio Paese all’estero che, proprio perché vivevo in terra straniera, sentivo più forti.

Affrontai tutto con entusiasmo e capii che quella era la strada che mi avrebbe consentito di realizzare i miei desideri. 

Anche io, come tutti i giovani che ambiscono alla carriera diplomatica, percepivo questo obiettivo come un sogno lontano e difficile da realizzare, ma non impossibile. Da allora, pertanto, cominciai a perseguirlo con impegno e decisione, concentrando i miei studi e i miei interessi su argomenti e temi correlati alle relazioni internazionali. 

Cosa ti senti di consigliare a chi, come te, volesse intraprendere la carriera diplomatica? 

Il concorso diplomatico richiede una preparazione multidisciplinare che, a mio avviso, inizia sin dal primo anno di università. Posso pertanto suggerire di affrontare gli studi con serietà, dedizione, determinazione e di essere pronti a dare la priorità, nella propria vita, allo studio. 

Allo stesso tempo, però, ritengo necessario leggere tanto e approfondire le proprie conoscenze circa l’attualità, la cultura, la storia, non solo italiane, oltreché il ruolo e le iniziative del nostro Paese in qualità di attore internazionale. Insomma, consiglio di credere fermamente nelle proprie capacità, di coltivare sempre una viva curiosità, di rimanere aggiornati sulle realtà nazionali e internazionali e, soprattutto, di concentrare ogni risorsa fisica e mentale nel perseguimento dell’obiettivo. 

Come giovanissima donna, ritieni stia cambiando il ruolo delle donne e dei giovani nel mondo della diplomazia e delle organizzazioni internazionali? 

Dal mio osservatorio, il riconoscimento della competenza delle donne in ambito professionale in generale è in continua crescita. Le istituzioni nazionali e internazionali (come alcune agenzie dell’ONU e l’OSCE) stanno rafforzando il ruolo delle donne negli apparati dirigenziali e quindi nei processi decisionali. Nello specifico, nel settore della diplomazia e delle organizzazioni internazionali, potremmo menzionare a titolo di esempio l’Ambasciatrice Mariangela Zappia, prima Ambasciatrice d’Italia a Washington, e Ngozi Okonjo-Iweala, prima donna a ricoprire l’incarico di Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). 

Pertanto, la posizione delle donne in diplomazia e nelle organizzazioni internazionali è in evoluzione, ma, a mio avviso, ci sono ancora molti margini di crescita. 

Riguardo noi giovani, percepisco un crescente interesse dei miei coetanei in questi ambiti, anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie di comunicazione. Inoltre, grandi organizzazioni internazionali e regionali quali l’ONU e l’UE stanno mostrando maggiore sensibilità verso le nuove generazioni, organizzando gli eventi “Youth Climate Summit” e “European Youth Event”, finalizzati a coinvolgere i giovani su argomenti inerenti la globalizzazione e sullo sviluppo delle prospettive future. 

Infine, ci fa grande piacere ricordarti anche come studentessa dell’edizione 2018 della nostra Winter School in Geopolitica e Relazioni internazionali. Pensi che sia stata utile per il tuo percorso e, in particolare, cosa ti ha lasciato? 

Lo spessore dei conferenzieri, l’attualità dei temi trattati e il coinvolgimento attivo degli studenti hanno reso la mia partecipazione alla Winter School un valore aggiunto al mio percorso formativo. Invero, il corso è stato una preziosa fonte di approfondimenti, conoscenze e spunti di riflessione. In particolare, ho conservato gelosamente gli appunti annotati durante le lezioni, i quali mi sono stati utili durante la preparazione al concorso diplomatico. 

Il carattere espansivo e stimolante degli organizzatori, dei relatori e dei partecipanti, oltre all’ambiente accogliente di Villa Celimontana, ha agevolato l’instaurazione di amichevoli relazioni interpersonali e un fruttuoso interscambio di idee e opinioni. 

In definitiva, posso affermare che il corso abbia contribuito ad arricchire il mio bagaglio sia culturale che umano, oltreché la curiosità e la voglia di approfondire tematiche e prospettive fino a quel momento a me poco note. Quindi, nel complesso, ritengo sia stata un’esperienza molto positiva e utile, a complementarità e integrazione delle esperienze precedenti.